GDPR compie 5 anni, e le regole per l’AI?

Sono passati ormai cinque anni da quando è entrato in vigore il GDPR, il Regolamento Europeo per la protezione dei dati personali. Nel corso di questi anni, il GDPR ha avuto un impatto significativo sulla gestione e la privacy dei dati: ma cosa ne sarà del GDPR e della privacy con lo sviluppo dell’AI? Il Regolamento potrà rivelarsi utile anche per la gestione delle intelligenze artificiali?

Privacy, la corsa alla regolamentazione dell’AI

Oltre a una crescente richiesta di protezione dei dati personali, l’AI sta affrontando diverse sfide normative. A livello globale diversi Paesi stanno adottando regolamenti specifici sull’IA: in Europa, ad esempio, l’approvazione dell’Artificial Intelligence Act rappresenta un passo avanti verso la prima normativa esaustiva al mondo dedicata all’AI. Anche la Cina sta intensificando gli sforzi per regolamentare l’AI generativa, mentre negli Stati Uniti si sta assistendo a un’accelerazione legislativa, grazie anche alle recenti indagini condotte sulle tecnologie come Replika e ChatGPT.

Le posizioni dei colossi del web sulla regolamentazione dell’AI

Ma cosa ne pensano a riguardo i colossi del web? Le grandi aziende tecnologiche non si nascondono dietro a un dito e, anzi, stanno sostenendo la necessità di regolamentare l’AISam Altman, CEO di OpenAI, ha testimoniato davanti al Congresso degli Stati Uniti sulla necessità di adottare regole per disciplinare le tecnologie innovative. Anche altri leader del settore, come Satya Nadella di Microsoft e Sundar Pichai di Google, hanno espresso l’importanza di interventi legislativi per massimizzare i benefici e mitigare i rischi dell’AI. Tuttavia, sul ritmo e sull’approccio alla regolamentazione dell’AI ci sono opinioni diverse e il dibattito è tutt’altro che chiuso.

Non solo USA: un dibattito globale

Il dibattito sulla regolamentazione dell’IA si estende a livello internazionale, evidenziando l’aspetto geopolitico e l’impatto sulle relazioni globali. Mentre alcuni ritengono che una regolamentazione precoce dell’AI possa creare svantaggi competitivi rispetto alla Cina, negli Stati Uniti sono state già introdotte diverse proposte normative a livello federale, statale e da parte di agenzie governative. È evidente a tutti che la regolamentazione dell’AI richiede un equilibrio tra innovazione e tutela dei diritti e delle libertà fondamentali (anche se ricordarlo non fa mai male).

E il GDPR?

La storia del GDPR offre un precedente importante per la regolamentazione dell’AI. Le normative sulla privacy adottate in tutto il mondo dopo il GDPR hanno infatti preso il regolamento come riferimento principale, dimostrando la sua influenza globale. Dopo cinque anni il GDPR continua ad avere impatto sulla privacy e potrebbe essere la chiave per la creazione dei nuove regolamenti per l’AI. Anche perché è stato proprio il GDPR a introdurre il ruolo del DPO (Responsabile della Protezione dei Dati), generando un modello globale di governance dei dati che bilancia innovazione tecnologica e tutela dei diritti dei dipendenti e dei clienti.

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