I corn-flakes, o fiocchi di mais, sono un po’ in tutto il mondo un elemento immancabile della colazione perché considerati buoni, in alcuni casi anche golosi con l’aggiunta di frutta secca e cioccolato, e soprattutto salutari grazie al ridotto contenuto di zucchero bilanciato dal ben più vantaggioso contenuto in fibre.

Eppure c’è una rivista tedesca, la Öko Test, che ha analizzato 50 delle marche più note e diffuse di corn-flakes, vendute sia in Germania sia in Italia. E non parliamo di certo di marche da discount, tutt’altro: sotto la lente ci sono brand come la Nestlé o Kellogg’s.

I risultati, che vi lasceranno senza parole, li abbiamo raccolti in questo approfondimento. Ma prima di entrare nel merito, vi ricordiamo la raccomandazione degli esperti: i corn-flakes sono un elemento amico del nostro benessere, purché si preferiscano quelli con meno sale, senza zucchero aggiunto e con un buon apporto di fibre (quindi meglio se integrali).

 

Sommario:

Fiocchi di mais per colazione: attenzione a cosa comprate

Corn-flakes e sostanze pericolose sotto la lente della qualità

Acrilammide: la sostanza al centro del mirino

Non solo acrilammide: sotto accusa anche oli minerali, glifosato e deltametrina

 

Corn-flakes e sostanze pericolose sotto la lente della qualità

Il fatto è questo: la rivista tedesca Öko Test ha indagato la presenza di sostane nocive, come acrilammide, pesticidi, micotossine, idrocarburi, oli minerali (Mosh e Moah), e la quantità di sale e di zucchero in 50 marche di corn-flakes conosciute e diffuse sul mercato globale. Per tutta risposta, solamente 15 di queste hanno ottenuto il massimo dei voti.

Due fra tutte: i “Crownfield Cornflakes” di Lidl e i Knusperone Cornflakes di Aldi.

In fondo alla classifica, invece, ben 14 marche fortemente sconsigliate dagli esperti tedeschi. Tra queste anche nomi rinomati, e forse con vendite alle stelle sotto l’appannaggio di una eccelsa qualità: Kellogg’s Special K, Nestlé fitness e Nestlé Go Free ne sono un esempio. E vanno male anche i due prodotti Schär.

Il capo d’accusa è quindi chiaro: altroché salutari e poveri di sodio e zucchero, la maggior parte dei corn-flakes in commercio sono nemici del benessere e della salute.

Acrilammide: la sostanza al centro del mirino

Tutte le accuse ruotano intorno alla presenza di acrilammide, un composto riconosciuto come genotossico e cancerogeno. L’acrilammide è una sostanza chimica che si forma negli alimenti amidacei, per lo più da zuccheri e aminoacidi (principalmente un aminoacido chiamato asparagina) naturalmente presenti in molti cibi, durante la cottura ad alte temperature (come frittura, cottura al forno e griglia) e anche durante le lavorazioni industriali a temperature di oltre 120° con scarsa umidità.

Il processo chimico da cui si origina l’acrilammide è noto come “reazione di Maillard” ed è quello che conferisce al cibo il tipico aspetto e sapore di “abbrustolito” che lo rende più gustoso. Per decretare l’eccessiva o meno presenza di acrilammide nei corn-flakes esaminati, sono stati presi in riferimento i livelli guida emanati dalla Commissione europea: li potete visionare qui, andando all’allegato IV.

Occorre però anche dire che tali livelli non sono vincolanti e il loro superamento non comporta alcuna sanzione. Tuttavia alcune marche hanno riportato livelli molto bassi di acrilammide, dimostrando che seguendo le indicazioni delle autorità è possibile limitare la concentrazione di questa sostanza senza compromettere il prodotto finale.

Non solo acrilammide: sotto accusa anche oli minerali, glifosato e deltametrina

Ad aggravare ulteriormente la situazione di molte marche di corn-flakes vi è l’ulteriore presenza di:

  • oli minerali, trovati in ben due confezioni di Vitabella corn-flakes e fiocchi di cereali senza glutine Schär
  • tracce di pesticidi, anche se (e per fortuna!) a livelli non pericolosi per i consumatori
  • tracce di glifosato e deltametrina

Tutte sostanze, quelle appena elencate, che sono potenzialmente cancerogene e genotossiche, che tendono ad accumularsi nel corpo con conseguenti danni al fegato e che per di più mettono in pericolo le api e la biodiversità. Inoltre quattro prodotti, anche se tutti tipici del mercato tedesco, sono risultati contaminati da micotossine che possono indebolire il sistema immunitario.