Il settore della sicurezza sul lavoro è piuttosto complesso e implica una moltitudine di norme, tra le quali è spesso difficile districarsi. Una delle tematiche più delicate e importanti in quest’ambito è certamente quella dell’infortunio sul lavoro.

All’interno di questo articolo, il nostro intento è quello di fornire una guida pratica proprio su questo tema, in maniera tale da avere una corretta visione su come muoversi nel caso in cui ci si imbatta in un simile spiacevole inconveniente nel luogo di lavoro. Evento che – ricordiamolo – può sfociare in grosse conseguenze negative per la salute e, nella peggiore delle circostanze, persino nel decesso del lavoratore coinvolto.

Nei prossimi paragrafi la nostra attenzione si focalizzerà perciò sull’infortunio sul lavoro e su cosa fare nel caso in cui esso dovesse in qualche modo verificarsi: dalla comunicazione dell’evento lesivo fino a come viene calcolata l’indennità. Addentriamoci quindi nel merito, partendo da una rapida quanto pratica definizione. L’infortunio sul lavoro cos’è? Scopriamolo insieme.

 

Sommario:

Infortunio sul lavoro: cosa fare? Guida pratica sulle cose da sapere

Infortunio sul lavoro: cos’è?

Infortunio sul lavoro: che cosa si intende per causa violenta

Differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro di entità lieve o media: la prassi da seguire

Cosa fare se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio

Chi provvede all’indennizzo dell’infortunio sul lavoro

Risarcimento dell’infortunio sul lavoro: cos’è il danno differenziale

Come viene calcolata l’indennità

Infortunio sul lavoro: quando è previsto l’intervento delle Autorità

A chi può rivolgersi il datore di lavoro per essere in regola

 

Infortunio sul lavoro: cos’è?

In questa nostra guida sul tema, cerchiamo prima di ogni altra cosa di rispondere a un quesito basilare: l’infortunio sul lavoro cos’è esattamente?

Quando parliamo di infortunio sul lavoro, ci riferiamo a un evento traumatico verificatosi come conseguenza di una causa violenta sul luogo di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l’impossibilità di svolgere regolarmente le proprie mansioni professionali per più di tre giorni consecutivi.

Riassumendo, quindi, i requisiti essenziali a partire dai quali l’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) riconosce che l’evento / incidente che si è verificato è a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro indennizzabile sono quindi tre. L’evento deve nel dettaglio:

  • avvenire sul luogo di lavoro o in occasione di una attività lavorativa;
  • scaturire da una causa violenta;
  • provocare la lesione fisica del lavoratore coinvolto o, nella peggiore delle ipotesi, la sua morte.

 

Infortunio sul lavoro: che cosa si intende per causa violenta

In genere, la causa dell’infortunio sul lavoro è definibile violenta nei casi in cui:

  • è costituita da un agente esterno, come ad esempio un trauma;
  • ha provocato una idoneità lesiva di un certo grado, ovvero è stata capace di causare la lesione fisica del lavoratore coinvolto o ne ha determinato il decesso;
  • si è verificata con rapidità, con riferimento al tempo di azione della stessa e non all’insorgenza di eventuali sintomi che possono altresì palesarsi anche a distanza di uno o due giorni dal trauma.

È inoltre importante sapere che per essere considerato “come vericatosi in occasione del lavoro”, l’infortunio non deve essere avvenuto necessariamente nel luogo di lavoro né durante l’orario lavorativo ma anche e semplicemente per motivi o contesti correlati all’attività professionale.

A partire da questo presupposto, vengono ritenuti infortuni sul lavoro anche quelli subiti dai lavoratori:

  • durante le pause per ristorarsi;
  • durante le pause per bisogni corporali;
  • nel tentativo di salvare le attrezzature professionali;
  • nell’intento di soccorrere un collega.

 

Differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale

Nell’ottica delle definizioni, per avere una corretta visione sul tema, vale inoltre la pena soffermarsi sulla differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale.

Definita anche tecnopatia, la malattia professionale è una condizione patogena che interessa il lavoratore a seguito della prolungata esposizione a un qualsiasi fattore di rischio presente nel proprio ambiente lavorativo. Per poter essere considerata vera “malattia professionale”, il fattore di rischio correlato al contesto lavorativo deve essere prevalente rispetto ad altri. In caso contrario, la normativa prevede che venga meno il nesso causale tra ambiente lavorativo e sviluppo della patologia.

Malattia professionale e infortunio sul lavoro hanno quindi come componente comune il nesso causale tra ambiente di lavoro e prestazione professionale svolta. La principale differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale si riscontra nella rapidità e nella violenza con cui si produce l’evento. Mentre la malattia professionale scaturisce dall’azione progressiva e prolungata nel tempo di un determinato fattore di rischio, nell’infortunio sul lavoro l’evento lesivo è provocato da una causa rapida oltre che violenta.

