Gli incidenti sul lavoro purtroppo accadono, lo sappiamo bene. In alcuni casi sono imputabili a mancanze (e a volte anche omissioni) dell’azienda, in altri dipendono da disattenzione e – forse – scarsa valutazione dei rischi da parte dei lavoratori che si lasciano prendere la mano dall’abitudine di compiere certe azioni sottovalutandone la pericolosità.

Non vogliamo di certo in questa sede aprire un dibattito a riguardo, vista peraltro la complessità del tema. Ma concentrarci invece sull’importanza della formazione e informazione sulla sicurezza sul lavoro.

È qui infatti che si apre un ampio margine di azione che interessa tanto i datori di lavoro quanto i lavoratori. Poiché un’adeguata formazione e informazione del lavoratore sui rischi connessi alle mansioni da svolgere e sul corretto comportamento da tenere per svolgere la propria attività può sicuramente fornire un valido contributo preventivo.

 

Sommario:

Perché il rispetto della sicurezza sul lavoro è un bene per tutta l’azienda?

La sentenza della Corte di Cassazione sul tema della sicurezza sul lavoro

La gestione della sicurezza sul lavoro: 5 domande chiave da porsi

  1. Cosa si intende per sicurezza sul lavoro?
  2. Perché è importante la sicurezza sul lavoro?
  3. Qual è la normativa che regola il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro?
  4. Come essere in regola con la sicurezza sul lavoro?
  5. Chi controlla il rispetto e il mantenimento della sicurezza sul lavoro?

 

La sentenza della Corte di Cassazione sul tema della sicurezza sul lavoro

L’importanza della formazione e dell’informazione sulla sicurezza sul lavoro è il tema della sentenza della III Sezione penale della Corte di Cassazione alla quale si è rivolto il datore di lavoro di un’impresa di trasporti impugnando la sentenza che lo aveva condannato per l’infortunio occorso a un autista suo dipendente. In questo caso specifico, l’imputato avanzò ricorso per cassazione contro le accuse ricevute per due motivi:

  1. l’insussistenza di una sua condanna colposa e della relazione causale tra questa e l’evento
  2. la non mancata formazione del lavoratore infortunato che aveva invece frequentato il corso di formazione sulla sicurezza del lavoro

Il ricorrente aveva infatti individuato l’obbligo informativo omesso nelle caratteristiche strutturali del veicolo e nell’uso delle scarpe rigide, che, però, non erano stati oggetto di prescrizione neppure da parte degli organi accertatori. Al contrario:

  • l’automezzo aziendale usato dall’autista è risultato pienamente conforme all’impiego previsto
  • il documento di valutazione dei rischi era stato sottoscritto dall’infortunato all’atto della sua assunzione
  • il lavoratore era stato dotato dei dispositivi di protezione individuale necessari e aveva frequentato il corso di formazione generica sulla sicurezza del lavoro, venendo a conoscenza di possibili situazioni di rischio nella movimentazione manuale dei carichi e dei mezzi, da cadute a livello e in altezza

Nonostante le motivazioni addotte dal ricorrente, la Corte di Appello ha ritenuto infondato il ricorso avvalendosi di motivazioni a supporto dell’importanza dei corsi di formazione sulla sicurezza. In questa sede non vogliamo entrare nel merito della sentenza, ciò che invece ci preme sottolineare è dunque la rilevanza, per un datore di lavoro e parimenti per i lavoratori, di essere preparati sui temi della sicurezza sui luoghi di lavoro.

 

La gestione della sicurezza sul lavoro: 5 domande chiave da porsi

1.     Cosa si intende per sicurezza sul lavoro?

Per sicurezza sul lavoro si intende l’insieme delle azioni interne ed esterne all’azienda mirate a garantire l’incolumità, e quindi la sicurezza, dei lavoratori e del personale presente.

2.     Perché è importante la sicurezza sul lavoro?

L’aspetto più rilevante riguarda sicuramente la salute dei dipendenti: recenti indagini di settore hanno evidenziato quanto una corretta politica orientata alla sicurezza dei lavoratori porti un sicuro ritorno positivo in azienda, non solo per ciò che concerne i rapporti umani ma anche in termini di redditività. Benessere psico-fisico, tranquillità ambientale, positività diffusa e produttività aumentata sono solo alcuni dei benefit che possono svilupparsi nell’ambiente lavorativo grazie a un mirato investimento su prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro.

3.     Qual è la normativa che regola il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro?

La normativa che guida aziende, responsabili e consulenti nel mondo della prevenzione e sicurezza sul lavoro è il D.lgs. 81/2008. Spesso conosciuto come testo unico sicurezza sul lavoro, il decreto è apprezzato per l’esposizione chiara e semplificata degli argomenti e per le innovazioni introdotte rispetto ai precedenti decreti, tra le quali ricordiamo:

  • l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio, nonché la sua riduzione
  • il monitoraggio continuo delle misure preventive
  • l’elaborazione di una strategia aziendale accettata e condivisa

4.     Come essere in regola con la sicurezza sul lavoro?

Il primo passo, per ogni azienda, è la stesura del DVR o Documento di Valutazione dei Rischi, cioè di un testo che evidenzi tutti i possibili rischi presenti in azienda. Il DVR deve dunque contenere tutte le procedure necessarie per attuare soddisfacenti misure di prevenzione e sicurezza. E al contempo deve contenere la specifica dei ruoli di chi deve realizzarle, monitorarle e mantenerle. Da qui, diventano necessarie altre azioni direttamente collegate al documento, ovvero:

  • la nomina del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP)
  • la nomina del Rappresentante Lavoratori Sicurezza (RLS)
  • la nomina del Medico Competente
  • la programmazione della Sorveglianza Sanitaria
  • la formazione dei lavoratori, dei dirigenti e del datore di lavoro attraverso gli appositi corsi in materia e i loro eventuali aggiornamenti
  • il piano di sicurezza aziendale

5.     Chi controlla il rispetto e il mantenimento della sicurezza sul lavoro?

Il controllo della sicurezza sul lavoro è in capo al Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) che si occuperà dei seguenti compiti:

  • eseguire il sopralluogo degli ambienti lavorativi con conseguente verifica delle condizioni di pericolo
  • collaborare col datore di lavoro nell’elaborazione dei dati necessari alla descrizione aziendale e alla corretta valutazione dei rischi conseguenti
  • presentare piani formativi ed informativi per il personale in materia di prevenzione e sicurezza
  • monitorare lo status aziendale e programmare interventi di mantenimento e miglioramento per la sicurezza dei lavoratori