Oramai certa e definitiva è la legge di conversione del Decreto Fisco-Lavoro che stabilisce un cambiamento del testo Unico Sicurezza sul lavoro in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare le tutele prevenzionistiche.

Sommario:

Sicurezza sul lavoro: importanti novità

Cosa prevede la miniriforma del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro?

Implementazione di attività formative e di addestramento

Il preposto e le sue responsabilità

Ispettorato del lavoro: vigilanza e ispezione

I casi in cui è prevista la sospensione dell’impresa

Organismi paritetici

 

Cosa prevede la miniriforma del Testo Unico Sicurezza sul Lavoro?

 

L’intervento prevede un miglioramento complessivo del livello di tutele prevenzionistiche operando su cinque fondamenti ben precisi:

  • Miglioramento sulla formazione e addestramento
  • L’individuazione immediata del preposto e delle sue responsabilità
  • L’ampliamento all’Ispettorato Nazionale del Lavoro delle competenze di vigilanza e ispezione
  • Rielaborazione del potere di sospensione dell’impresa
  • Ripresentazione del ruolo degli organismi paritetici

La miniriforma del Testo Unico Sicurezza sul lavoro prevede anche l’applicazione di pesanti sanzioni per i datori di lavoro in caso di inosservanza a riguardo.

 

Implementazione di attività formative e di addestramento

 

Il primo pilastro importante ad avere un implemento è sicuramente il tema che riguarda le attività formative e di addestramento.

Gli sviluppi sulla parte della formazione devono garantire l’indicazione sulla durata, sui contenuti minimi e sulla modalità di formazione obbligatoria da parte del datore di lavoro e la precisazione delle modalità della verifica finale di apprendimento obbligatoria per chi proviene da un percorso formativo o di aggiornamento in tema di salute e sicurezza sul lavoro.

L’Accordo adottato in Conferenza Stato-Regioni stabilisce, inoltre, un pieno coinvolgimento del datore di lavoro ai dirigenti e ai preposti per avere una formazione completa e dettagliata.

Per quello che concerne l’addestramento gli sviluppi consistono nell’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, dispositivi tramite prove pratiche ed esercitazione applicata in caso di procedure di lavoro in sicurezza.

È previsto l’obbligo di tracciare tutti questi interventi ed esercitazioni pratiche su un apposito registro.

Per i preposti le attività formative e di addestramento devono essere fatte in presenza e almeno ogni due anni o in ogni caso in cui ci sia l’insorgere di nuovi rischi.

La miniriforma in aggiunta e per rinforzare il concetto prevede una pena alternativa dell’arresto che va da due a quattro mesi o di un’ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro.

Il preposto e le sue responsabilità

 

Sviluppi considerevoli sono stati fatti anche per il preposto, figura di primaria importanza nella gestione di un’azienda, in termini di sicurezza sul lavoro, insieme al datore di lavoro e ai dirigenti, assume un ruolo particolarmente delicato.

Il preposto viene individuato dal datore di lavoro e oltre a specifiche attività di vigilanza da svolgere, il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro rivisto prevede che ha anche il dovere di sovrintendere e vigilare ogni singolo lavoratore sull’osservanza degli obblighi di legge e sull’utilizzo corretto dei mezzi di protezione messi a loro disposizione.

Inoltre si stabilisce che il preposto ha l’obbligo di intervenire se rileva comportamenti inadatti sulle istruzioni date dal datore di lavoro rispetto alle misure di protezione. Nel caso in cui il lavoratore non prenda in considerazione gli interventi del preposto, quest’ultimo può informare i superiori e provvedere all’interruzione dell’attività del lavoratore.

Il preposto ha l’obbligo di intervenire interrompendo l’attività anche se rileva malfunzionamenti o condizioni di pericolo su macchinari e attrezzature di lavoro.

Per questi specifici obblighi il decreto convertito prevede l’applicazione della pena di arresto fino a due mesi o un’ammenda da 491,90 a 1.474,21 euro.

 

Ispettorato del lavoro: vigilanza e ispezione

 

La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro spettava solo alle aziende sanitarie locali.

Con il rafforzamento delle tutele prevenzionistiche il decreto stabilisce che il compito di vigilare spetta anche all’Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Cosicché la vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di sicurezza e salute nel luogo di lavoro venga svolta in misura uguale dall’Azienda sanitaria locale e dall’INL.

 

I casi in cui è prevista la sospensione dell’impresa

 

Per contrastare il lavoro irregolare il decreto convertito stabilisce nuovi provvedimenti.

Se la sospensione dell’azienda finora era prevista in caso di lavoro irregolare o se venivano rilevati circa il 10% dei lavoratori sprovvisti di un contratto regolare, ora, il decreto convertito stabilisce ulteriori provvedimenti, oltre a quelli segnalati sopra prevede, infatti, che l’attività venga sospesa anche in caso di personale occupato come lavoratore autonomo occasionale senza le condizioni richieste dalla normativa.

La sospensione dell’azienda in materia di sicurezza e salute si amplia anche in riferimento al rischio di amianto, grave violazione da cui scaturisce il provvedimento degli organi ispettivi (INL e ASL).

Per tutelare i lavoratori oggetto del provvedimento di sospensione per lavoro irregolare o per gravi violazioni di sicurezza, la legge di conversione stabilisce che a fronte del loro allontanamento, il datore di lavoro è obbligato a corrispondere la retribuzione in modo completo e a versare i contributi che spettano.

 

Organismi paritetici

 

Il decreto convertito stabilisce che gli organismi paritetici, ogni anno, devono comunicare all’Ispettorato del lavoro e all’INAIL i dati inerenti a:

  • Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza sul territorio
  • Aziende che hanno aderito al sistema degli organismi paritetici e che hanno eseguito attività di formazione dagli stessi
  • Rilascio delle asseverazioni di attuazione dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza

I dati riportati sopra trasmessi dagli organismi paritetici vengono usati per determinare criteri di priorità nella programmazione della vigilanza dall’Ispettorato del lavoro.