Valdis Dombrovskis e Nicolas Schmidt, rispettivamente vicepresidente della Commissione Europea e commissario al Lavoro, hanno varato il nuovo quadro strategico per il periodo 2021-2027 in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro. La proposta definisce le azioni chiave necessarie per migliorare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei prossimi anni.

La scintilla che ha avviato questa azione è chiara e, purtroppo, sconcertante: la percentuale di infortuni e malattie professionali è sempre più alta. Oltre a costare all’economia dell’Unione Europea ben più del 3,3% del Pil annuale.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa comporterà il suddetto nuovo quadro strategico.

 

Sommario:

Il nuovo quadro strategico su salute e sicurezza negli ambienti di lavoro

Numeri alla mano: più di 3.300 incidenti mortali sul lavoro nel 2018

I 3 obiettivi del nuovo quadro strategico UE salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027

Spazio all’azione: ecco cosa c’è in programma

 

Numeri alla mano: più di 3.300 incidenti mortali sul lavoro nel 2018

Si dice che i numeri non mentano. E quelli sugli infortuni, e quindi anche sulle morti, che accadono negli ambienti di lavoro raccontano una cruda realtà. Secondo i dati, infatti, l’Europa è afflitta ogni anno da un numero di morti per malattie professionali superiore a 200.000. Solo nel 2018 si sono verificati nell’UE-27 più di 3.300 incidenti mortali e 3,1 milioni di incidenti non mortali. E questo nonostante negli ultimi decenni siano stati compiuti grandi progressi: basti pensare che gli infortuni mortali in Europa sono diminuiti di circa il 70% dal 1994 al 2018.

Inoltre, sulla base delle stime presentate dal commissario al Lavoro, quando si parla di malattie professionali è importante includere anche quelle mentali. Il numero delle persone che denunciano disturbi mentali a causa del lavoro non è affatto trascurabile: sono 48 milioni.

A tal proposito, è lo stesso Schmit a prendere posizione in questa delicata fase di ricostruzione delle opportunità lavorative dopo la crisi sanitaria mondiale, e la conseguente crisi economica, determinata dalla diffusione del Covid-19. Schmit dichiara infatti che è fondamentale impegnarsi a favore di un approccio lavorativo che persegua un preciso obiettivo: zero vittime nel mondo del lavoro nell’UE. Anche perché, ribadisce, la salute sul luogo di lavoro riguarda sì lo stato fisico, ma anche e soprattutto la salute mentale e il più allargato e inclusivo concetto di benessere.

I 3 obiettivi del nuovo quadro strategico UE salute e sicurezza sul lavoro 2021-2027

Sono 3 gli obiettivi sui quali l’aggiornamento normativo in materia di salute e sicurezza sul lavoro dedica attenzione:

  • la capacità di prevedere e gestire i cambiamenti nel nuovo mondo del lavoro, intesa come l’aggiornamento delle direttive sui luoghi di lavoro, sul lavoro con videoterminali, sulla protezione dei lavoratori dall’esposizione all’amianto e al piombo, inclusa una maggiore attenzione alla salute mentale. L’obiettivo è garantire luoghi di lavoro sicuri e sani, durante la transizione digitale, verde e demografica.
  • il miglioramento della prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, inteso come l’impegno nell’aggiornamento delle normative sull’impiego e utilizzo di sostanze chimiche e pericolose per combattere il cancro, le malattie riproduttive e respiratorie.
  • la maggiore preparazione a eventuali minacce future per la salute, grazie allo sviluppo di procedure e orientamenti di emergenza volti alla rapida diffusione, attuazione e monitoraggio delle misure in potenziali crisi sanitarie, in collaborazione con le autorità sanitarie sul territorio.

Il nuovo quadro strategico, adottato dalla Commissione Europea lo scorso 28 giugno 2021, quindi affronta a viso aperto alcune importanti sfide: il COVID-19 e il rischio pandemie innanzitutto, a cui seguono la digitalizzazione e la transizione verde. Sfide, queste, da contrastare seguendo le tre direttrici di cui sopra: cambiamento, prevenzione, preparazione.

Spazio all’azione: ecco cosa c’è in programma

Va da sé che l’attuazione del nuovo quadro normativo prevede la messa in campo di specifici interventi. Quali? Ve li riassumiamo di seguito:

  • un solido e funzionale dialogo sociale
  • l’elaborazione di politiche basate su dati concreti
  • una migliore applicazione e un migliore monitoraggio della legislazione dell’UE in vigore
  • campagne di sensibilizzazione e mobilitazione di fondi per investire nella salute e nella sicurezza sul lavoro, anche attraverso fondi dell’UE come lo strumento per la ripresa e la resilienza e i fondi della politica di coesione

Non di meno, tutti gli Stati Membri sono sollecitati ad aggiornare le loro strategie nazionali per allinearsi alle nuove indicazioni. E sono anche invitati a continuare a svolgere quel ruolo guida già acquisito in passato, fondamentale per aumentare e diffondere una maggiore consapevolezza sugli elevati standard a livello mondiale di salute e sicurezza sul lavoro.