Meglio un tagliere di plastica o di legno?

Il materiale di un tagliere è un aspetto molto importante, che solitamente viene trascurato al momento dell’acquisto. Infatti, quasi sempre si privilegia l’elemento estetico, scegliendo dei taglieri di plastica o di legno unicamente in base a quale delle due categorie di articolo risulta più gradevole alla vista. In realtà, la differenza tra queste due tipologie di materiali va ben oltre l’apparenza esteriore ed è bene essere informati a riguardo prima dell’acquisto.

Sommario:

Taglieri di plastica o di legno? Qual è il migliore materiale dal punto di vista igienico?

Meglio un tagliere di plastica o di legno?

Qual è il tagliere più igienico?

Qual è il tagliere migliore per tagliare carne?

Taglieri in legno: cose da sapere

Qual è il legno migliore per un tagliere

Come trattare il legno per uso alimentare

Taglieri di plastica: cose da sapere

Quale scegliere: tagliere in polietilene o tagliere in teflon

Come fare per pulire un tagliere in plastica

 

Qual è il tagliere più igienico?

Innanzitutto è bene sottolineare come qualunque tagliere, a prescindere dal fatto che si tratti di taglieri di plastica o di legno, debba essere lavato e disinfettato frequentemente per garantire la salubrità e l’igiene degli alimenti che vi entrano in contatto. Ogni tagliere, infatti, una volta utilizzato presenta dei tagli o delle fessure dove lo sporco può accumularsi e che, dunque, possono costituire l’ambiente ideale per il proliferare di batteri e altri agenti patogeni.

Comunque, se ci si domanda qual è il tagliere più igienico, è bene sapere che la plastica può essere considerata un materiale generalmente migliore rispetto al legno. Infatti, un tagliere in plastica risulta facilmente lavabile e sanificabile, dal momento che può essere tranquillamente inserito in una lavastoviglie. Questa operazione, che espone il tagliere a una temperatura superiore ai 65 gradi, assicura che la superficie in questione sia libera da agenti patogeni.

Di contro, un tagliere in legno, a differenza del caso della plastica, non può essere messo in lavastoviglie. Inoltre tale materiale, essendo molto poroso, assorbe facilmente i liquidi che vi entrano a contatto. Ciò fa sì che eliminare da un tagliere in legno ogni traccia di sporco e, di conseguenza, di possibili fonti di rischio, sia relativamente complesso. Un simile tagliere, dunque, richiederà un impegno maggiore rispetto a uno di plastica per essere mantenuto pulito e sicuro da un punto di vista igienico.

In ogni caso, la normativa riguardante gli standard igienici e di pulizia del settore alimentare, in particolare il regolamento europeo 852/2004, non prescrive necessariamente l’utilizzo di una o dell’altra tipologia di materiale per i taglieri. Infatti, tale documento richiede unicamente che le superfici a contatto con gli alimenti siano resistenti alla corrosione, non tossiche, lavabili e disinfettabili. Inoltre, esse devono essere lisce e vanno conservate in buone condizioni. Dunque, tutti i taglieri di plastica o di legno sono assolutamente conformi alle previsioni di legge, purché presentino le caratteristiche sopra elencate.

In conclusione, alla domanda “qual è il tagliere più igienico?” si può rispondere che è tale qualunque tagliere che venga trattato adeguatamente.

 

Qual è il tagliere migliore per tagliare carne?

Una delle preoccupazioni più frequenti quando si parla di igiene in relazione ai taglieri di plastica o di legno riguarda l’atto di tagliare la carne. La carne cruda, infatti, può contenere batteri e il rischio che questi contaminino il tagliere prima che la cottura li elimini è una possibilità concreta.

Come si è detto in precedenza, l’aspetto fondamentale è lavare e sanificare regolarmente la superficie utilizzata. Inoltre, come accennato, ai fini della pulizia e della disinfezione un tagliere di plastica può risultare più comodo, pur tenendo a mente che anche l’utilizzo di un tagliere di legno, se ben trattato, è assolutamente consentito.

Infine, è bene evidenziare una pratica che, nel caso della carne, può aiutare a garantire le migliori condizioni igieniche possibili, ovvero utilizzare taglieri separati per quest’ultima e gli altri alimenti, come frutta o verdura. In questo modo, diminuisce drasticamente la possibilità che eventuali agenti patogeni presenti nella carne prima della cottura possano contaminare altri ingredienti. Se si opta per una simile soluzione, è bene decidere preventivamente dove tenere i taglieri, così da tenerli separati.

