Shrinkflation: dal 15 luglio entrano in vigore le nuove regole
Dal 15 luglio 2026 diventano operative anche in Italia le nuove disposizioni introdotte per contrastare la shrinkflation, la pratica con cui un prodotto viene venduto in una quantità inferiore rispetto al passato mantenendo invariato, o addirittura aumentando, il prezzo.
L’obiettivo della norma è aumentare la trasparenza nei confronti dei consumatori e ridurre una pratica commerciale che negli ultimi anni ha interessato numerosi prodotti alimentari di largo consumo, come biscotti, gelati, yogurt, cereali, snack e bevande. Le misure derivano dalla modifica dell’art. 15-bis del Codice del Consumo e dal decreto attuativo notificato alla Commissione europea, divenuto efficace dopo la scadenza del periodo di stand still previsto dalla procedura TRIS.
Cos’è la shrinkflation
Il termine nasce dall’unione delle parole inglesi shrink (ridurre) e inflation.
Si verifica quando:
- la confezione rimane praticamente identica;
- il contenuto diminuisce;
- il prezzo resta invariato oppure aumenta.
Il consumatore tende così a percepire un prezzo stabile, pur acquistando una quantità inferiore di prodotto.
Cosa cambia dal 15 luglio
La versione iniziale della normativa prevedeva un obbligo molto semplice: applicare sulla confezione una dicitura che segnalasse chiaramente la riduzione della quantità rispetto alla versione precedente.
Nel testo definitivo questo obbligo è stato modificato.
Non sarà infatti necessario stampare un’avvertenza direttamente sulla confezione. I produttori dovranno invece comunicare la variazione ai distributori e ai rivenditori mediante una comunicazione standardizzata. Saranno poi i punti vendita, fisici oppure online, a dover rendere disponibili tali informazioni ai consumatori. Anche la durata dell’obbligo informativo è stata ridotta da sei a tre mesi.
Quali prodotti sono interessati
La disciplina riguarda i prodotti preconfezionati di largo consumo quando:
- diminuisce la quantità nominale;
- aumenta il prezzo unitario come conseguenza della riduzione del contenuto;
- il confezionamento rimane sostanzialmente invariato.
Sono invece previste esclusioni, ad esempio quando la riduzione della quantità è accompagnata da modifiche della formulazione che migliorano la resa o l’efficacia del prodotto, mantenendo invariato il valore complessivo per il consumatore.
Cosa significa per le imprese alimentari
Per le aziende alimentari la norma non introduce nuovi obblighi HACCP né modifica le regole sulla sicurezza degli alimenti.
Riguarda invece la trasparenza delle informazioni commerciali e la corretta comunicazione lungo la filiera.
Le imprese che decidono di ridurre il contenuto di un prodotto dovranno quindi prestare attenzione anche agli adempimenti previsti dalla nuova disciplina, coordinando le informazioni con distributori e punti vendita.
HACCP ed etichettatura: due aspetti distinti
È importante non confondere questa novità con gli obblighi previsti dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 sull’informazione ai consumatori.
Le nuove disposizioni sulla shrinkflation non riguardano:
- allergeni;
- ingredienti;
- valori nutrizionali;
- sicurezza alimentare;
- rintracciabilità.
Si tratta esclusivamente di misure finalizzate ad aumentare la trasparenza commerciale nei confronti del consumatore.
Ricapitolando
L’entrata in vigore della disciplina rappresenta un ulteriore passo verso una maggiore tutela del consumatore, anche se il testo definitivo risulta meno incisivo rispetto alla proposta originaria, che prevedeva un’etichetta obbligatoria direttamente sul prodotto.
Per le aziende del settore alimentare diventa quindi importante monitorare anche questi nuovi obblighi informativi, soprattutto in caso di modifiche al peso o al volume dei prodotti commercializzati.
