Il tema della sicurezza è davvero delicato oltre che complesso e riguarda strettamente da vicino ogni sfera della nostra quotidianità. In primis il mondo del lavoro, dove le imprese sono chiamate a osservare norme essenziali per poter così tutelare la salute dei propri dipendenti e di chiunque transiti negli ambienti professionali.

Nei prossimi paragrafi del nostro articolo, il nostro interesse si concentrerà su un ambito particolare di cui non si sente parlare con molta frequenza, ma sul quale occorre focalizzare la massima attenzione in considerazione delle implicazioni che comporta e delle tante persone coinvolte.

Il nostro intento è di offrire un approfondimento sulla gestione della sicurezza negli impianti sportivi, a partire da quanto stabilito dall’attuale normativa a riguardo.

Sommario:

Gestione della sicurezza negli impianti sportivi: analisi di alcuni punti basilari

Impianto sportivo: la definizione data dalla normativa

Come affrontare la gestione della sicurezza negli impianti sportivi

Misure di sicurezza antincendio negli impianti sportivi: cosa prevede la normativa

Altri obblighi del titolare dell’impianto sportivo in quanto datore di lavoro

Elaborazione del DVR

Elaborazione del DUVRI

Consulenza specialistica in tema di sicurezza sul lavoro

 

Impianto sportivo: la definizione data dalla normativa

Per meglio affrontare la questione, partiamo da una breve definizione di ciò che si intende per “impianto sportivo”. Molti si limiterebbero infatti a pensare che questo termine indichi esclusivamente un campo da gioco o comunque uno spazio destinato alla sola attività sportiva. Ma così non è: si va ben oltre questo semplice concetto.

A definire l’impianto sportivo da un punto di vista normativo è l’articolo 1 del Decreto Ministeriale 18.03.1996, concernente Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi. Tale Decreto definisce l’impianto sportivo come “l’insieme di uno o più spazi di attività sportiva dello stesso tipo o di tipo diverso, che hanno in comune i relativi spazi e servizi accessori, preposto allo svolgimento di manifestazioni sportive”.

In concreto, quindi, un impianto sportivo include

  • lo spazio o gli spazi di attività sportiva;
  • l’area destinata agli spettatori;
  • eventuali spazi e servizi accessori;
  • eventuali spazi e servizi di supporto.

La definizione fornita dalla Legge ci consente già di intuire come dietro a un impianto sportivo si celi in realtà un vero e proprio microcosmo di spazi in cui coesistono simultaneamente aree distinte destinate non solo all’attività sportivo-agonistica ma anche ad altre funzioni, quali gli spogliatoi, i parcheggi, i bagni, le tribune per la stampa e svariati altri spazi per usi di varia tipologia.

Siamo quindi di fronte a un contesto variegato che, sotto il profilo della sicurezza, si contraddistingue necessariamente per specificità e per criticità del tutto diverse tra loro e che determinano una serie di interventi mirati. Vediamo a questo punto come si sviluppa ed è organizzata la gestione della sicurezza negli impianti sportivi in alcuni suoi punti salienti.

Come affrontare la gestione della sicurezza negli impianti sportivi

Considerata la complessità del quadro con cui ci si confronta, la gestione della sicurezza negli impianti sportivi deve essere affrontata sotto tre profili strettamente interdipendenti l’uno dall’altro:

  • la Safetyintesa come la pianificazione e la gestione della sicurezza dei vari addetti ai lavori che svolgono le proprie mansioni nell’impianto sportivo, tra cui addetti alla pulizia, baristi, addetti alla reception, operai e svariate altre figure;
  • la Security, ovvero la gestione della pubblica sicurezza, sfera che ingloba l’incolumità di tutti gli utenti che si trovano a frequentare l’impianto sportivo;
  • l’Emergency, quindi la gestione delle possibili emergenze che possono verificarsi inaspettatamente, eventi improvvisi e spesso di grave entità quali incendi, alluvioni, terremoti e situazioni analoghe che potrebbero causare danni tanto alle persone quanto all’impianto sportivo stesso.

Misure di sicurezza antincendio negli impianti sportivi: cosa prevede la normativa

Fatte queste dovute precisazioni che permettono di comprendere la vastità delle misure da adottare, cerchiamo di addentrarci nel merito di uno dei punti più delicati nella gestione della sicurezza negli impianti sportivi, quello relativo agli incendi. Chi è di fatto il responsabile delle misure di sicurezza antincendio all’interno di un impianto sportivo? La risposta si trova nell’articolo 19 del già citato Decreto Ministeriale 18.03.1996.

La normativa stabilisce che il titolare dell’impianto o complesso sportivo, ovvero, la società utilizzatrice, per gli impianti di capienza superiore ai 10.000 posti, sono rispettivamente responsabili del mantenimento delle condizioni di sicurezza e devono di conseguenza occuparsi delle relative misure di sicurezza antincendio.

