Quello della sicurezza sul lavoro è un ambito piuttosto complesso che ingloba numerose normative e altrettante prassi finalizzate alla tutela e alla salute dei lavoratori. Uno dei temi più critici è rappresentato dalle responsabilità dell’infortunio sul lavoro.

Sebbene il datore di lavoro metta generalmente in atto tutte le misure di prevenzione finalizzate alla messa in sicurezza dei suoi dipendenti, può accadere che un evento dannoso sia frutto di un comportamento del lavoratore poco accorto o comunque non rispettoso di quanto previsto in termini di sicurezza.

Cosa accade allora in simili circostanze? Su chi ricade la responsabilità dell’infortunio sul lavoro? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

 

Sommario:

Responsabilità dell’infortunio sul lavoro: ricade sempre sul datore di lavoro?

Che cosa accade quando un evento dannoso dipende dal comportamento del lavoratore

Infortunio sul lavoro: le responsabilità del datore di lavoro

Responsabilità del datore in caso di infortunio di un lavoratore imprudente

La posizione della Corte di Cassazione

Consulenza in tema di sicurezza sul lavoro a Milano e in Lombardia: a chi fare affidamento

 

Che cosa accade quando un evento dannoso dipende dal comportamento del lavoratore

Una circostanza abbastanza frequente che può verificarsi in un contesto professionale è il verificarsi di un evento dannoso come conseguenza del mancato utilizzo da parte di un lavoratore dipendente delle misure di prevenzione contro gli infortuni imposte dal datore di lavoro. Se l’evento dannoso è causa di un comportamento del lavoratore non conforme agli ordini impartiti dal rispettivo datore, su chi ricade a questo punto la responsabilità dell’infortunio sul lavoro?

In considerazione dell’errato comportamento del lavoratore che non ha rispettato le misure di prevenzione e di sicurezza sul lavoro previste, di primo acchito verrebbe da pensare che la responsabilità dell’infortunio ricada sulle spalle del lavoratore stesso. In realtà, le cose non sono così semplici come si potrebbe pensare.

La stessa Corte di Cassazione si è diverse volte espressa sull’argomento, sancendo una responsabilità in capo al datore di lavoro. Analizziamo però più nel dettaglio la questione.

 

Infortunio sul lavoro: le responsabilità del datore di lavoro

Secondo quanto stabilito a livello normativo, il datore di lavoro è considerato garante dell’incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale dei propri lavoratori. Ne consegue che il datore di lavoro ha il dovere di adottare tutte le misure di prevenzione oltre che i diversi presidi antinfortunistici necessari a far sì che il lavoratore svolga le proprie mansioni in condizioni di sicurezza.

L’insieme degli obblighi a capo del datore di lavoro è piuttosto articolato. Tra le sue responsabilità rientrano:

  • l’adozione di misure tecniche di sicurezza idonee;
  • la formazione dei lavoratori;
  • il controllo costante ed effettivo della concreta osservanza delle disposizioni antinfortunistiche;
  • il controllo, in termini di sicurezza, sia del processo di lavorazione sia del corretto uso degli strumenti di lavoro da parte di ogni dipendente.

Partendo da questi presupposti, si deduce come rispetto al tema dell’infortunio sul lavoro, le responsabilità del datore di lavoro siano di una certa rilevanza.

 

Responsabilità del datore in caso di infortunio di un lavoratore imprudente

Quanto messo in evidenza poc’anzi sul tema dell’infortunio sul lavoro e delle responsabilità del datore di lavoro ci consente di capire quale sia effettivamente il contesto con cui ogni impresa con dipendenti si trova confrontarsi.

Il quadro è chiaro: il datore di lavoro è responsabile dell’infortunio del lavoratore sia nei casi in cui non adotti adeguate misure di prevenzione e di protezione all’interno del contesto operativo, sia nei casi di mancata vigilanza dell’uso effettivo di tali misure da parte del proprio dipendente.

Analizziamo un fatto concreto per meglio comprendere fino a che punto si spingono le responsabilità del datore di lavoro. Il datore di lavoro non è ad esempio esonerato dalle conseguenze derivanti dalla caduta dall’alto di un suo dipendente vittima di un infortunio, per il solo fatto di avergli intimato di indossare il casco durante l’attività professionale svolta. Responsabilità del datore di lavoro è infatti quella di attivarsi:

  • per eliminare ogni possibile fonte di rischio:
  • per controllare il rispetto da parte del lavoratore delle misure di prevenzione previste ai fini di evitare e/o limitare gli infortuni.

Rispetto all’esempio appena citato, il datore di lavoro è perciò tenuto a verificare personalmente o attraverso l’ausilio di appositi responsabili che il lavoratore abbia effettivamente indossato il casco anti-caduta.

 

La posizione della Corte di Cassazione

La stessa Corte di Cassazione si è espressa più volte con chiarezza rispetto al tema della responsabilità del datore lavoro in caso di infortunio. Seppur errato e non linea con le misure di prevenzione previste nel contesto operativo, il comportamento del lavoratore non esime il datore di lavoro dalle proprie responsabilità nel caso in cui abbia luogo un evento dannoso.

Essendo, tra le varie cose il datore di lavoro garante della correttezza dell’agire del proprio dipendente, ha anche l’obbligo di esigere da quest’ultimo il rispetto di ogni regola di cautela.

L’unica eccezione è prevista nei casi in cui si verifichi un comportamento del tutto eccezionale e imprevedibile – di conseguenza inevitabile – da parte del lavoratore. In una simile circostanza, la responsabilità dell’infortunio sul lavoro viene addebitata direttamente al lavoratore a cui non spetta alcun risarcimento del danno.

In questo principio permane tuttavia un elemento critico, ossia come stabilire concretamente quando il comportamento del lavoratore possa definirsi eccezionale e imprevedibile, al punto tale da non poter essere eliminato a priori con l’adozione di ulteriori misure di prevenzione da parte del datore di lavoro.

A tale proposito i giudici parlano di “comportamento abnorme del lavoratore”, da intendersi come:

  • una condotta imprudente posta in essere in maniera del tutto autonoma e in un contesto estraneo alle mansioni affidate al dipendente;
  • un comportamento rientrante nell’ambito delle mansioni del lavoratore ma consistito in qualcosa di radicalmente imprevedibile nella esecuzione del lavoro.

Solo in queste circostanze, il datore di lavoro non può rispondere dell’infortunio subito dal lavoratore, poiché non in grado di prevederlo in anticipo.

 

Consulenza in tema di sicurezza sul lavoro a Milano e in Lombardia: a chi fare affidamento

Qualsiasi datore di lavoro che abbia a cuore il benessere dei propri dipendenti e che desideri essere completamente in regola sul fronte della sicurezza sul lavoro nella propria impresa, può avere serie difficoltà non sapendo come muoversi nel mare magnum della normativa e della burocrazia italiana. In tal caso, l’unica valida alternativa può essere quella di rivolgersi a professionisti del settore, come il team di SQ Più (Sicurezza e Qualità) di Milano.

Nel ventaglio di servizi proposti alla nostra clientela, ci occupiamo anche di supporto in materia di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro, affiancando le imprese lombarde nel delicato compito di seguire passo dopo passo quanto stabilito dal Decreto 81/2008 e dalla normativa correlata riguardante il complesso tema della sicurezza sul lavoro.

Possiamo ad esempio offrire consulenza per la nomina del medico competente o affiancare l’impresa cliente in ogni fase dell’elaborazione del DVR. Ma in realtà, i nostri servizi sono ad ampio raggio. Per qualsiasi informazione a riguardo, basta solo contattarci esponendoci ogni specifica necessità.