Leggendo solo il titolo, qualcuno potrebbe pensare “oltre al danno la beffa”, ebbene sì.

Un nostro dipendente si è fatto male sul luogo di lavoro o nel tragitto casa-lavoro. Ma sappiamo bene che questo non comporta benefici all’azienda, soprattutto se questa è una piccola realtà caratterizzata da un rapporto informale. Dobbiamo pensare alla salute del nostro dipendente, ma anche a salvaguardare l’azienda, integrando personale o dando ulteriori carichi ai dipendenti già presenti. Attenzione a non pensarci troppo però, perché la circolare n 24 del 09/09/2021 non lo permette.

La circolare in questione pubblicata dall’INAIL ha come oggetto: “Sanzione amministrativa per omessa o tardata denuncia di infortunio di cui all’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

 

Sommario:

Sanzioni amministrative per ritardata denuncia di infortunio: ecco cosa sapere

Denuncia di infortunio: le tempistiche da rispettare

Hai dimenticato di denunciare l’infortunio? Attento alle sanzioni

Obbligo denuncia infortuni al SINP per finalità statistiche

Denuncia di infortunio: se manca o tarda

Il tempo: fattore determinante che può cambiare il corso delle cose

 

Denuncia di infortunio: le tempistiche da rispettare

Chiariamo un aspetto di primaria importanza inerente a questa circolare che è la tempistica effettiva della denuncia di infortunio da parte dell’azienda.

Parliamo solo degli infortuni che superano i 3 giorni di prognosi e non di quelli mortali o con pericolo di morte che vanno denunciati assolutamente entro le 24 ore.

Da quanto emesso dalla circolare la denuncia dell’infortunio va presentata entro due giorni dalla data in cui il datore di lavoro ne è venuto a conoscenza e va fatta anche nel caso l’infortunio non rientri nelle cause indennizzabili dall’INAIL.

La denuncia dev’essere fatta attraverso i servizi telematici sul sito INAIL e deve avere i termini del certificato medico, inviato precedentemente dalla struttura sanitaria che ha preso in carico il fatto o dal medico competente.

A volte la comunicazione vene trasmessa direttamente dal lavoratore stesso, dal patronato che lo assiste o dall’Inps. In questi casi il datore di lavoro deve comunque presentare la denuncia per proseguire l’istruttoria. E se il datore di lavoro non è a conoscenza dell’infortunio? Niente panico, in questo caso sarà l’ente INAIL ad avvisare il datore stesso che avrà tempo due giorni per denunciare l’infortunio.

Infortunio in caso di Covid:

In caso di malattia-infortunio dovuto a Covid-19 il termine di presentare la denuncia decorre dal giorno dopo alla data di ricezione dei riferimenti della prima certificazione medica di infortunio che dichiara che la totale assenza sul luogo di lavoro può essere attribuita al contagio.

 

Hai dimenticato di denunciare l’infortunio? Attento alle sanzioni

Cari datori di lavoro se state leggendo questo articolo vi conviene prestare particolare attenzione a questo paragrafo perché le sanzioni per ritardata o mancata denuncia di infortunio vanno da 1.290,00 euro a 7.745,00 e applicazione della diffida obbligatoria.

L’avviso al trasgressore da parte dell’ispettorato del lavoro deve essere preso in considerazione e deve provvedere a sanare la violazione con un minimo di 1.290,00 entro i quindici giorni. Passato questo termine la sanzione da versare in misura ridotta è di 2.580,00.

Il pagamento dev’essere fatto con il rispettivo modello F23 utilizzando i codici previsti, nel caso in cui il trasgressore non dovesse sanare l’illecito entro i termini previsti, il rapporto andrà all’ispettorato del lavoro che applicherà le fasi successive, ordinanza e ingiunzione.

 

Obbligo denuncia infortuni al SINP per finalità statistiche

La comunicazione di infortunio sul luogo di lavoro prevede altri obblighi con scopi statistici. Infatti dal 12/10/2017 è entrato in vigore l’obbligo previsto dall’articolo 18 del decreto legislativo 09/04/2008 n. 81 in oggetto di avviso degli infortuni al SINP sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro ai fini statistici.

Il tutto dichiara che il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare l’infortunio all’INAIL entro 48 ore dichiarando tutte le informazioni e i dati inerenti all’episodio.

Per il datore di lavoro è un ulteriore grattacapo che deve gestire, pertanto, il servizio telematico messo a disposizione dall’INAIL per denunciare l’infortunio è stato chiamato “comunicazione/denuncia di infortunio”, in modo di agevolare gli utenti.

La circolare mette in mostra i procedimenti sanzionatori rispettivi dovuti all’obbligo di denuncia dell’infortunio a scopi assicurativi e all’obbligo di comunicazione dello stesso per fini statistici e informativi.

 

Denuncia di infortunio: se manca o tarda

Il diritto a incassare la cifra dovuta a sanzioni amministrative pecuniarie va in prescrizione dopo i cinque anni da quando è stata commessa la violazione.

Tale violazione viene definita come “illecito amministrativo formale istantaneo con effetti permanenti” con il quale viene messa in atto la sanzione amministrativa corrente alla data dell’effettuazione dell’illecito.

 

Il tempo: fattore determinante che può cambiare il corso delle cose

Di questi tempi la società, la burocrazia e i fatti quotidiani che la vita ci mette davanti comportano un fattore determinante che oramai tutti elemosiniamo: il tempo.

Questa dimensione apparentemente inesistente è ancora più difficile da trovare in figure importanti di un’azienda come i datori di lavoro e i legali rappresentanti. Specie se questi devono far fronte a un problema inaspettato come l’infortunio di un proprio dipendente.

Per agevolare la questione questo articolo ha evidenziato gli obblighi a cui il datore di lavoro deve adempiere in questi episodi. In ogni caso il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi tempestivamente a delle persone competenti che possano aiutarvi in modo concreto ad affrontare il problema senza incorrere in spiacevoli sanzioni.