Lo scorso 5 giugno 2019, il Parlamento Europeo e il Consiglio dell’Unione Europa hanno adottato la Direttiva (UE) 2019/904sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente”.

Con il perdurare della crisi mondiale, sanitaria e non, dovuta alla diffusione del Coronavirus, la EuPC – European Plastic Coverters -, ovvero l’associazione europea dei convertitori plastici, ha chiesto alla Commissione Europea di prorogare di almeno un anno le scadenze previste dalla direttiva in merito alla rimozione dal mercato e relativa sostituzione di alcuni articoli in plastica monouso.

Giusto? Sbagliato? Non tocca a noi dirlo…

Quello che invece possiamo dirvi è che la Commissione Europea ha fornito una risposta negativa a tale richiesta. Vediamo insieme perché.

 

Sommario:

Plastica monouso: la Commissione Europea conferma la validità della Direttiva 2019/904

La Direttiva 2019/904: obiettivi e campi di applicazione

L’associazione EuPC e la richiesta di proroga contro la scadenza di luglio 2021

La Commissione Europea promuove il rispetto delle regole: no alla proroga

Richiesta dell’EuPC: giusta o sbagliata? Il parere delle associazioni dei consumatori

 

La Direttiva 2019/904: obiettivi e campi di applicazione

Lo scopo della Direttiva (UE) 2019/904 è molto chiaro: promuovere approcci circolari per privilegiare prodotti e sistemi riutilizzabili, sostenibili, non tossici, monouso laddove possibile, con l’obiettivo primario di ridurre la quantità di rifiuti prodotti. Sono ovviamente tante le specifiche e le peculiarità da prendere in considerazione per una corretta attuazione della direttiva. Non a caso, la stessa è definita una lex specialis rispetto alla direttiva 94/68/CE e alla direttiva 2008/98/CE: in caso di conflitto, la Direttiva 2019/904 prevale relativamente al suo ambito di applicazione ed è quanto avviene per le restrizioni all’immissione sul mercato. La Direttiva 2019/904 inoltre integra le direttive 94/62/CE e 2008/98/CE e la direttiva 2014/40/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio in merito a:

  • misure di riduzione del consumo
  • requisiti sui prodotti
  • requisiti di marcatura
  • responsabilità estesa del produttore

Riassumendo, quindi, gli obiettivi della Direttiva 2019/9o4 sono fondamentalmente due:

  1. prevenire e ridurre l’incidenza dei prodotti in plastica sull’ambiente e sulla salute umana
  2. promuovere l’adozione di un modello di economia circolare a favore di prodotti e materiali innovativi e sostenibili

La direttiva si applica a:

  • prodotti di plastica monouso
  • prodotti di plastica oxodegradabile
  • attrezzi da pesca contenenti plastica

Chiaramente la direttiva definisce le date entro cui applicare le disposizioni necessarie per conformarsi, da parte di tutti gli Stati membri. Il primo scaglione è quello del 3 luglio 2021 per quanto riguarda:

  • le restrizioni all’immissione sul mercato di prodotti in plastica monouso e oxodegradabile
  • requisiti specifici di marcatura presenti sull’imballaggio o sul prodotto stesso

 

L’associazione EuPC e la richiesta di proroga contro la scadenza di luglio 2021

La richiesta avanzata dall’associazione europea dei convertitori plastici nasce proprio in riferimento alle prime disposizioni da recepire entro la data del 3 luglio 2021. A detta dell’associazione, l’epidemia legata alla diffusione del Coronavirus ha mostrato come le materie plastiche non siano facilmente sostituibili se si vogliono mantenere le stesse proprietà igieniche a tutela dei consumatori. Da qui la richiesta di una proroga, quantomeno annuale, sulla data che definisce la prima scadenza.

 

La Commissione Europea promuove il rispetto delle regole: no alla proroga

La risposta all’istanza di proroga presentata dall’associazione europea dei convertitori plastici è arrivata attraverso le parole della signora Vivian Loonela: un sonoro no. Avete letto bene. La portavoce della Commissione Europea per le questioni ambientali ha infatti negato la possibilità di far slittare la data di ricezione della misura, rimarcando la posizione della Commissione secondo cui le regole vanno rispettate, inclusa la direttiva sulla plastica. E sottolineando, ancora una volta, che tutti gli Stati membri hanno di fronte a loro un intero anno per accogliere e implementare le misure richieste.

 

Richiesta dell’EuPC: giusta o sbagliata? Il parere delle associazioni dei consumatori

Anche le associazioni dei consumatori sono intervenute in merito alla questione ed è come se avessero preso una posizione a sostegno della Commissione Europea: molte associazioni hanno infatti etichettato come “ingiustificate” le richieste avanzate dall’associazione EuPC poiché basate su sommarie considerazioni legate all’igiene.

Da qui la mancanza di un legame diretto e specifico con la diffusione del Coronavirus in Italia e nel resto del mondo.

Occorre infatti specificare che la Direttiva 2019/904 non riguarda in alcun modo i prodotti monouso utilizzati in ambito sanitario, come guanti abiti e mascherine monouso. Bensì coinvolge articoli, come posate, bicchieri, cannucce e cotton fioc, che possono essere evitati o sostituiti con alternative riutilizzabili, in molti casi oggi già disponibili e fruibili sul mercato.