Un intervento sul tema della sicurezza dei lavoratori negli alberghi si sofferma sui rischi di natura elettrica. Le indicazioni della normativa, le conseguenze di sovraccarichi e cortocircuiti e l’uso adeguato dell’impianto elettrico.

Sono molti gli incendi che avvengono nelle strutture alberghiere in Italia. Secondo un dato elaborato dalla Direzione Centrale Prevenzione e Sicurezza Tecnica del Ministero dell’Interno sono stati ben 2713 dal 1996 al 2006. E da altre rilevazioni tratte da TuttoNormel (incendi di grande rilevanza negli alberghi, 1990/2001) riguardo alle cause d’innesco, nel 18% dei casi l’innesco deriva da problemi elettrici (nel 53% dei casi le cause dell’incendio sono rimaste invece indeterminate).

Partendo da questi dati torniamo a parlare di sicurezza negli alberghi e nelle strutture ricettive con riferimento al convegno “ Ospitalità e sicurezza per tutti” che si tenuto il 22 aprile 2015 a Milano, presso il Centro per la Cultura della Prevenzione.

Il tema del rischio elettrico è stato affrontato nell’intervento “La sicurezza degli impianti elettrici” a cura dell’Ing. Massimo Rho dell’ Azienda Sanitaria Locale di Milano.

Riguardo alle prescrizioni legislative si segnala che “il rischio nel settore elettrico è valutato in sede normativa internazionale, dove viene anche concordato in modo consensuale il livello di sicurezza accettabile e la conseguente regola dell’arte”.
E il datore di lavoro dovrà in particolare compiere “tutte le azioni necessarie a garantire:

  1. la realizzazione a regola d’arte di tutti gli impianti e di tutto il materiale elettrico reso disponibile, tenuto conto delle caratteristiche del lavoro e delle condizioni ambientali e di esercizio;
  2. il corretto utilizzo di tale materiale, volto a prevenire i rischi;
  3. l’ adeguata manutenzione e le necessarie verifiche periodiche, finalizzate al mantenimento nel tempo delle condizioni di sicurezza”.

Riportiamo a livello normativo alcune indicazioni tratte dal D.Lgs. 81/2008 in relazione al rischio di natura elettrica (Titolo III – Capo III – Impianti e apparecchiature elettriche):

Articolo 80 – Obblighi del datore di lavoro
1. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:
a) contatti elettrici diretti;
b) contatti elettrici indiretti;
c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;
d) innesco di esplosioni;
e) fulminazione diretta ed indiretta;
f) sovratensioni;
g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.
2. A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione:
a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze;
b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.
3. A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l’adozione delle misure di cui al comma 1.
3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.

Sono inoltre riportate dall’autore alcune indicazioni tratte dall’articolo 8 del Decreto Ministeriale 37/2008, recante “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attivita’ di installazione degli impianti all’interno degli edifici”:

Articolo 8 – Obblighi del committente o del proprietario

(…)
2. Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e ai fabbricanti delle apparecchiature installate. Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite.

L’intervento, che riporta anche riferimenti a norme tecniche e indicazioni sulla dichiarazione di conformità e sulla dichiarazione di rispondenza, raccoglie infine alcune indicazioni sull’uso adeguato degli impianti elettrici:

  • “accertarsi che l’apparecchio fornito sia dotato di certificazioni, omologazioni, garanzie, istruzioni d’uso;
  • utilizzare l’apparecchio secondo le istruzioni;
  • non manomettere gli apparecchi e/o gli impianti (qualsiasi lavoro deve essere affidato a ditta specializzata, come prescritto dal DM 37/2008);
  • non intervenire mai in caso di guasto, improvvisandosi elettricisti e, in particolare, non intervenire sui quadri o sugli armadi elettrici;
  • non sovraccaricare le prese di corrente con troppi utilizzatori elettrici, utilizzando adattatori o spine multiple. Verificare sempre che l’intensità di corrente assorbita complessivamente dagli utilizzatori da collegare non superi i limiti della presa stessa;
  • collegare l’apparecchio a una presa di corrente idonea 10A (alveoli della presa più piccoli) o 16A (alveoli della presa più grandi), in relazione alle dimensioni della spina (diametro degli spinotti)”.

L’intervento si conclude ricordando che i sovraccarichi dipendono dal fatto che “il cavo percorso da una corrente eccessiva aumenta progressivamente la sua resistenza (con l’aumento della temperatura) fino a che non riesce più a smaltire tutto il calore nell’ambiente circostante e brucia”. E nelle slide, che vi invitiamo a visionare integralmente, sono riportate diverse immagini esemplificative delle conseguenze dei cortocircuiti.

La sicurezza degli impianti elettrici” a cura dell’Ing. Massimo Rho (Asl Milano), intervento al convegno “Ospitalità e sicurezza per tutti” (formato PDF, 1.68 MB).

Fonte: Punto Sicuro