Durante il periodo che va dal 2013 al 2017, in Europa, si è notato che il tasso dei casi di Listeria è aumentato notevolmente.

I dati italiani, come conferma il Ministero della Salute, viaggiano pari passo con gli altri Paesi europei.

Inoltre, in Italia nel 2019, sono stati segnalati circa 202 casi di listeriosi.

Negli ultimi anni l’UE, per prevenire la listeriosi, ha fissato dei criteri per il livello massimo di Listeria ammesso negli alimenti. Inoltre, la commissione Europa ha creato un programma che monitora e che mira a quantificare la presenza del batterio negli alimenti, fornendo così i dati per valutare il rischio per la salute pubblica.

Ma andiamo a capire che tipo di batterio è la Listeria, come si contrae, quali sintomi comporta e, soprattutto, come evitarlo. In questo articolo, vi daremo tutte le informazioni necessarie per approfondire questo tema.

Che cos’è la Listeria?

La Listeria, è un batterio che si trova nel terreno, nelle piante e nelle acque, ma non solo anche gli animali come bovini e pollame possono esserne portatori. Per gli animali la contrazione del batterio deriva dal consumo di mangime contaminato, da qui, la prima via di trasmissione. Ma non solo, anche il contatto con animali e persone infette può contribuire alla contaminazione.

La Listeria è, di fatto, un microrganismo che resiste e tollera gli ambienti salini e le basse temperature. Morfologicamente può essere descritto come un bacillo di piccole dimensioni che fa un movimento a capriola.

Non tutti sanno però, che esistono 10 specie di Listeria, quella di cui parliamo oggi è la Listeria monocytogenes, la quale, è altamente dannosa sia per l’uomo che per gli animali.

Come si contrae la Listeria monocytogenes?

La Listeria monocytogenes è facilmente riscontrabile in molti cibi tra cui:

  • Pesce affumicato;
  • Affettati;
  • Formaggi, soprattutto quelli a pasta molle;
  • Ortaggi crudi;
  • Carne.

Gli alimenti che sono a più alto rischio di contrazione del batterio, sono quelli che hanno un’elevata lavorazione e quelli con lunghi periodi di stagionatura a bassa temperatura.

La Listeriosi, è una malattia abbastanza rara, ma se viene contratta, la maggior parte delle volte, provoca alti tassi di ricovero ospedaliero e mortalità.

Nel prossimo paragrafo, approfondiremo i sintomi che causa la contrazione del batterio nell’essere umano e i giusti criteri per poter evitare la sua contrazione.

Cosa comporta l’ingestione di un alimento contaminato?

La principale via per contrarre questo batterio è tramite l’assunzione di cibo contaminato da parte dell’uomo. Ma non solo, anche con il contatto diretto con persone e animali infetti comporta la contrazione dell’infezione.

Il batterio produce la listeriolisina, ovvero una tossina batterica che provoca la morte delle cellule e dei globuli rossi, questo ne consegue diversi tipi di sintomatologie.

Quali sono i sintomi?

I soggetti sani e in buona salute che contraggono la Listeria hanno sintomi che possono essere lievi, quindi simili all’influenza e/o alla gastroenterite come:

  • Nausea;
  • Vomito;
  • Diarrea;
  • Stanchezza e dolori muscolari.

 

Di norma, i sintomi compaiono a poche ore dall’ingestione.

L’ingerimento di cibi contaminati da Listeria però, possono provocare anche sintomi molto più gravi come la meningite e altre, che comportano complicazioni, le quali, talvolta, possono essere letali.

I gruppi che sono maggiormente vulnerabili a sintomi complicati e gravi sono:

 

  • Anziani;
  • Neonati;
  • Donne in gravidanza;
  • Persone con basse difese immunitarie (clinicamente deboli).

 

I soggetti sani, normalmente, a fronte dell’ingestione del batterio, sono altamente resistenti, mentre per i soggetti più deboli e le donne in gravidanza i rischi aumentano.

Una donna in stato di gravidanza che presenta la listeria, rischia:

  • Aborto naturale;
  • Nascita prematura del bambino;
  • Listeriosi congenita;
  • Morte del feto.

Nei soggetti immunodepressi, clinicamente deboli e negli anziani, la sintomatologia è nettamente più invasiva e/o sistematica. Si possono riscontrare infatti, forme di:

  • Sepsi;
  • Encefaliti;
  • Meningiti

In questi casi i sintomi possono presentarsi anche dopo periodi lunghi, fino ai 3 mesi.

Come prevenire la listeria?

Prima di tutto è importante avere una buona igiene in cucina, cottura adeguata e una corretta conservazione degli alimenti in frigorifero.

Vediamo in maniera approfondita cosa si intende.

Per poter prevenire l’infezione è importante adottare degli accorgimenti, quali:

 

  • Conservazione corretta del cibo in frigorifero, evitando e stando attenti a non conservare cibo scaduto;
  • Mantenere bassa la temperatura del frigorifero;
  • Lavare bene frutta e verdura;

  • Cottura totale degli alimenti;
  • Dividere i cibi crudi dai cibi cotti stando attenti che non entrino in contatto fra loro;
  • Avere cura nella pulizia della cucina, degli utensili e delle mani, soprattutto dopo aver maneggiato cibi crudi;
  • Consumare in tempi brevi gli alimenti deperibili.

 

Come si previene la listeria nelle verdure surgelate?

Grazie allo studio degli esperti dell’EFSA (Autorità Europa per la salute alimentare) sono state identificate delle procedure di controllo degli alimenti da parte degli operatori, in modo da ridurre il rischio di contaminazione dell’infezione.

La Fisai, l’autorità per la sicurezza alimentare irlandese, recentemente ha riaffermato e sottolineato, la possibilità di rischio di contaminazione quando vengono utilizzate in cucina verdure e frutta congelate crude (prive di cottura preventiva).

Inoltre, la Fisai ha fatto emergere un problema non da poco, ovvero che a volte succede che per dimenticanza o noncuranza, non viene riportato sulle confezioni la necessità di cucinare gli alimenti e che dunque il cibo non possa essere consumato da crudo.

Per questo motivo la Sezione sicurezza alimentare del CNSA (Comitato Nazionale di Sicurezza Alimentare) sottolinea l’importanza di fornire ai consumatori informazioni adeguate a diminuire la possibilità di esposizione a fronte di preparazioni domestiche.