Notorietà e gusto agrodolce sono gli ingredienti caratteristici di una delle salse più conosciute al mondo. Di cosa stiamo parlando?

Probabilmente lo avrete già immaginato: il ketchup, salsa di accompagnamento ideale per patatine fritte, hamburger e hot dog. Almeno nella nostra epoca. Perché se invece andiamo indietro negli anni scavando a fondo nella sua storia, troviamo usi e consumi del ketchup che non ci aspetteremo mai e poi mai.

Scommettiamo che in pochi assocerebbero il ketchup al pesce. Così come in pochissimi penserebbero che le origini del ketchup non siano propriamente americane, a differenza di ciò che siamo soliti pensare.

Vi abbiamo incuriosito un po’? Bene, perché con questo articolo vi lasceremo a bocca aperta, ci scommettiamo!

 

Sommario:

Storia e curiosità sul Ketchup, in un viaggio che parte dall’Asia a base di pesce

Il ketchup e le origini piemontesi diffuse grazie alla Cirio

Dall’Asia all’Europa: le tante versioni del ketchup tra acciughe salate e funghi scuri

Il 1876 fu l’anno della vera svolta: ecco il ketchup come oggi lo conosciamo

Tutte le storie hanno una stravaganza, pure quella del ketchup

 

Il ketchup e le origini piemontesi diffuse grazie alla Cirio

Non c’è che dire, è così che oggigiorno lo conosciamo: dal colore rosso intenso e dal sapore agrodolce.

La sua antica ricetta, diffusa nel panorama della grande distribuzione italiana grazie all’azienda Cirio, è ispirata a una salsa tipica della cucina tradizionale piemontese: il bagnetto rosso o bagnèt ròss in dialetto.

L’aggettivo è legato proprio al suo ingrediente principale, il pomodoro, arricchito con peperoni, cipolle, spezie e peperoncino per conferire un gusto leggermente piccante e sfizioso. Per cosa era (ed è tuttora) utilizzato nella tradizione popolare, il bagnetto rosso?

Il nome la dice già lunga: si chiama “bagnetto” perché serve per “bagnare” le preparazioni, insaporendole, che si tratti di bollito ma anche di carne alla griglia.

 

Dall’Asia all’Europa: le tante versioni del ketchup tra acciughe salate e funghi scuri

Secondo la tradizione, le origini del ketchup si collocano invece in Asia intorno al 1400 d. C.. Approfonditi studi linguistici fanno risalire la parola ketchup al termine del dialetto hokkien “ke-tchup” che letteralmente significa “salsa di pesce conservata”.

Lo avreste mai detto?

La storia narra infatti che furono i marinai di Fujian, provincia marinara del sudest cinese da cui deriva il dialetto hokkien, ad aver scoperto una salsa a base di acciughe salate e fermentate, preparata dai pescatori khmer e vietnamiti, dal colore simile a quello del caramello. Gli stessi pescatori decisero di chiamarla ke-tchup ed esportarla in Indonesia, Malesia e Filippine.

Sembra poi che intorno al 1600, i commercianti della Compagnia britannica delle Indie Orientali iniziarono a diffondere il prodotto in Europa riscuotendo un grandissimo successo. I costi di importazione erano tuttavia altissimi: con l’intento di abbatterli, in molti iniziarono a prodursi da soli la salsa modificando ovviamente ingredienti e dosi originali secondo i gusti nazionali.

Non c’è da stupirsi, quindi, se per un certo periodo della sua storia, il ketchup vide numerose trasformazioni e versioni stravaganti. Come quella diffusa dal libro di cucina di Eliza Smith, pubblicato a Londra nel 1727, che promuove il ketchup come una salsa scura a base di funghi.

 

Il 1876 fu l’anno della vera svolta: ecco il ketchup come oggi lo conosciamo

Dobbiamo avvicinarci intorno al 1800 per intravedere la parvenza di una salsa simile a quella che oggi siamo soliti considerare come ketchup.

Fino a questo periodo, infatti, ricette e sapori si sono susseguiti negli accostamenti più arditi: dall’abbandono delle acciughe a favore del pomodoro, fino alle varianti a base di ostriche, pesce, funghi, noci, limoni, sedano, frutta.

Senza dimenticare la parentesi della ricetta preferita dal principe di Galles: un mix di bacche di sambuco, acciughe e scalogno. Fu solo nel 1812 e grazie a James Mease – scienziato e orticoltore di Filadelfia – che inizia a farsi strada la prima ricetta di ketchup rosso caratterizzata da:

  • l’eliminazione del pesce
  • l’aumento di zucchero, cipolle, aceto
  • la sostituzione dei pomodori acerbi a favore di quelli maturi

Ed è così che giungiamo al 1876, anno in cui il tomato ketchup prende piede nella versione Heinz firmata dall’omonima società agroalimentare statunitense, versione che poi giungerà fino a noi.

 

Tutte le storie hanno una stravaganza, pure quella del ketchup

Noi non l’avremmo mai detto. Ma pensiamo nemmeno voi.

Per un certo periodo della sua lunga e curiosa storia, il ketchup vide un utilizzo davvero originale e innovativo, se così si può dire: fu considerato un medicinale contro l’ittero, la nausea e le indigestioni.

Questo stravagante impiego fu attribuito al dottor John Cook Bennett, presidente del Dipartimento medico della Willoughby University in Ohio, che nel 1835 trasformò il ketchup in pillole da utilizzare contro le patologie sopra elencate. Peccato che il dottore sottovalutò l’incidenza di un fattore collaterale per nulla trascurabile: il “farmaco” portava con sé il potente effetto lassativo dei pomodori.

E proprio per questo ebbe vita breve.