Taglieri in legno: cose da sapere

Anche se la legge lo permetterebbe, i controlli ispettivi sconsigliano fortemente l’utilizzo professionale dei taglieri in legno. Nel caso in cui si abbia optato però per un tagliere di legno magari per uso casalingo, ulteriori domande possono sorgere prima e dopo l’acquisto. Vediamo dunque alcune cose fondamentali da sapere riguardo ai taglieri in legno.

 

Qual è il legno migliore per un tagliere ad uso casalingo

Le tipologie di legno utilizzate per realizzare taglieri sono molteplici. Nell’atto di sceglierne una, è bene tenere a mente diversi elementi. Come si è visto, infatti, al di là dell’aspetto estetico, per capire qual è il legno migliore per un tagliere è essenziale ricordare che un esso deve essere liscio, duro e il più resistente possibile.

Per questi motivi, tra i legni migliori per un tagliere vi è senz’altro il rovere, compatto e robusto, che infatti è uno dei materiali più utilizzati per la realizzazione di taglieri.

Inoltre, negli ultimi anni va diffondendosi anche il teak, un legno tropicale dalle ottime proprietà. Esso, infatti, è particolarmente resistente ai tagli e assorbe relativamente poca acqua.

Infine, un legno meno utilizzato è l’ulivo, anche a causa del costo meno contenuto rispetto ad altre varietà di legno. In questo caso, al di là della resistenza, a risultare determinante è l’aspetto estetico del materiale, reso particolarmente gradevole dalle eleganti venature tipiche di questo legno.

 

Come trattare il legno per uso alimentare

Si è visto che il legno è un materiale piuttosto critico per l’uso alimentare. Comunque, se ben trattato è tranquillamente utilizzabile in casa.

Innanzitutto, dopo ogni utilizzo è bene pulire attentamente il tagliere, assicurandosi di non lasciare residui alimentari. In secondo luogo, bisogna lavare accuratamente la superficie, aiutandosi con un detergente e dell’acqua molto calda. Se lo si ritiene opportuno, si può anche disinfettare il legno utilizzando aceto, bicarbonato o succo di limone e, infine, lasciarlo ad asciugare.

A tal proposito, è bene sapere dove tenere i taglieri. Dopo il lavaggio, infatti, essi vanno lasciati al sole, se possibile, o vicino a una fonte di calore, come un termosifone, per accelerare l’asciugatura.

In aggiunta, sapere come trattare il legno per uso alimentare implica anche essere in grado di capire quando cambiare tagliere. Come accennato, infatti, il legno è relativamente fragile ai tagli, dove lo sporco può accumularsi. Per questo, quando un tagliere è troppo danneggiato e la sua superficie risulta irregolare, è bene acquistarne uno nuovo.

 

Taglieri di plastica: cose da sapere

Anche nel caso in cui, nella scelta tra taglieri di plastica o di legno, si decida di utilizzare i primi, è bene tenere a mente alcune informazioni essenziali riguardo a questa categoria di articoli.

Quale scegliere: tagliere in polietilene o tagliere in teflon

Anche all’interno dell’insieme dei taglieri in materiali plastici esistono alcune alternative.

L’opzione più diffusa è quella dei taglieri in polietilene, un polimero sintetico che restituisce superfici molto resistenti, lisce e facilmente lavabili. Questi articoli, dunque, risultano particolarmente adatti per un utilizzo alimentare, oltre ad essere relativamente economici.

Un’alternativa decisamente meno frequente è quella di comprare un tagliere in teflon professionale. Questo materiale, infatti, viene comunemente impiegato per altri scopi, quali ad esempio il rivestimento di pentole antiaderenti. Per quanto esso possa risultare adeguato per un tagliere, è bene prestare attenzione al suo livello di usura. Infatti, una volta consumato, un tagliere in teflon può rilasciare particelle plastiche che possono inquinare gli alimenti.

 

Come fare per pulire un tagliere in plastica

Come si è visto in precedenza, pulire un tagliere in plastica è piuttosto semplice. Infatti, una volta eliminati i residui alimentari, è sufficiente lavare l’articolo in lavastoviglie per disinfettare adeguatamente la superficie. Una volta pulito, il tagliere può essere lasciato ad asciugare al sole o dove risulta più comodo.