Il coronavirus, responsabile della pandemia che affligge tutto il mondo, ha un altissimo indice di trasmissibilità area. Ed è anche noto che resiste per un periodo di tempo abbastanza lungo sulle superfici. Ma cosa si può dire invece riguardo i piatti, le posate e i bicchieri?

A tal proposito riportiamo le considerazioni fatte dall’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) sulla trasmissione del coronavirus attraverso cibo, oggetti e superfici. Ma anche piatti e posate.

 

Sommario:

Piatti, bicchieri e posate sono fonti di contagio da coronavirus?

Piatti e posate: una ipotetica via di trasmissione virale

Cosa dire invece sui bicchieri?

Lavare accuratamente le stoviglie è una strategia anti-virale e vi diciamo perché

Le buone norme igieniche: un evergreen senza tempo

 

Piatti e posate: una ipotetica via di trasmissione virale

Inutile girarci attorno o affermare il contrario: i coronavirus possono contaminare posate o piatti. Quindi se una persona infetta starnutisce o tossisce su di essi, questi si trasformano in un ipotetico mezzo di contagio. Parliamo di “ipotetico contagio” perché, a onor del vero, l’istituto Bfr non ha ancora dati e stime su reali infezioni da Sars-CoV-2 avvenute attraverso questa via.

Secondo lo stato attuale delle conoscenze, la via di trasmissione orale/alimentare (attraverso l’esofago e lo stomaco) non gioca un ruolo importante nell’attuale epidemia. Il contagio sembra infatti avvenire principalmente attraverso le goccioline derivanti dalla tosse e dagli starnuti, assorbite poi dalle altre persone attraverso le mucose delle vie respiratorie. Inoltre, non è possibile escludere la trasmissione tramite contatto, in cui i patogeni raggiungono direttamente le mucose del naso o degli occhi.

Cosa dire invece sui bicchieri?

Una contaminazione virale attraverso i bicchieri, disponibili nella ristorazione collettiva, potrebbe avvenire solo se una persona infetta ne ha usato uno, contaminando il bicchiere con le mani o la saliva.

A questo punto, la trasmissione a un’altra persona, attraverso il contatto della membrana mucosa con il vetro contaminato, può verificarsi solo se il bicchiere nel frattempo non è stato adeguatamente pulito. E anche in questo caso, il Bfr non ha in mano dati certi sulla possibilità di trasmissione del virus tramite i bicchieri disponibili presso i servizi di ristorazione collettiva come per esempio le mense.

Lavare accuratamente le stoviglie è una strategia anti-virale e vi diciamo perché

È oramai noto che i coronavirus reagiscono alle sostanze che dissolvono il grasso, proprio come gli alcoli o gli agenti tensioattivi contenuti nei saponi e nei detersivi per piatti come sgrassanti. Si ipotizza infatti che queste sostanze siano capaci di danneggiare la superficie del virus, rendendolo inattivo.

Uno studio fatto in laboratorio ha dimostrato che il trattamento con un detergente convenzionale per 5 minuti a temperatura ambiente porta alla completa inattivazione del virus. Ciò vale soprattutto se piatti, bicchieri e posate vengono lavate e asciugate in lavastoviglie a una temperatura di 60° C o, ancora meglio, più alta.

Se invece il lavaggio in lavastoviglie non è possibile, nei processi di risciacquo manuale è opportuno utilizzare acqua con temperature elevate (maggiori di 45° C, ma non superiori a 50° C per proteggere le mani), unitamente al detersivo. Infine, se si utilizza acqua più fredda, è necessario prestare molta attenzione alla quantità di detersivo utilizzata.

Le buone norme igieniche: un evergreen senza tempo

Anche se le evidenze scientifiche non sempre sono concordi a riguardo e non ci sono studi e dati a conferma, l’attenzione che normalmente si dovrebbe porre per l’igiene in cucina e la sicurezza degli alimenti al fine di evitare la contaminazione da parte dei batteri è la via più sicura per evitare ulteriori e possibili contagi. Ecco quindi 3 regole fondamentali da seguire – sempre – in cucina:

  • mantenere norme igieniche precise
  • preparare gli alimenti in sicurezza
  • cuocere bene ogni alimento

In merito a piatti, bicchieri e stoviglie, il miglior metodo di sanificazione consiste sicuramente nel ricorrere all’utilizzo della lavastoviglie a 60° C. Se ciò non fosse possibile, il suggerimento alternativo è allora quello di lasciarli in ammollo in acqua molto calda e usare il sapone.

Le superfici invece possono essere lavate con una semplice soluzione a base di acqua e sapone. Ma per essere sicuri di eliminare eventuali virus e batteri è bene utilizzare detergenti a base di alcool e ipoclorito di sodio, come amuchina e candeggina, o cloruro di benzalconio come il Lysoform.