La Normativa Antincendio, denominata anche DM Antincendio o DM 12 aprile 2019, è quella che fa riferimento all’insieme di norme tecniche richieste per la prevenzione degli incendi. Si applica alla progettazione, alla realizzazione e all’esercizio delle attività assoggettate al rischio incendi.

Di tali attività, ne sono un esempio:

  • le officine e i laboratori
  • gli stabilimenti dove si producono sostanze ritenute a rischio
  • i depositi di carta e legnami
  • le fabbriche per la produzione di arredi, materiale elettrico, lampade, laterizi e cementifici

La materia antincendio è sicuramente ampia e sfaccettata. In questo approfondimento ci concentreremo in particolare sul Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) e sulla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA). E analizzeremo i rapporti normativi tra i due documenti.

 

Sommario:

Prevenzione antincendio: il passaggio normativo dal CPI alla SCIA

Il Certificato di Prevenzione Incendi: come e cosa cambia dopo l’ingresso della SCIA

La SCIA: cos’è e quali sono gli obblighi di presentazione

Obblighi a carico del titolare dell’attività: uno schema esemplificativo

 

Il Certificato di Prevenzione Incendi: come e cosa cambia dopo l’ingresso della SCIA

Prima dell’entrata in vigore della SCIA, il Certificato di Prevenzione Incendi era il documento di riferimento a proposito della prevenzione e della sicurezza contro il rischio incendi.

Regolamentato dal D. Lgs. 8 marzo 2006, n. 139, si tratta del provvedimento amministrativo rilasciato dal comandante dei Vigili del fuoco del territorio competente al termine della conclusione, ovviamente positiva, dei procedimenti relativi alla prevenzione incendi.

Trattandosi di un documento ufficiale, comprende la definizione:

  • della scadenza di validità, al termine della quale è obbligatorio ripetere le procedure di controllo
  • del titolare dell’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi

Fin qui tutto chiaro, se non fosse che con l’entrata in vigore del D.P.R. 1/8/2011 n. 151 che ha recepito la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, tale certificato ha subito una profonda modifica.

Difatti, oggigiorno, il CPI non è più il provvedimento amministrativo di tipo autorizzatorio necessario per poter svolgere l’attività. Di conseguenza:

  • richiedere il rilascio del certificato non è più un obbligo da parte del titolare di un’attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi
  • il suo mancato possesso o aggiornamento non è più punibile

Riassumendo, il regolamento del 2011 cancella il Certificato di Prevenzione Incendi anche se ne conserva la denominazione. E identifica la comunicazione dell’avvenuto controllo positivo come risultato del deposito della Segnalazione Certificata.

L’unico aspetto che non ha subito modifiche è il seguente: la procedura resta sempre in carico al titolare dell’attività che pertanto è l’unico soggetto perseguibile in caso di mancata ottemperanza alle disposizioni normative.

 

La SCIA: cos’è e quali sono gli obblighi di presentazione

Come già anticipato, la SCIA o Segnalazione Certificata di Inizio Attività è stata recepita con l’entrata in vigore del D.P.R. 1/8/2011 n. 151. È il titolo autorizzativo per l’esercizio delle attività ai fini antincendio, nonché l’atto che sostituisce il precedente CPI.

In termini di obblighi, la SCIA antincendio va presentata ogni volta che viene avviata una nuova attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi. O, in alternativa, a ogni modifica di un’attività già esistente.

Il responsabile della procedura è sempre e comunque il titolare dell’attività.

Di conseguenza, se questo non ottempera agli obblighi di presentazione della SCIA oppure alla richiesta di rinnovo periodico della conformità antincendio, potrà incorrere in una sanzione di natura penale legata alla mancata sicurezza e incolumità della vita umana.

Riassumendo, la SCIA:

  • sostituisce ogni atto autorizzatorio, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta
  • comprende anche le domande per le iscrizioni in albi o ruoli, richieste per l’esercizio di attività di tipo imprenditoriale, commerciale o ancora artigianale
  • regola l’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale

È importante sottolineare infine che la SCIA non è atto tacito di assenso soggettivamente e oggettivamente amministrativo. Al contrario, è un atto del privato interessato.

L’intervento da parte della pubblica amministrazione, che a conti fatti si configura in poteri inibitori o di vigilanza repressivi, può infatti avvenire solamente in via postuma o comunque entro 60 giorni dal deposito della certificazione.

In sostanza, con l’introduzione della SCIA in sostituzione del CPI, l’esercizio delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi diviene sostanzialmente liberalizzato.

 

Obblighi a carico del titolare dell’attività: uno schema esemplificativo

Il passaggio dal CPI alla SCIA può essere fonte di confusione. Però abbiamo anche ribadito più volte che il titolare dell’attività resta l’unico responsabile della corretta gestione e presentazione della documentazione sulla conformità antincendio.

Per questo motivo, a conclusione del seguente approfondimento, proponiamo un riassunto degli obblighi a carico del titolare di una attività soggetta ai controlli di prevenzione.

Il punto cruciale è il seguente: il titolare deve farsi carico di uno e un solo obbligo, la presentazione della Segnalazione Certificata di Inizio Attività o dell’attestazione di rinnovo periodico della conformità antincendi.

Il D.P.R. 1/8/2011 n. 151 sopprime infatti tutti i riferimenti al rilascio o al rinnovo del Certificato di Prevenzione Incendi.