Da un po’ di tempo a questa parte, l’utilizzo del latte bovino è stato sostituito con quello proveniente da altri animali. Tra le diverse varianti, in Italia, emergono principalmente quelli di:

  • Pecora
  • Asina
  • Capra
  • Bufala

Ma anche quello di cavalla che, per quanto raro, può essere acquistato direttamente dagli allevatori.

Ovviamente, il latte bovino, fra tutti, resta quello maggiormente richiesto e consumato, infatti la sua produzione va oltre i 12 milioni di tonnellate superando di gran lunga le richieste degli altri tipi di latte.

In questo articolo andremo a capire il motivo per il quale c’è stato un aumento e una diffusione di questi prodotti.  Ma prima di affrontare questo tema nel prossimi paragrafo ti verranno presentate le differenze che caratterizzano i diversi tipi di latte.

Quali sono le differenze principali tra i tipi di latte?

Le diverse caratteristiche del latte e dei suoi derivati si riconoscono nella quantità di grassi e proteine che variano da tipo a tipo.

Vediamo insieme una per una le differenze di base tra le diverse tipologie di latte.

Latte di bufala

Il latte di bufala è composto maggiormente dai grassi rispetto alle proteine, infatti queste ultime sono quasi la metà rispetto ai grassi presenti.

Il latte di bufala è particolarmente diffuso nelle regioni meridionali ed è ricco di proprietà nutrizionali, tra le quali:

  • Vitamina A;
  • Vitamina B12;
  • Vitamina C;
  • Potassio;
  • Sodio;
  • Ferro;
  • Magnesio;
  • Rame

Nella sua trasformazione, un maggiore contenuto di proteine e grassi consegue in una resa di quantità superiore sotto il punto di vista della quantità di formaggio che può essere prodotto. In poche parole con un solo litro di latte di bufala si può produrre 240 grammi di mozzarella.

Latte di capra

Il latte di capra ha la capacità di facilitare la digestione e rafforzare le ossa, contiene inoltre diversi tipi di vitamine e minerali tra i quali:

  • Vitamina A;
  • Vitamina C;
  • Sodio;
  • Calcio;
  • Zinco;
  • Magnesio;
  • Potassio.

Importante tenere presente che essendo fonte di grassi saturi e colesterolo non bisogna consumarlo in maniera eccessiva per proteggere cuore e arterie.

Il latte di capra e di pecora sono molto simili per il contenuto di lattosio e calcio ma è la loro composizione proteica e la tolleranza che li differenzia. Vediamo dunque nel prossimo paragrafo quali sono le proprietà del latte di pecora.

Latte di pecora

Sul territorio nazionale il latte di pecora è quello più venduto dopo quello di bufala.

Con il suo sapore deciso e caratteristico è però molto simile a quello tradizionale ma con delle differenze sull’apparato calorico e sulle vitamine e i minerali.

Il suo contenuto calorico è più elevato rispetto al latte vaccino intero ma le loro differenze vengono enfatizzate solo dalla scrematura.

Il latte di pecora su 100 ml è composto da circa 5,6 grammi di proteine e 6,42 di grassi, infatti tra le varie tipologie di latte, è quello più proteico ed è per questo motivo che viene considerato perfetto per la produzione di formaggi e ricotte.

Latte di bovino o di vacca

Il latte di bovino è ricco e completo, tra le vitamine e i minerali in quello pastorizzato sono presenti sia vitamine che minerali, tra cui:

  • Vitamina C
  • Vitamina E
  • Vitamina B
  • Potassio
  • Niacina
  • Rame
  • Zinco
  • Magnesio
  • Selenio

Il latte di vacca è ricco di lattosio e proteine. Le sue vitamine e minerali sono ottimi per il metabolismo e per la salute cardiovascolare.

Perché è aumentata la richiesta di altri tipi di latte?

La diffusione di questi tipi di prodotto è stata dettata dall’incremento della domanda e dal miglioramento della conservazione e della distribuzione del latte.

Il miglioramento della conservazione rende nettamente più facile il trasporto, questo è dovuto da:

  • Un decisivo miglioramento delle condizioni igieniche del latte;
  • Dai trattamenti di tipo termico
  • Il miglioramento del packaging, in particolare nei materiali e nelle tecnologie utilizzate.

Un altro elemento che può dettare delle simpatie nell’acquisto di altri tipi di latte riguarda le preferenze personali, in quanto il profumo, la consistenza, il sapore sono proprie.

Intolleranze e allergie si eliminano con la consumazione di altri tipi di latte?

Un fattore da non sottovalutare nell’aumento della domanda di altri tipi di latte rispetto a quello bovino, è l’erroneo pensiero che abbiano proprietà funzionali migliori e che siano capaci di diminuire o scemare le intolleranze e le allergie. 

Il pensiero rispetto a quest’ultimo discorso è sbagliato, perché il latte proveniente da altri tipi di animali che non sia il bovino, ha sicuramente delle caratteristiche nutrizionali diverse.
É importante però sottolineare che, gli elementi che lo costituiscono alla base, sono sempre gli stessi, solo con qualche piccola differenza. 

Una delle considerazioni da chiarire dunque riguarda l’intolleranza o l’allergia al lattosio. Se sei un soggetto intollerante o allergico a questo tipo di zucchero carboidrato, non potrai trovare la soluzione nella consumazione di altri tipi di latte. Questo perché il lattosio è sempre presente anche se in quantità più ridotte. 

La situazione cambia se invece, sei un soggetto intollerante o allergico alla proteina del latte. Infatti, in questo caso, il latte d’asina o di cavalla sarebbe un’ottima soluzione.