Il Nutri-Score è un’etichetta alimentare inventata in Francia e utilizzata successivamente anche da altri Paesi, quali: Germania, Spagna, Paesi Bassi, Lussemburgo, Belgio e Svizzera.  

L’etichetta mostra la qualità nutrizionale dei prodotti alimentari contrassegnata da due elementi:  

  • Punteggio che va dalla A alle E 
  • Colori che vanno dal verde scuro al rosso 

Gli alimenti a bollino verde scuro contrassegnati con la lettera A, sono considerati nutrienti mentre, quelli in rosso contrassegnati con la lettera E, sono considerati potenzialmente negativi per la salute.  

Il calcolo del punteggio, viene fatto su 100 grammi di prodotto, rapportando i nutrimenti che devono essere promossi con quelli che devono essere limitati come, gli alimenti ricchi di grassi saturi o pieni di zucchero.  

Le lettere e i colori sono assegnate tramite un punteggio: più quest’ultimo è alto più l’alimento è salutare e così viceversa. 

L’algoritmo varia a seconda del prodotto, infatti esiste un algoritmo specifico per:  

  • I formaggi;
  • Le bevande;
  • Prodotti grassi come l’olio;
  • Per altri alimenti. 

Il sistema Nutri-Score, facilita la comprensione di “cosa si sta acquistando” perché, di base, le informazioni sono già contenute all’interno delle etichette dei prodotti.  

L’obiettivo di Nutri-Score è quello di aiutare più facilmente i consumatori a fare scelte più sane.   

In questo articolo andremo a capire quali cambiamenti sono avvenuti nell’algoritmo e le conseguenze di quest’ultimo.  

 Ma non solo, andremo a capire anche perché l’olio extra vergine d’oliva è passato da un’etichettatura di color giallo con lettera C, a verde con lettera B dunque, da alimento considerato “cattivo” a “buono”.  

 

Il passaggio da bollino giallo a verde per l’olio extra vergine d’oliva 

Il comitato scientifico composto da esperti di nutrizione è stato istituito nel 2021 ed ha come obiettivo la rivalutazione periodica delle etichettature. Da questo derivano le novità del 2022, con l’evoluzione dell’algoritmo per poterlo adattare al meglio ai Paesi membri. 

L’etichettatura rimane la stessa un semaforo composto da 5 lettere e 5 colori ma con un miglioramento del sistema stesso.  

Il passaggio da giallo a verde dell’olio extra vergine d’oliva avvenuto e approvato con un documento del 29 luglio di questo anno, è l’esempio dell’evoluzione dell’algoritmo e fa sì che questo alimento non venga più considerato come “cattivo”.  

Il comitato dunque, avendo cambiato i parametri, ha deciso di non penalizzare gli oli vegetali ma solo gli alimenti ricchi di grassi saturi.  

Il comitato alla fine dei lavori ha deciso di apportare delle modifiche su entrambe le componenti ovvero quelle negative e positive. 

Ad esempio, la frutta secca originariamente inserita nella categoria di frutta e verdura, con l’evoluzione dell’algoritmo, è passata alla categoria degli oli e grassi. L’algoritmo si è evoluto ed è passato dalla categoria “energia” a quella di “energia da grassi saturi” diventando così un cibo da limitare.  

Ci sono state modifiche, dei cambi di prospettiva, sia per gli zuccheri e il sale che incidono in maniera negativa che per le fibre e per le proteine che sono indicate positivamente. 

 

Le conseguenze del nuovo algoritmo: nuovi parametri positivi e negativi 

 L’evoluzione dell’algoritmo e il cambiamento della prospettiva fa in modo che non ci si limita più al singolo cibo e questo ha conseguito dei cambiamenti e delle riclassificazioni dei cibi che sono diventati di pallino verde:  

  • Olio extra vergine d’oliva;
     
  • Formaggi: per alcuni tipi ci sarà un miglioramento soprattutto per quelli a basso contenuto di sale che ottiene maggiori punti grazie alla revisione del parametro delle proteine;
     
  • Pesce: tutti i tipi di pesce, anche quelli più grassi il punteggio si alza, anch’esso grazie alla revisione del parametro delle proteine; 
  • Cereali integrali: acquisiscono punteggio positivo, perché differenziati da quelli contenenti zucchero, perché ricchi di fibre.  

L’evoluzione dell’algoritmo e il cambiamento della prospettiva non hanno apportato solo dei miglioramenti per alcuni alimenti, ma anche dei peggioramenti per alcuni cibi categorizzati come “nocivi”, da limitare.  

Infatti, i prodotti che hanno un alto contenuto di sale saranno maggiormente penalizzati così come le carni rosse che avranno dei punteggi sempre più inferiori perché è stato inserito nel calcolo una correzione che va a preferire le carni bianche o il pesce. 

Per quanto riguarda gli zuccheri dunque, dolci o cereali contenenti zucchero, sono maggiormente penalizzati perché modificate i parametri degli zuccheri.  

Le modifiche attuali non sono valide per le bevande avendo un algoritmo differente, le stesse si presume che andranno modificate entro Dicembre 2022. 

La data dell’entrata in vigore del nuovo algoritmo verrà stabilita entro la fine della lavorazione sull’algoritmo delle bevande. Ovviamente, vi sarà un tempo di tolleranza per l’adeguamento alle nuove misure di calcolo per le aziende.  

Come già detto, il comitato scientifico punta ad una revisione periodica, che verrà effettuata ogni 3 anni così da essere costantemente aggiornati sulle conoscenze scientifiche.