La Legge prevede inoltre che il titolare o il legale rappresentante possano avvalersi di una persona appositamente incaricata, che deve essere presente durante l’esercizio dell’attività sportiva e nelle fasi di afflusso e di deflusso degli spettatori.

Per una corretta gestione della sicurezza negli impianti sportivi, i soggetti responsabili devono anche occuparsi della predisposizione di un piano finalizzato:

  • al mantenimento delle condizioni di sicurezza:
  • al rispetto dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni di esercizio;
  • a garantire la sicurezza delle persone nel caso in cui si producano eventi di carattere emergenziale.

Il piano deve tenere in opportuna considerazione le specifiche prescrizioni imposte e deve predisporre una serie di attività fondamentali, tra cui quella di:

  • disciplinare le attività di controllo finalizzate a prevenire gli incendi;
  • prevedere la formazione del personale addetto alla struttura, incluse le esercitazioni sull’utilizzo dei mezzi antincendio e sulle procedure di evacuazione nell’ipotesi in cui si verifichi una situazione emergenziale;
  • contemplare le informazioni da fornire agli spettatori e agli atleti rispetto alle procedure da seguire in caso di incendio o di altre emergenze;
  • garantire la perfetta fruibilità e funzionalità delle vie di esodo;
  • garantire il funzionamento dei dispositivi di controllo degli spettatori, in concomitanza con le manifestazioni;
  • garantire la manutenzione e l’efficienza degli impianti e dei mezzi antincendio;
  • garantire la manutenzione e l’efficienza o la stabilità delle varie strutture appartenenti all’area di attività sportiva e all’area destinata agli spettatori;
  • fornire la dovuta assistenza e collaborazione ai Vigili del fuoco e al personale addetto al soccorso nel caso in cui si produca una emergenza.

La normativa prevede infine la creazione di un registro dei controlli periodici in cui annotare tutti gli interventi di manutenzione e i controlli relativi all’efficienza dell’illuminazione di sicurezza, degli impianti elettrici, dei dispositivi di sicurezza e di controllo, dei presidi antincendio e dei dispositivi di sicurezza.

Tra le sue funzioni, il registro deve anche:

  • tenere traccia delle informazioni riguardanti la formazione del personale addetto alla struttura;
  • essere mantenuto costantemente aggiornato;
  • essere esibito in caso di richiesta da parte degli organi di vigilanza preposti al controllo.

Altri obblighi del titolare dell’impianto sportivo in quanto datore di lavoro

La normativa in vigore stabilisce diversi altri obblighi per il titolare dell’impianto sportivo, in primis quello di acquisire una serie di documenti da parte del proprietario dell’impianto, che in buona parte dei casi corrisponde al Comune o alla Provincia di appartenenza. La documentazione da acquisire comprende:

  • il piano di emergenza/evacuazione con la relativa planimetria;
  • l’agibilità dell’impianto sportivo;
  • l’autorizzazione all’esercizio dell’attività ai fini antincendio;
  • le dichiarazioni di conformità dei diversi impianti (impianto elettrico, impianto idrico-sanitario, impianto antincendio, impianto termico);
  • libretti di uso e di manutenzione di tutte le attrezzature e di tutte le macchine usate per lo svolgimento dell’attività;
  • il registro dei controlli periodici da cui abbiamo accennato poc’anzi;
  • eventuali altri permessi concernenti altre possibili attività svolte all’interno dell’impianto sportivo, quali ad esempio ristorazione, bar e attività commerciali.

Ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico in materia di Salute e di Sicurezza nei luoghi di Lavoro), il titolare dell’impianto sportivo, nelle sue vesti di datore di lavoro, ha l’obbligo di occuparsi anche di altri aspetti cruciali quali:

  • l’elaborazione del DVR;
  • l’elaborazione del DUVRI;
  • la designazione del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione e degli addetti al servizio (RSPP);
  • la nomina del Medico Competente;
  • l’informazione e la formazione specifica in materia di sicurezza;
  • la nomina addetti primo soccorso
  • il registro infortuni.

Elaborazione del DVR

Come accade in ogni altro ambiente di lavoro, la normativa sulla gestione della sicurezza negli impianti sportivi stabilisce che il datore di lavoro (nel caso specifico il titolare dell’impianto) debba effettuare la valutazione dei rischi in collaborazione con il RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) e il Medico Competente nei casi in cui sia obbligatoria la sorveglianza sanitaria.

In seguito, il datore di lavoro è tenuto a realizzare la redazione del DVR o Documento di Valutazione dei Rischi. Tale documento è di grande importanza, trattandosi del documento che racchiude rischi e misure di prevenzione per la salute e la sicurezza nel luogo di lavoro, nel caso specifico l’impianto sportivo. Il riferimento normativo è ancora una volta il Testo Unico in materia di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008), che prevede anche pesanti sanzioni per chi non rispetta quest’obbligo.

