La protezione attiva e passiva dagli incendi all’interno degli ospedali è una tematica molto importante, che deve essere affrontata e gestita con professionalità con l’obiettivo di assicurare il corretto rispetto delle norme in materia di prevenzione e di sicurezza.

Oggi cercheremo di comprendere in che cosa consista la protezione attiva e passiva dagli incendi all’interno degli ospedali e quali siano i sistemi che vengono rispettivamente messi in campo.

Sommario:

Gli strumenti di protezione attiva e passiva dagli incendi negli ospedali

Che cosa sono e quali sono le protezioni attive e passive per gli ospedali?

Quali sono le differenze tra queste due tipologie di protezioni?

In che cosa si concretano le misure di protezione passiva?

Reazione al fuoco

 

Che cosa sono e quali sono le protezioni attive e passive per gli ospedali?

All’interno degli ospedali, come in molte altre pubbliche strutture, è necessario rispettare rigidi criteri per la protezione attiva e passiva antincendio. Queste due strategie agiscono in modo diverso, ma sono ad ogni modo in grado di assicurare la protezione degli occupanti dell’edificio dal verificarsi di fenomeni avversi quale ad esempio un incendio.

Poiché ciascuna è soggetta a vantaggi e svantaggi, al fine di massimizzare il risultato vengono solitamente utilizzati in sinergia in modo da riuscire ad assicurare il livello di sicurezza massimo. La principale differenza che intercorre fra le due, come avremo modo di comprendere a breve, è nel rapporto che si instaura fra la strategia di protezione e l’evento di incendio. La normativa in materia obbliga le strutture a dotarsi delle più moderne tecnologie capaci di assicurare un’adeguata protezione degli occupanti della stessa.

 

Quali sono le differenze tra queste due tipologie di protezioni?

Già in precedenza avevamo accennato la differenza fra una protezione attiva e una protezione passiva dagli incendi all’interno degli ospedali. Nello specifico infatti la protezione passiva è un sistema di allarme sempre presente, che non si attiva soltanto in presenza dell’incendio, ma funziona sempre e comunque, a prescindere dal verificarsi dell’evento accidentale.

Per essere messa in funzione non richiede un’azione attiva dell’uomo o di un particolare impianto. L’obiettivo di questa soluzione è quello di limitare il più possibile la propagazione e la diffusione dell’incendio all’interno del’edificio. Per protezione attiva invece si intendono tutti i sistemi di allarme e di contenimento che vengono attivati dal verificarsi di un incendio.

Frequentemente i sistemi di protezione attiva necessitano di un’azione umana, o di un particolare impianto per funzionare, ma sono anche in grado di estinguere un incendio. Un esempio classico di un sistema di protezione attiva sono le porte tagliafuoco, i rilevatori di fumo, i sistemi per l’evacuazione, e i sistemi per l’estinzione automatica dell’incendio. Oggi è possibile contare su sistemi di estinzione dell’incendio ad acqua, a schiuma, e per soffocamento. Ciascuno viene scelto in base al luogo di installazione.

 

In che cosa si concretano le misure di protezione passiva?

Le misure di protezione passiva sono sempre attive e non necessitano di nessuna azione per essere messe in funzione. Possono schematicamente essere riassunte come segue:

 

  • Reazione al fuoco;
  • Compartimentazione;
  • Esodo;
  • Gestione della sicurezza dell’incendio;

 

Reazione al fuoco

La reazione al fuoco è da considerarsi come una misura di protezione passiva, in grado di mostrare i suoi effetti migliori solamente all’inizio dell’incendio; il suo obiettivo è quello di limitare l’innesco di materiali infiammabili e la propagazione dell’incendio all’interno della struttura.

Essa si concreta nell’analisi del comportamento dei rispettivi materiali utilizzati nella costruzione dell’edificio rispetto al fuoco, in modo particolare valutando la loro probabile partecipazione all’innesco o alla propagazione dell’incendio stesso. Questo aspetto incide pesantemente all’inizio degli incendi, ed è dunque in grado di influire sull’esito dell’emergenza.