 

Cosa fare in caso di infortunio sul lavoro di entità lieve o media: la prassi da seguire

In caso di infortunio, l’attuale normativa prevede una specifica prassi burocratica da seguire da parte del lavoratore. Nel dettaglio, il lavoratore che è stato vittima dell’infortunio deve nell’ordine:

  • informare nell’immediato il proprio datore di lavoro o, se impossibilitato, far sì che qualcun altro lo informi in sua vece;
  • rivolgersi subito al medico competente dell’impresa, quando presente, o al Pronto Soccorso, spiegando nel dettaglio cosa è accaduto;
  • farsi rilasciare dal medico curante il primo certificato con l’indicazione della diagnosi correlata all’infortunio sul lavoro e dei giorni di inabilità temporanea assoluta alle rispettive mansioni professionali;
  • far pervenire al datore di lavoro una copia del certificato medico ottenuto.

Dopo essere stato informato dell’incidente, il datore di lavoro deve a questo punto presentare denuncia all’INAIL, entro due giorni. L’obbligo di denuncia non sussiste invece nel caso in cui, in base alla prognosi indicata nel certificato medico, il lavoratore infortunato venga dichiarato guaribile in tre giorni oltre a quello in cui si è verificato l’evento lesivo.

Il passo successivo da seguire da parte del lavoratore infortunato è quello di sottoporsi a una visita medica di controllo recandosi all’INAIL, in seguito alla quale viene stabilito se l’inabilità temporanea assoluta al lavoro debba proseguire ulteriormente o meno. In caso affermativo, al lavoratore viene consegnato un nuovo certificato da consegnare il giorno stesso al proprio datore di lavoro.

Nell’ipotesi di chiusura dell’infortunio, l’INAIL provvede invece a redigere uno specifico certificato di idoneità a riprendere il lavoro, anch’esso da recapitare al datore di lavoro.

 

Cosa fare se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio

Come abbiamo accennato poc’anzi, a seguito dell’infortunio di un proprio dipendente o parasubordinato, la Legge prevede che il datore di lavoro debba presentare denuncia all’INAIL. Ma può anche verificarsi che quest’ultimo non provveda agli obblighi prescritti a livello normativo. A questo punto, cosa fare se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio?

Nel caso in cui il datore di lavoro abbia omesso, o inviato con ritardo, la denuncia all’INAIL, il lavoratore può comunque intervenire personalmente per poter ottenere il risarcimento dell’infortunio sul lavoro che gli spetta di diritto. Più nello specifico, può rivolgersi direttamente alla sede INAIL di competenza per territorio, consegnando o facendo recapitare la documentazione medica di cui è in possesso, ad attestazione dell’infortunio avvenuto.

La consegna della documentazione è necessaria ai fini di procedere all’apertura, alla protocollazione e alla trattazione della pratica.

Qualsiasi lavoratore che si chieda cosa fare se il datore di lavoro non denuncia l’infortunio deve per di più sapere che può usufruire dei servizi di assistenza e di consulenza offerti dagli Istituti di Patronato disseminati in tutto il territorio italiano.

 

Chi provvede all’indennizzo dell’infortunio sul lavoro

Nel nostro Paese vige l’obbligo per il datore di lavoro di assicurare i propri lavoratori dipendenti e parasubordinati occupati nelle attività che la normativa individua come potenzialmente rischiose. Si tratta di una forma di tutela che, oggi come oggi, è praticamente estesa a quasi tutte le attività dei servizi e del comparto produttivo.

All’INAIL spetta perciò il compito di intervenire a sostegno dei soggetti assicurati che vengono colpiti da malattia professionale o da infortunio sul lavoro, erogando diverse prestazioni di tipo sanitario, economico, riabilitativo oltre che di reinserimento sociale.

A partire da queste premesse, a chi spetta all’atto pratico l’indennizzo dell’infortunio sul lavoro? Il contesto varia a seconda della specificità dell’evento. In caso di infortunio di lieve entità con prognosi inferiore ai tre giorni, a occuparsi dell’indennizzo del lavoratore non è l’INAIL. In tale circostanza, la normativa stabilisce che rispetto all’indennizzo dell’infortunio sul lavoro, il lavoratore abbia infatti diritto alle sole prestazioni da parte del rispettivo datore di lavoro.

 

Risarcimento dell’infortunio sul lavoro: cos’è il danno differenziale

Altro concetto da tenere presente quando si parla di indennizzo dell’infortunio sul lavoro è il cosiddetto danno differenziale. Di cosa si tratta? In concreto, attraverso l’assicurazione INAIL il datore di lavoro è esonerato dalla responsabilità civile derivante dall’evento lesivo subito dai propri dipendenti o parasubordinati.