Il Documento di Valutazione dei Rischi è a tutti gli effetti uno strumento essenziale perché serve ad analizzare, a valutare e a cercare di prevenire le situazioni di pericolo per i lavoratori. Prima di procedere con la stesura definitiva, il DVR deve essere sottoposto in maniera preventiva al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Quest’ultimo può a sua volta formulare delle osservazioni e delle specifiche proposte a riguardo, in modo tale da apportare miglioramenti.

Non a caso, l’elaborazione del DVR viene considerata “partecipata” poiché nasce dalla collaborazione tra tutti i soggetti che in qualsiasi ambito lavorativo sono coinvolti con diverse mansioni nella sicurezza, inclusi gli stessi lavoratori.

È opportuno sapere che quando viene costituita una nuova impresa, il datore di lavoro è tenuto per Legge a effettuare la valutazione dei rischi nell’immediato, elaborando il relativo DVR entro 90 giorni dalla data di inizio della sua attività.

La valutazione dei rischi e il correlato documento vanno a ogni modo considerati dinamici perché sono suscettibili di modifiche nel caso in cui si verifichino determinate condizioni, per l’esattezza:

  • modifiche dell’organizzazione del lavoro, significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori;
  • evoluzione delle conoscenze tecniche e scientifiche che conducano ad esempio a dover considerare nuovi rischi nel contesto lavorativo;
  • aggiornamenti tecnico-scientifici relativamente alle misure di prevenzione e protezione;
  • il verificarsi di infortuni significativi, a partire dai quali si produca la necessità di rivedere gli impianti adottati per la sicurezza;
  • nei casi in cui risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.

Nel momento in cui si venga a verificare una di queste condizioni, la Legge prevede che anche le relative misure di prevenzione e protezione debbano essere aggiornate nel termine di 30 giorni.

Per la redazione del DVR, esiste la possibilità di affidarsi alla consulenza di esperti in materia di sicurezza sul lavoro.

Elaborazione del DUVRI

Il termine DUVRI è l’acronimo di “Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza”. La normativa stabilisce che il datore di lavoro abbia l’obbligo di occuparsi dell’elaborazione del DUVRI nel caso in cui affidi a un’impresa appaltatrice esterna o a lavoratori autonomi dei servizi da svolgere all’interno della propria azienda. Per ovvi motivi, l’obbligo è valido anche nella gestione della sicurezza negli impianti sportivi.

Il concetto è essenzialmente analogo a quello del DVR. Si tratta di un documento scritto nel quale vengono valutati i rischi che si possono produrre nell’ambiente di lavoro e nel quale sono indicate le misure adottate per eliminare o, ove ciò non è possibile, ridurre al minimo i rischi da interferenze tra le attività affidate ad appaltatori e lavoratori autonomi, e loro eventuali subcontraenti, e le attività svolte nello stesso luogo di lavoro dal committente.

Il documento viene in genere allegato al contratto stipulato con l’impresa appaltatrice esterna o con i lavoratori autonomi.

Consulenza specialistica in tema di sicurezza sul lavoro

Quelli che abbiamo analizzato insieme nel nostro articolo sono solo alcuni dei punti basilari riguardanti la gestione della sicurezza negli impianti sportivi. Come abbiamo potuto appurare, sia che si tratti di un impianto sportivo o di qualsiasi altro contesto professionale, il macrotema della sicurezza sul lavoro comporta una serie di prassi e di misure della massima importanza. Obblighi che ogni impresa desiderosa di essere in regola deve per forza di cose rispettare. Del resto, il primo interesse di ogni buon datore di lavoro deve essere quello di salvaguardare il benessere e la salute dei propri collaboratori.

Riuscire a districarsi nella moltitudine di vincoli previsti dalla Legge non è però un compito affatto semplice. Per questo motivo, la scelta più opportuna per un’impresa realmente accorta consiste nel rivolgersi a esperti in materia di sicurezza sul lavoro. Qualunque datore di lavoro che sia alla ricerca di specialisti in tale ambito, può far affidamento al team di SQ Più (Sicurezza e Qualità).

Se per la tua impresa hai bisogno di supporto per tematiche quali la redazione del DVR, le misure di sicurezza antincendio, il primo soccorso aziendale e argomenti analoghi, chiamaci per un preventivo gratuito e senza alcun impegno al nostro numero verde (800 124 530) o contattaci via e-mail. Saremo lieti di mettere la nostra esperienza a servizio delle tue esigenze. Ti ricordiamo che SQ Più (Sicurezza e Qualità) ha sede a Milano ma i nostri servizi sono destinati all’intero territorio lombardo.