Almeno dalla metà degli anni Novanta teneva corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro obbligatori per tutti i dipendenti. Un’attività professionale che lui, un consulente particolarmente noto a apprezzato nel panorama milanese, non poteva esercitare perchè sprovvisto dei requisiti obbligatori dalla legge: ha un diploma di terza media, mentre la normativa richiede un titolo di studio non inferiore alla diploma di scuola superiore per chi tiene corsi di formazione professionale.

L’uomo, che svolgeva anche incarichi di consulenza aziendale in veste di responsabile del servizio di prevenzione protezione, è ora indagato per sostituzione di persona, reato che punisce con pene fino a un anno di carcere chi “al fine di procurare a sè o ad altri un vantaggio, induce taluni in errore (…) attribuendo a sè o ad altri un falso nome, o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici”.

Si faceva pagare 3mila euro all’anno

L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano che dirige il dipartimento “salute e lavoro” della Procura di Milano, è scattata dopo alcune verifiche effettuate dai tecnici dell’Agenzia Tutela della Salute che hanno accertato come l’uomo non avesse mai conseguito i titoli di studi necessari per tenere corsi di formazione professionale.

Gli accertamenti dell’Ats hanno anche rilevato forti carenze soprattutto in materia di valutazione del rischio. A ciascuno dei suoi clienti, circa una ventina di aziende attive soprattutto nel food e della ristorazione (bar, ristoranti e pasticcerie) ma anche in altri settori (c’è anche una carrozzeria auto), chiedeva retribuzione di circa 3 mila euro all’anno. Tuttavia nessuno di loro, almeno finora, lo ha denunciato per truffa, come sarebbe normale in questi casi. Soprattutto se si considera che tutti i corsi di formazione tenuti dall’uomo non sono validi e, per assumere efficacia ai sensi della legge, dovranno necessariamente essere ripetuti davanti a docenti qualificati.