Se ad esempio un materiale non brucia o brucia molto poco ed emette poco fumo e gas, è in grado di assicurare un tempo maggiore per l’evacuazione della struttura. Viceversa un materiale come il legno è poco performante per questo scopo e deve essere sottoposto a specifici trattamenti per perdere questa sua caratteristica di infiammabilità.

 

Resistenza al fuoco e compartimentazione

Questo aspetto è molto importante nella definizione della resistenza strutturale dell’edificio in caso di incendio. È molto importante che tutti gli elementi della struttura siano in grado di assicurare una buona capacità portante e di compartimentazione anche in caso di incendio, con l’obiettivo di limitare la propagazione dello stesso e degli effetti avversi sulle attività che vengono svolte all’interno.

Questo parametro per un ospedale è essenziale e permette la piena operatività delle aree anche nel caso in qui in una si sviluppi un principio di incendio. I sistemi più efficaci per aumentare la resistenza al fuoco e la compartimentazione sono l’utilizzo di intonaci antincendio, lastre antincendio, e vernici intumescenti.i compartimenti antincendio inoltre sono molto utili per limitare ulteriormente la diffusione dello stesso.

 

Quali sono invece le misure di protezione attiva?

Le misure di protezione attiva, invece, per essere attivate nel testo dell’intervento dell’uomo, o, in alternativa, di uno specifico impianto. Ecco riassunte in un compendio le principali misure di protezione attiva contro gli incendi all’interno di un ospedale:

 

  • Controllo dell’incendio;
  • Rilevazione e allarme antincendio;
  • Controllo del fumo e del calore;

 

Controllo dell’incendio

All’interno dei sistemi che concorrono al controllo attivo della diffusione dell’incendio ricordiamo i sistemi di contenimento quali le porte tagliafuoco, e i sistemi di estinzione automatica dell’incendio. Le porte tagliafuoco sono delle porte REIL capaci di sopportare efficacemente per un periodo di tempo prolungato le fiamme senza deformarsi.

Solitamente, nei sistemi antincendio più moderne, queste vengono attivate automaticamente e in meno di pochi secondi sono chiuse. I sistemi automatici di soppressione dell’incendio invece constano di rilevatori e di sistemi di controllo della ventilazione: i primi si occupano di erogare acqua, o schiuma, nell’ambiente; i secondi invece sono in grado di modulare la ventilazione delle stanze in modo da favorire la naturale estinzione di un principio di incendio.

Anche questi vengono attivati automaticamente dal sistema antincendio o, in alternativa, previa segnalazione umana mediante pulsantiere d’emergenza.

 

Rilevazione e allarme

La rilevazione tempestiva e la diffusione dell’allarme antincendio sono essenziali al fine di assicurare una tempestiva e rapida evacuazione degli occupanti dell’edificio. I nuovi sistemi di rilevazione allarme antincendio sono costituiti da rilevatori antifumo e da sistemi di diffusione sonora che sono in grado di non soltanto segnalare la presenza dell’incendio, ma anche di indicare le vie di fuga da seguire.

I rilevatori antifumo moderni sono in oltre in grado di rilevare in modo più preciso il fumo in una stanza. Completano il sistema di rilevazione e allarme la gestione e il controllo del fumo e del calore, che permettono di verificare la propagazione dell’incendio all’interno degli edifici.

Insomma, per una corretta progettazione, organizzazione, e gestione, dei sistemi di protezione attiva passiva dall’incendi all’interno degli ospedali è necessario fidarsi a figure qualificate e formate, in grado di prestare la propria professionalità per la realizzazione di un’opera efficiente efficace e sicura, che sei in grado di proteggere prontamente gli occupanti di un edificio soprattutto da questo genere di imprevisti. Per ulteriori informazioni è sufficiente chiedere al personale Sqpiù che sarà in grado di rispondere prontamente nel modo più specifico ad ogni domanda.