Per la natura stessa delle attività che vi vengono svolte abitualmente, i cantieri edili costituiscono il contesto lavorativo in cui risulta più facile incorrere in incidenti o in eventi pericolosi per la propria incolumità.

In queste realtà si possono infatti produrre numerosi rischi per i lavoratori, dovuti in parte alle attrezzature usate, in parte alle caratteristiche dei luoghi in cui si deve operare.

Per garantire la sicurezza nei cantieri edili la normativa italiana prevede una serie di misure finalizzate a eliminare o a ridurre il più possibile i rischi per i lavoratori. Rientra nel ventaglio di tali misure anche il Piano di Sicurezza sul Lavoro.

Di cosa si tratta? Quando è necessario secondo la normativa vigente? Chi deve occuparsi della sua elaborazione? In questo articolo cercheremo di dare una risposta a questi interrogativi e altri quesiti che ruotano intorno al tema del Piano di Sicurezza sul Lavoro.

 

Sommario:

Piano di Sicurezza sul Lavoro: cos’è e quando è obbligatorio

Piano di Sicurezza e Coordinamento: cos’è

Piano di Sicurezza e Coordinamento: quando è obbligatorio

Chi deve redigere il Piano di Sicurezza sul Lavoro?

Che cosa contiene il Piano di Sicurezza e Coordinamento

Dubbi sul Piano di Sicurezza sul Lavoro? Rivolgiti alla consulenza di SQ Più

 

Piano di Sicurezza e Coordinamento: cos’è

Il primo punto da chiarire è basilare: il Piano di Sicurezza e Coordinamento cos’è all’atto pratico?

Conosciuto anche con l’acronimo PSC, il Piano di Sicurezza e Coordinamento è un documento che, su incarico del committente, deve essere redatto da parte del coordinatore per la progettazione o esecuzione dell’opera, prima che siano avviate le attività lavorative in un cantiere edile temporaneo o mobile, ai sensi dell’articolo 100 del Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro (D.Lgs. 81/2008).

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento è parte integrante del contratto di appalto ed è costituito da una relazione tecnica sulla complessità dell’opera da realizzare e sulle eventuali fasi critiche a essa correlate, al fine di prevenire i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori impegnati nel cantiere.

Sintetizzando in maniera schematica, come previsto nel Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento vengono analizzati i seguenti punti:

  • le fasi di lavoro svolte in un cantiere temporaneo o mobile;
  • gli aspetti critici del processo di costruzione;
  • le misure da adottare per prevenire e per ridurre i rischi delle attività lavorative realizzate nel cantiere, inclusi i rischi provenienti dall’esterno.

Passiamo ora ad affrontare un altro punto fondamentale del Piano di Sicurezza e Coordinamento: quando è obbligatorio.

 

Piano di Sicurezza e Coordinamento: quando è obbligatorio

Il Piano di Sicurezza e Coordinamento non è sempre necessario. Ci sono infatti di contesti specifici in cui non è prevista l’imposizione di redigerlo.

Entrando nel dettaglio, il Piano di Sicurezza e Coordinamento è obbligatorio quando nel cantiere operano più imprese, a prescindere dalla durata del cantiere e dall’importo degli interventi che si devono realizzare. L’obbligo è in tal caso previsto tanto per i i lavori pubblici quanto per quelli privati.

Non è invece necessario redigere il Piano di Sicurezza sul Lavoro:

  • nel caso in cui nel cantiere operi una sola impresa;
  • quando si effettuano interventi finalizzati a risolvere situazioni di emergenza o a prevenire incidenti imminenti.

Abbiamo finora approfondito due questioni burocratiche rilevanti sul tema della sicurezza in un cantiere edile. Abbiamo fornito una definizione del Piano di Sicurezza e Coordinamento e capito quando è obbligatorio redigerlo. A questo punto andiamo oltre, scoprendo chi si deve occupare della elaborazione del documento.

