Viviamo giorni di profonda crisi sanitaria, lo sappiamo bene, ma questo purtroppo non ha fermato gli attacchi da parte di pirati informatici – i cosiddetti hacker – sui sistemi di tutto il mondo, dall’Oms ai database degli ospedali come lo Spallanzani di Roma. È questo l’allarme diffuso a livello mondiale dall’Fbi – Federal Bureau of Investigation – e anche dalla Polizia Postale italiana.

Ma come si diffondono gli attacchi cyber? E cosa possiamo fare noi per contrastarli e al tempo stesso proteggere la sicurezza dei nostri dati?

 

Sommario:

Phishing e Malspam: come contrastare gli attacchi cyber ai tempi del Coronavirus

Dal phishing al malspam: gli attacchi hacker infettano la nostra sicurezza

Difendersi da attacchi hacker a tema Coronavirus: ecco come fare

 

 

Dal phishing al malspam: gli attacchi hacker infettano la nostra sicurezza

Gli attacchi cyber si sono sempre più spesso configurati attraverso campagne di phishing – truffa telematica con l’obiettivo di rubare informazioni e dati personali degli internauti – e malspam – allegati “infetti” inviati tramite email – che, sfruttando l’ondata di emotività e allarmismo legata al Coronavirus, cercano di rubare informazioni personali dell’utente e soprattutto dati bancari.

L’esempio più eclatante è il virus bancario Ginp, un mobile banking trojan molto efficace, che chiede soldi attraverso l’installazione di un’applicazione chiamataCorona finder” che promette di individuare, in relazione alla propria posizione, la vicinanza di persone positive al virus. Questo virus telematico funziona più o meno così:

  • si diffonde via messaggi sul cellulare e spinge l’utente a scaricare un’app malevola
  • richiede il pagamento di una quota pari a 0,75 € per conoscere il luogo esatto in cui si trovano le persone positive al Coronavirus
  • se l’utente accetta di pagare, viene reindirizzato a una pagina in cui inserire i dati della propria carta di credito in cambio della promessa di ricevere le informazioni desiderate

A questo punto, il malcapitato non riceverà né l’addebito della somma di denaro prevista né le informazioni relative sulle persone “infette”. L’unico scopo degli hacker è infatti entrare in possesso delle credenziali della carta di credito, passaggio che avviene nel momento in cui l’utente inserisce i dati nella pagina a cui è reindirizzato.

I tentativi di hacker si configurano spesso anche attraverso invii massicci di email contenenti allegati “infetti” che diffondono false informative e la promessa di ricevere una comunicazione dal carattere urgente in merito all’emergenza sanitaria, ovviamente in cambio del pagamento di una piccola somma di denaro.

L’utente viene così spinto a cliccare su un link che lo porta su una finta pagina della banca dove inserire i propri dati di e-banking.

 

Difendersi da attacchi hacker a tema Coronavirus: ecco come fare

Difendersi da attacchi di phishing e malspam è possibile: sono proprio i big della sicurezza informatica come Kaspersky – leader mondiale nella sicurezza digitale – a sensibilizzare gli internauti a guardare con scetticismo pop-up, pagine web sconosciute e messaggi di dubbia credibilità sul Coronavirus.

Ma cos’altro possiamo fare?

Vi riportiamo di seguito 5 semplici regole di buona pratica valide per contrastare gli attacchi cyber:

  1. verifica sempre l’attendibilità del mittente dell’email
  2. non cliccare su qualsiasi link prima di aver controllato dove porta: potrai farlo posizionando il puntatore del mouse sopra il link senza cliccarci
  3. proteggi le tue informazioni personali: ricordati che gli istituti bancari e postali comunicano con i propri clienti solo attraverso canali ufficiali e non con email dove richiedono l’inserimento di dati personali per “un aggiornamento generale del database
  4. scarica app solo dagli store ufficiali Google e Apple
  5. non farti prendere dal panico, cadendo nel tranello

Tieni sempre a mente che le uniche informazioni e comunicazione attendibili che riguardano la diffusione del virus in Italia sono quelle divulgate solo ed esclusivamente dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile Nazionale.