Che cos’è la valutazione del rischio in tema di sicurezza sul lavoro? Quali misure di prevenzione e protezione dal rischio elettrico è bene mettere in conto?

Queste sono domande piuttosto frequenti e il tema protagonista del nostro articolo è molto delicato. Si tratta di far luce su potenziali condizioni di pericolo che possono verificarsi praticamente in ogni azienda, interessando in particolare i lavoratori che svolgono le proprie mansioni in prossimità di fonti di energia elettrica.

Bisogna bloccare in partenza tali condizioni di pericolo, così da poter lavorare in costante sicurezza, e a questo scopo conoscere la corretta procedura per un rischio elettrico, cosa fare e cosa non fare, risulta determinante.

Scopriamo insieme tutto quello che bisogna sapere sull’argomento, affrontando la valutazione del rischio elettrico in sicurezza sul lavoro partendo dalle basi ed analizzando i vari aspetti implicati.

 

SOMMARIO:

Valutazione del rischio elettrico e sicurezza sul lavoro: cosa sapere

Cos’è un rischio elettrico per la sicurezza sul lavoro

Normativa sulla gestione del rischio elettrico in sicurezza sul lavoro

In cosa consiste la procedura di valutazione del rischio elettrico

SQ Più: partner efficiente per la sicurezza sul lavoro nella tua azienda

 

Cos’è un rischio elettrico per la sicurezza sul lavoro

Apparecchiature ed impianti elettrici rappresentano fonti di pericolo per la sicurezza sul lavoro del personale interno all’azienda.

Ma cosa si intende quando si parla di rischio elettrico in sicurezza sul lavoro? Con questo termine si fa riferimento al rischio di rimanere folgorati, oppure al rischio che si sviluppi un incendio o addirittura un’esplosione.

Una definizione precisa è quella fornita dalla norma CEI 11-27 che rimarca l’importanza delle misure di prevenzione e protezione dal rischio elettrico, evidenziando il contesto di pericolo. La norma stabilisce infatti che si è in presenza di un rischio elettrico nel momento in cui si interviene sulla parte attiva di un impianto o un apparecchio senza aver adottato misure di sicurezza adeguate.

Sebbene praticamente ogni azienda risulti esposta a tali rischi, è altresì vero che alcune realtà sono maggiormente “nell’occhio del mirino”. In particolare, ad esempio, facciamo riferimento ad imprese che operano nel campo della metalmeccanica o ancora nel settore dell’edilizia.

In questi contesti i lavoratori si trovano spesso nelle condizioni di svolgere le proprie mansioni in prossimità di fonti di alimentazione di natura elettrica. Questo comporta un maggior rischio di venire a contatto diretto o indiretto con parti dell’impianto elettrico che sono attive oppure non adeguatamente protette.

·       Gestione del rischio elettrico: differenza tra contatto diretto e indiretto

Per arrivare alla corretta gestione del rischio elettrico è necessario partire dalla distinzione tra le due circostanze che possono verificarsi. Come anticipato poco sopra queste sono:

  • Il contatto diretto con una parte dell’impianto elettrico
  • Il contatto indiretto con una parte dell’impianto elettrico

Il primo caso si verifica quando il lavoratore tocca in qualche modo con il proprio corpo una parte metallica dell’impianto che, in quel momento, si trova in tensione. Un esempio banale può essere una presa di corrente difettosa.

Il fenomeno che si verifica prende il nome di elettrocuzione (folgorazione), più comunemente chiamata “scossa”, ossia succede che la corrente proveniente dal macchinario elettrico passi attraverso il corpo umano.

Nel secondo caso, invece, il contatto tra impianto e corpo avviene a causa di un’anomalia, in quanto tale impianto generalmente non è in tensione. Si tratta quindi di una situazione accidentale, ad esempio per via di un guasto dell’isolamento principale.

·       Conseguenze di una scorretta o mancata gestione del rischio elettrico

Quando si verifica il contatto diretto o indiretto con una parte di un impianto elettrico, così come quando si utilizza tale impianto, il maggior pericolo è quello di rimanere folgorati.

Le conseguenze di una scorretta o addirittura mancata gestione del rischio elettrico, che porta alla folgorazione, possono essere più o meno gravi per il corpo umano. Passiamo in rassegna le principali:

  • Ustione – in base all’intensità della scarica che ha attraversato il corpo si distingue il grado dell’ustione, più o meno profondo. Dalla distruzione dei tessuti con eventuale danno anche di arti superiori/inferiori, ad una emorragia, o ancora alla rottura delle arterie;
  • Tetanizzazione – anche chiamata “blocco della muscolatura”, consiste nella contrazione di carattere involontario di determinati muscoli del corpo, ossia quelli che sono stati protagonisti del passaggio della corrente elettrica;
  • Fibrillazione ventricolare – ossia l’evidenza di un disturbo a livello cardiaco, in particolare un tipo di aritmia che parte dai ventricoli, le camere inferiori del cuore, portando un’alterazione del battito. Il ritmo cardiaco si manifesta con contrazioni estremamente rapide ed irregolari;
  • Arresto respiratorio

A seguire, tra i pericoli più diffusi in tema di rischio elettrico in sicurezza sul lavoro ci sono la possibilità che si scateni un incendio oppure un’esplosione. Queste circostanze ricorrono ad esempio a causa di un corto circuito, un sovraccarico di corrente elettrica, o ancora un’anomalia degli impianti.

