Sicurezza nel lavoro sportivo: obblighi, tutele e sanzioni
Quali sono gli obblighi di sicurezza nello sport?
Il lavoro sportivo è un settore tutt’altro che ininfluente, nonostante la quota di lavoratori occupati rappresenti appena lo 0,54% del totale (circa 120mila persone).
Con l’entrata in vigore della Riforma dello Sport il 1° luglio 2023, il tema della sicurezza nei luoghi dove si pratica e si lavora nello sport ha assunto un ruolo centrale.
La Riforma dello Sport (D.Lgs. n.36/2021 e s.m.i.), infatti, ha introdotto cambiamenti significativi in questo settore, ridefinendo le categorie lavorative e i meccanismi di remunerazione e tassazione. Questa innovazione normativa mira a creare un quadro più strutturato e sostenibile per gli operatori del settore, riconoscendo e valorizzando il contributo essenziale di atleti, allenatori, e altri professionisti sportivi, che con il loro impegno quotidiano, alimentano l’industria dello sport e promuovono uno stile di vita attivo e salutare nella società.
Il nuovo quadro normativo impone ad associazioni e società sportive obblighi precisi in materia di salute e sicurezza, estendendo tutele e responsabilità a tutte le figure coinvolte. Ma vediamo insieme quali sono gli obblighi, le tutele e le sanzioni previste.
Tabella dei Contenuti
Sicurezza nello sport: un tema chiave per il legislatore
Il settore sportivo non è solo passione, competizione e promozione del benessere: è anche luogo di lavoro, spesso soggetto a rischi fisici, infortuni e contesti strutturalmente complessi. La Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e s.m.i.), integrata dal Decreto Legislativo 120/2023, ha rafforzato gli obblighi in materia di sicurezza sul lavoro, recependo i principi generali del D.Lgs. 81/2008.
Il principio cardine è semplice: ogni attività lavorativa, anche in ambito sportivo dilettantistico, deve garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. Ma cosa significa concretamente per ASD, SSD, tecnici e collaboratori?
A chi si applicano gli obblighi di sicurezza
La normativa riguarda tutti i soggetti che rientrano nella definizione di lavoratori sportivi:
atleti e atlete;
allenatori, istruttori, tecnici e preparatori;
direttori sportivi e arbitri;
collaboratori amministrativo-gestionali con contratto di lavoro.
Sono escluse le figure di volontari, i cui obblighi si limitano alla copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.
Obblighi di sicurezza per le associazioni e società sportive
Tutte le ASD e SSD, in qualità di datori di lavoro nei confronti dei propri collaboratori, sono tenute a rispettare quanto previsto dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/2008). In particolare:
valutazione dei rischi: obbligo di redigere il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per tutte le sedi in cui si svolgono attività sportive e lavorative;
nomina delle figure chiave: datore di lavoro, Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), medico competente (se previsto), Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS);
formazione obbligatoria: tutti i lavoratori sportivi devono essere formati in materia di sicurezza e salute sul lavoro, con aggiornamenti periodici;
sorveglianza sanitaria: obbligo di visite mediche preventive e periodiche per le attività che lo richiedono;
dispositivi di protezione individuale (DPI): fornitura e controllo del corretto utilizzo, in base alla mansione svolta;
segnaletica e misure antinfortunistiche: ambienti conformi alla normativa, con procedure di emergenza e primo soccorso attivate.
Sicurezza e tipologie di contratto
L’obbligo di garantire condizioni di sicurezza non dipende dalla tipologia contrattuale. Infatti:
i lavoratori sportivi subordinati sono tutelati integralmente dalle norme in materia di sicurezza;
i collaboratori con contratto co.co.co. hanno diritto alle stesse misure preventive;
anche gli autonomi occasionali devono ricevere informazioni sui rischi specifici del luogo di lavoro, se operano in ambienti sportivi organizzati.
Infortuni, malattie professionali e coperture assicurative
A partire da luglio 2023, è obbligatoria l’iscrizione all’INAIL per tutti i lavoratori sportivi. La copertura riguarda:
- infortuni sul lavoro durante gare, allenamenti e attività accessorie;
- malattie professionali eventualmente correlate all’attività fisica continuativa;
- indennità e prestazioni sanitarie erogate dall’INAIL in caso di eventi lesivi.
Per i volontari, la legge prevede solo la copertura assicurativa per responsabilità civile. Tuttavia, molte associazioni scelgono di stipulare polizze integrative a tutela del singolo e dell’organizzazione.
Registro nazionale e comunicazioni obbligatorie
- registrare ogni rapporto di lavoro nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche (RAS), entro il giorno precedente l’avvio della prestazione;
inserire nella registrazione anche le informazioni relative alla sede di attività, utili per la verifica del rispetto degli obblighi di sicurezza;
inviare eventuali modifiche, interruzioni o aggiornamenti del rapporto tramite il medesimo canale.
La mancata comunicazione espone l’associazione a sanzioni amministrative da 250 a 1.500 euro per ciascun lavoratore non registrato.
Le sanzioni in caso di violazione delle norme sulla sicurezza
Il mancato rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro può comportare:
sanzioni amministrative e penali, in base alla gravità dell’inadempienza;
responsabilità civile e risarcimento danni in caso di infortunio o malattia del collaboratore;
sospensione delle attività da parte degli organi ispettivi.
Anche nel contesto dilettantistico, gli ispettori INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) possono intervenire per controllare la corretta applicazione delle norme.
Indicazioni operative per ASD e SSD
Per evitare sanzioni e tutelare persone e strutture, le organizzazioni devono:
verificare se la propria attività rientra nei casi previsti per l’obbligo del DVR;
nominare o formare le figure previste dal D.Lgs. 81/08;
sottoporre i lavoratori a formazione obbligatoria e sorveglianza sanitaria, ove richiesta;
tenere aggiornata la documentazione e il Registro delle attività sportive.
È fortemente consigliato rivolgersi a un consulente esperto in sicurezza sul lavoro applicata allo sport per un’analisi personalizzata.
Checklist di autovalutazione per ASD e SSD
Per capire se la propria associazione è in regola con gli obblighi di sicurezza, è utile predisporre una breve checklist di verifica interna. Tra i punti chiave da controllare:
- Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): è stato redatto e aggiornato? Include anche gli spazi sportivi utilizzati saltuariamente?
Nomina delle figure obbligatorie: datore di lavoro, RSPP, RLS e medico competente (se previsto) sono formalmente individuati?
Formazione: tutte le persone che operano nell’associazione hanno frequentato i corsi obbligatori (formazione generale + specifica, primo soccorso, antincendio)?
Sorveglianza sanitaria: sono state effettuate le visite preventive e periodiche per gli sportivi in mansioni a rischio?
DPI e strutture: i dispositivi sono consegnati e documentati? Gli impianti sportivi rispettano i requisiti minimi di sicurezza (uscite di emergenza, segnaletica, kit di primo soccorso)?
Registro nazionale (RAS): tutti i rapporti di lavoro e collaborazione sono correttamente registrati entro i termini?
Sicurezza nello sport: obbligo e dovere etico
La sicurezza nel lavoro sportivo è un obbligo normativo, oltre che un dovere etico. La Riforma dello Sport ha chiarito che anche il contesto dilettantistico deve operare in conformità con le normative vigenti in materia di salute e sicurezza, garantendo tutele adeguate a chi ogni giorno lavora, allena, forma o partecipa ad attività sportive.
Per ASD e SSD è il momento di aggiornare procedure, contratti e ambienti per operare in modo regolare, sicuro e sostenibile.