 

Chi deve redigere il Piano di Sicurezza sul Lavoro?

La legge prevede che il Piano di Sicurezza sul Lavoro sia redatto dal Coordinatore per la Sicurezza su incarico del committente. La redazione del documento avviene in fase di Progettazione.

Il Piano di Sicurezza sul Lavoro viene successivamente valutato in fase di Esecuzione. In questa seconda fase, il Coordinatore della Sicurezza verifica la corretta applicazione delle procedure e può anche richiedere eventuali integrazioni del PSC.

Il Piano di Sicurezza sul Lavoro viene quindi redatto prima della richiesta di presentazione delle offerte per l’appalto. A partire dal PSC, i lavoratori autonomi e tutte le imprese affidatarie devono poi elaborare il proprio Piano Operativo di Sicurezza o POS.

Si prevede inoltre che una copia del Piano di Sicurezza sul Lavoro sia inviata a tutte i soggetti coinvolti nella sicurezza del cantiere edile. L’inoltro deve avvenire almeno dieci giorni prima dell’avvio dei lavori.

 

Che cosa contiene il Piano di Sicurezza e Coordinamento

I contenuti minimi del Piano di Sicurezza sul Lavoro sono definiti nell’allegato XV al Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

Nel suddetto allegato si attesta che il PSC è un documento specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità. Si attesta inoltre che il Piano debba contenere almeno i seguenti elementi:

  • l’indirizzo del cantiere, la descrizione del contesto in cui é collocata l’area, la descrizione sintetica dell’opera;
  • l’individuazione dei soggetti che hanno compiti di sicurezza;
  • una relazione concernente l’individuazione, l’analisi e la valutazione dei rischi
  • una relazione sulle scelte progettuali e organizzative, sulle procedure nonché sulle misure preventive e protettive;
  • l’elenco dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che dovranno essere utilizzati da tutti i lavoratori del cantiere durante l’attività;
  • le misure di coordinamento relative alle attrezzature, alle infrastrutture, ai mezzi e ai servizi di protezione collettiva;
  • le modalità organizzative della cooperazione e del coordinamento, nonché della reciproca informazione, tra i datori di lavoro e tra questi ultimi e i lavoratori autonomi;
  • le direttive organizzative previste per il servizio di pronto soccorso, antincendio ed evacuazione dei lavoratori in caso di emergenza;
  • una stima della durata prevista per le lavorazioni e per le fasi dei lavori;
  • una stima dei costi della sicurezza.

È bene ricordare che in presenza di mancanze, di errori o di inadempienze nella redazione del Piano per la Sicurezza sul Lavoro, la legge applica diverse sanzioni. Le sanzioni possono essere sia penali sia amministrative, a seconda della figura professionale coinvolta.

Tra di esse è previsto anche l‘arresto da 3 a 6 mesi.

 

Dubbi sul Piano di Sicurezza sul Lavoro? Rivolgiti alla consulenza di SQ Più

In questo articolo abbiamo cercato di approfondire insieme a te cosa sia il Piano di Sicurezza e Coordinamento, quando è obbligatorio, chi deve redigerlo e ulteriori aspetti che riguardano questo documento fondamentale per la sicurezza nei cantieri.

Come spesso accade nel nostro paese, la normativa e le prassi burocratiche possono comunque risultare difficili tanto da decifrare quanto da attuare. Se nutri ulteriori dubbi o ti poni altri quesiti sul Piano di Sicurezza sul Lavoro, puoi rivolgerti a SQ Più (Sicurezza e Qualità) di Milano.

Nella gamma di servizi che offriamo alla nostra clientela rientra infatti la consulenza in materia di tutela della salute e di sicurezza sul lavoro.

Contattaci per qualsiasi informazione. Dal canto nostro, saremo pronti ad affiancarti per risolvere eventuali criticità che possono presentarsi nel tuo contesto aziendale.