Fino a qualche tempo fa, l’olio di palma era considerato dannoso e per questo sostituito con l’olio di semi di girasole. Ricordate le confezioni di prodotti alimentari con l’etichetta evidenziata “senza olio di palma”? Ecco, oggi non è più così.

Che cosa è cambiato?

Ucraina e Russia sono i due Paesi che insieme garantivano il 65% della produzione di olio di semi di girasole, ma la guerra in atto fra le due Nazioni non ha fatto aumentare solo i prezzi di grano e gas ma anche dell’olio di cui sono i maggiori produttori.

L’olio di semi di girasole considerato fino a qualche mese fa un prodotto economico oggi ha subito un rincaro del 66%.

I suoi prezzi record hanno iniziato ad aumentare ancor prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina. Infatti, già a fine 2020 si era constatato un aumento del 28%, poi con lo scoppio dello scontro tra i due Paesi ci fu un ulteriore aumento del 15%.

Oggi i prezzi dell’olio di girasole al litro girano attorno ai 3 euro circa.

Con il fatto che l’olio di semi di girasole ad oggi non solo sia introvabile ma anche molto dispendioso, l’industria oggi ha reintrodotto l’olio vegetale da cucina, nonché l’olio di palma.

La Malesia secondo Paese esportatore di olio di palma nell’ultimo periodo ha riscontrato un aumento di spedizioni verso l’estero, mentre l’Indonesia primo Paese esportatore ha dichiarato di aver diminuito notevolmente le sue scorte.

Il quadro attuale ha conseguito che le industrie alimentari facessero un passo indietro sulle considerazioni passate dell’olio di palma con l’attenzione alla sostenibilità. Cosa significa? Può esserci davvero un olio di palma sostenibile?

 

Olio di palma: dall’accusa al passo indietro dell’industria alimentare

Facciamo un passo indietro cercando di capire perché l’olio di palma era finito sotto accusa.

A fronte di alcune ricerche si era dimostrato che l’utilizzo eccessivo di olio di palma nelle diete poteva essere nocivo per la salute perché cancerogeno.

L’EFSA (European food safety authority) nel 2016 aveva sottolineato la presenza di 3 sostanze cancerogene che si sviluppano nei processi di lavorazione dei grassi e olii vegetali ma solo se portati a temperature di oltre 200 C°.

La Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro si espressa in merito al tema, sostenendo che: se l’olio di palma non viene consumato in maniera eccessiva non è considerabile ad alto rischio ma neanche pari a zero.

Inoltre, con i nuovi processi produttivi l’olio di palma non è più ad alta concentrazione nei prodotti industriali.

Insomma, come per ogni cosa l’importante è consumare l’olio di palma in maniera adeguata, senza dover ricorrere alla sua eliminazione.

 

Obiettivo ecosostenibilità: il nuovo olio di palma ecosostenibile

Un altro fattore che negli anni precedenti aveva demonizzato l’olio di palma è legato al pericolo ambientale della deforestazione di foreste pluviali nel sud-est asiatico.

A tal proposito è normale voler capire: cos’è l’olio di palma sostenibile? E cosa è cambiato rispetto al passato?

Come ha spiegato Mauro Fontana, Presidente dell’Unione italiana, l’olio di palma sostenibile per essere tale, dev’essere coltivato nel rispetto delle aree protette e nel rispetto delle norme di sostenibilità. Tutti i prodotti che vengono usati per il terreno non devono essere nocivi per l’ecosistema.

Per essere considerato sostenibile, l’olio di palma deve avere la possibilità di essere tracciato e tracciabile così da poter dimostrare non solo dove viene coltivato ma anche che rispetta le norme della RSPO (Tavola rotonda per l’olio di palma sostenibile).

Sono molti oggi i produttori di olio di palma che valorizzano l’ecosostenibilità andando ad acquistare solo dai fornitori che soddisfano i criteri sociali e ambientali.

Inoltre come al contrario di quanto si pensa, l’olio di palma non è l’antagonista dell’ambiente, anzi.

Come sostiene l’Unione italiana olio di palma sostenibile a differenza di altri olii, quest’ultimo ha una resa produttiva maggiore. Infatti, richiede:

  • poca terra,
  • poca acqua,
  • pochi concimi e fertilizzanti.

La sostenibilità di questo olio si riscontra anche sul lato umanitario, ovvero di dare la possibilità di far sviluppare i piccoli produttori così da evolvere la loro vita sociale.

 

Olio di palma vantaggi e svantaggi

L’olio di palma è tornato ad essere protagonista della nostra cucina ma, quali sono i suoi vantaggi e svantaggi?

L’olio di Palma a differenza di altri olii vegetali è molto versatile in quanto può essere utilizzato anche nei prodotti che richiedono consistenza e solidità dal punto di vista tecnologico come creme, saponi, detersivi, candele etc.

La sua versatilità deriva dall’alto contenuto di grassi saturi che, possono essere da un lato motivo di vantaggio, ma dal punto di vista salutistico svantaggioso. Perché?

I grassi saturi se vengono assunti in maniera eccessiva non fanno bene alla salute, dunque è consigliato inserirli in una dieta salutare nelle giuste quantità.

Devi sapere che in Italia, oltre il 95% dell’olio di palma sostenibile certificato viene utilizzato negli alimentari. Infatti, sono molte le aziende che oggi sono ritornate o passate all’olio di palma sostenibile non avendo più dubbi in ambito di sicurezza alimentare e ambientale.