Normativa sulla gestione del rischio elettrico in sicurezza sul lavoro

La normativa che interessa la gestione e valutazione del rischio elettrico è il D.lgs. 81/2008Testo Unico su Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Per far fronte a tale rischio la legge prevede determinati obblighi a capo del datore di lavoro che si concretizzano in specifiche misure di prevenzione e protezione dal rischio elettrico per i lavoratori dell’azienda.

Le misure differiscono a seconda del grado di rischio associato alle diverse categorie di lavoro elettrico. Queste si suddividono in:

  • LAVORI SOTTO TENSIONE – i lavori che interessano direttamente le parti attive di un impianto/macchinario elettrico (es. un quadro elettrico);
  • LAVORI IN PROSSIMITÀ DI TENSIONE – i lavori eseguiti vicino alle parti attive degli impianti;
  • LAVORI FUORI TENSIONE – i lavori effettati su impianti elettrici che sono stati privati di tensione durante la fase d’intervento.

·       Definizioni e qualifiche dei soggetti a rischio elettrico in sicurezza sul lavoro

La normativa stabilisce anche che tutti gli interventi debbano esser svolti da lavoratori competenti, adeguatamente formati e in possesso di specifiche qualifiche.

In questo senso, a supporto del Testo Unico interviene la Norma CEI 11-27 in materia di “Lavori su impianti elettrici”, stabilendo definizioni e relative qualifiche delle figure professionali che svolgono questo genere di interventi.

Ecco quali sono le categorie:

  • PEC – Persona Comune. Soggetto privo di esperienza e formazione su lavori elettrici, di conseguenza non idoneo allo svolgimento di questi
  • PAV – Persona Avvertita. Soggetto che è stato messo al corrente dalla Persona Esperta dei pericoli derivanti dal rischio elettrico. Può svolgere lavori fuori tensione o in prossimità di tensione supervisionato da una PES
  • PES – Persona Esperta. È il lavoratore in grado di svolgere un’analisi e conseguente valutazione del rischio elettrico, in quanto dotato di conoscenza tecnica e teorica in materia. Può svolgere gli stessi lavori di una PAV
  • PEI – Persona Idonea. Soggetto che possiede tutte le qualifiche necessarie per svolgere lavori elettrici sotto tensione

In cosa consiste la procedura di valutazione del rischio elettrico

La procedura di valutazione del rischio elettrico è un obbligo a capo del datore di lavoro da svolgersi periodicamente (e da aggiornare in base alle eventuali variazioni dei processi di lavoro), in maniera estremamente accurata e naturalmente secondo la normativa in vigore.

Per attuare le misure di prevenzione e protezione dal rischio elettrico più adatte è necessario che il datore di lavoro prenda in esame i diversi aspetti implicati, ossia consideri:

  • i vari processi lavorativi, quindi le caratteristiche specifiche di ciascuna mansione
  • i rischi che interessano l’ambiente di lavoro e le condizioni di esercizio prevedibili
  • le fonti di rischio primarie, quindi apparecchi ed impianti elettrici

A seconda delle attività da svolgere, il datore di lavoro deve intervenire con una specifica procedura di gestione e valutazione del rischio elettrico.

·       ATTIVITÀ GENERICHE

Quando l’esposizione al rischio elettrico dipende dalla sola presenza o dall’uso generico di impianti, componenti elettrici o apparecchiature, il lavoratore è definito utente generico.

In questo caso, secondo la normativa per la sicurezza sul lavoro, il datore deve accertarsi di adottare misure di prevenzione e protezione dal rischio elettrico a livello di:

  • Materiale elettrico: il materiale fornito ai lavoratori dev’essere realizzato a regola d’arte e dev’essere garantito il suo utilizzo nel modo corretto
  • Manutenzione: la manutenzione dev’essere periodica e adeguata, così da assicurare che le condizioni di sicurezza possano essere mantenute del tempo

·       ATTIVITÀ SPECIFICHE

Per attività specifiche si intendono tutte quelle che vedono coinvolti i lavoratori in interventi diretti su parti attive dei macchinari elettrici, o ancora a distanze molto ravvicinate da questi.

La gestione e valutazione del rischio elettrico in questi casi richiede:

  • La formazione specialistica del lavoratore sul rischio elettrico in sicurezza sul lavoro
  • L’idoneità del lavoratore allo svolgimento di lavori sotto tensione
  • L’organizzazione e messa in atto di una procedura specifica di lavoro, oltre all’adozione di dispositivi di protezione e attrezzature adeguate, sia individuali che collettivi

In tutti i casi, il datore di lavoro è tenuto alla redazione di diversi documenti, dichiarazioni di conformità e attestazioni, secondo la norma di legge. Per facilitare il compito, è possibile sfruttare le cosiddette liste di controllo, dove raccogliere tutti gli adempimenti.

Questo compito è sempre in capo al datore, che tuttavia può avvalersi della collaborazione del RSPP, ossia il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione per la sicurezza sul lavoro.

SQ Più: partner efficiente per la sicurezza sul lavoro nella tua azienda

Effettuare la corretta gestione e valutazione del rischio elettrico in azienda consente di ridurre molto i pericoli di questa natura.

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