L’esonero decade tuttavia nel caso in cui, in sede civile o penale, venga riconosciuta la responsabilità del datore di lavoro come conseguenza della violazione delle norme di prevenzione e di igiene sul luogo di lavoro. In simili circostanze il datore di lavoro può essere quindi chiamato a rispondere del danno differenziale.

Con questo termine viene indicato il danno risarcibile al lavoratore, ottenuto dalla differenza tra quanto versato dall’INAIL a titolo di risarcimento per l’infortunio sul lavoro o la malattia professionale, e quanto è possibile richiedere al datore di lavoro in sede civile o penale.

All’atto pratico, le voci di danno che rientrano nella nozione di “danno differenziale” includono:

  • il danno biologico, anche temporaneo, inferiore al 6%;
  • il danno patrimoniale, categoria in cui rientrano non solo le spese sostenute dal lavoratore a seguito dell’infortunio (ad esempio le spese mediche) ma anche il mancato guadagno derivante dall’incidente occorso;
  • il danno morale, da intendersi come qualsiasi tipo di turbamento dello stato d’animo del lavoratore;
  • il danno esistenziale, da considerarsi come svantaggio capace di alterare le abitudini della persona, determinando mutamenti peggiorativi nella qualità di vita della stessa.

 

Come viene calcolata l’indennità

Proseguiamo la nostra guida sull’infortunio sul lavoro e su cosa fare nel caso si verifichi una simile circostanza, scoprendo come viene calcolata l’indennità.

L’attuale normativa prevede che il valore dell’indennità corrisposta è pari al:

  • 60% della retribuzione media giornaliera del lavoratore dal 4° fino al 90° giorno;
  • 75% della retribuzione media giornaliera dal 91° giorno fino alla guarigione clinica.

Ma come viene calcolata l’indennità ancor più nel dettaglio? In linea di massima, la retribuzione media giornaliera viene stimata a partire da quella effettivamente corrisposta nei quindici giorni precedenti l’infortunio sul lavoro. Per determinate categorie, tuttavia, il calcolo viene realizzato sulla base delle retribuzioni convenzionali stabilite con apposito Decreto ministeriale, salvo i casi in cui vi siano migliori condizioni previste da contratti collettivi o individuali di lavoro.

La Legge stabilisce inoltre che il datore di lavoro sia obbligato a pagare al lavoratore infortunato:

  • l’intera retribuzione, pari quindi al 100%, per la giornata in cui ha avuto luogo l’infortunio;
  • il 60% della retribuzione stessa, salvo migliori condizioni previste da contratti collettivi o individuali di lavoro, per i successivi tre giorni.

 

Infortunio sul lavoro: quando è previsto l’intervento delle Autorità

In presenza di casi di infortunio sul lavoro gravi o gravissimi, con prognosi che risulta superiore ai quaranta giorni lavorativi, l’INAIL o gli organi di Polizia Giudiziaria provvedono a una segnalazione diretta alla Procura della Repubblica. A seguito dell’avvenuta segnalazione, quest’ultima è tenuta a sua volta a esercitare d’ufficio l’azione penale per il reato di lesioni colpose gravi o gravissime, senza necessità che l’infortunato provveda a sporgere querela personalmente.

Quando si verificano dei casi di morte per infortunio del lavoratore, la Procura della Repubblica avvia invece un’indagine per omicidio colposo.

 

A chi può rivolgersi il datore di lavoro per essere in regola

Per poter evitare problematiche in tutte le prassi di burocrazia che riguardano l’ambito della sicurezza sul lavoro, le imprese possono affidarsi a consulenti specializzati. Si tratta di un supporto fondamentale non solo per non ritrovarsi alle prese con spiacevoli contenziosi derivanti da infortuni sul lavoro dei propri dipendenti. Per essere perfettamente in regola sul fronte della sicurezza sul lavoro, ogni realtà imprenditoriale deve seguire una enorme mole di obblighi: a partire dalla nomina del medico competente fino alla stesura del DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).

Al fine di scongiurare ogni eventuale ostacolo, qualsiasi datore di lavoro può fare affidamento su SQ Più (Sicurezza e Qualità) di Milano, per poter svolgere le diverse prassi correlate alla sicurezza negli ambienti professionali. Tra i vari servizi che siamo in grado di offrire alla nostra clientela, proponiamo anche specifici corsi di formazione online sul tema comodamente fruibili in aula o da remoto attraverso una apposita piattaforma e-Learning.

Per ricevere maggiori informazioni o per qualsiasi dubbio, è sufficiente contattarci. Dal canto nostro cercheremo di mettere la nostra esperienza pluriennale nel settore a servizio di ogni specifica esigenza dell’impresa cliente. A tutela della stessa ma anche a salvaguardia dei suoi collaboratori.