| |

Esoscheletri e rischio biomeccanico nei luoghi di lavoro

La movimentazione manuale dei carichi continua a rappresentare una delle principali cause di affaticamento fisico e disturbi muscolo-scheletrici nei contesti lavorativi. Logistica, industria alimentare, magazzini e attività manifatturiere sono tra i settori maggiormente esposti a problematiche legate al sovraccarico biomeccanico, soprattutto nelle attività ripetitive di sollevamento e trasporto.

Negli ultimi anni, accanto alle tradizionali misure ergonomiche e organizzative, stanno emergendo nuove tecnologie indossabili progettate per supportare gli operatori durante le attività più gravose. Tra queste, gli esoscheletri industriali rappresentano una delle soluzioni più innovative per ridurre il carico lombare e migliorare la sostenibilità fisica delle mansioni operative.

Come funzionano gli esoscheletri industriali

Gli esoscheletri da lavoro sono dispositivi indossabili progettati per assistere il movimento del lavoratore durante attività fisicamente impegnative. Esistono modelli passivi, semiattivi e attivi, a seconda della tecnologia utilizzata e del livello di supporto fornito all’operatore.

Nel caso degli esoscheletri lombari, il principio di funzionamento si basa spesso su sistemi meccanici o elastici che accumulano energia durante la flessione del busto e la restituiscono nella fase di sollevamento. Questo consente di ridurre parte dello sforzo richiesto alla muscolatura dorsale e lombare, limitando l’affaticamento senza impedire la libertà di movimento dell’operatore.

A differenza dell’automazione industriale, gli esoscheletri non sostituiscono il lavoratore ma ne supportano l’attività, risultando particolarmente utili nei contesti in cui non è possibile automatizzare completamente il processo produttivo.

I settori in cui trovano maggiore applicazione

Le applicazioni più frequenti riguardano attività caratterizzate da:

  • movimentazione manuale di carichi;
  • posture incongrue protratte;
  • movimenti ripetitivi;
  • attività svolte in ambienti gravosi o a basse temperature.

I comparti maggiormente interessati sono la logistica, la grande distribuzione organizzata, l’industria alimentare, i magazzini e le linee produttive ad alta intensità operativa. In particolare, nelle celle frigorifere o nei reparti con movimentazione continua di materiali, il rischio biomeccanico può aumentare sensibilmente a causa delle condizioni ambientali e dei ritmi di lavoro.

Le sperimentazioni effettuate in alcuni contesti industriali hanno evidenziato una riduzione della percezione di affaticamento a fine turno e una diminuzione dei picchi di attivazione muscolare, soprattutto nella zona lombare.

Gli esoscheletri sostituiscono le misure di prevenzione?

Dal punto di vista normativo e organizzativo, gli esoscheletri non devono essere considerati una soluzione sostitutiva delle misure di prevenzione previste dal D.Lgs. 81/08.

La gestione del rischio biomeccanico deve continuare a basarsi prioritariamente su:

  • corretta progettazione delle postazioni di lavoro;
  • riduzione del rischio alla fonte;
  • utilizzo di ausili meccanici;
  • organizzazione delle attività;
  • rotazione delle mansioni;
  • formazione ergonomica degli operatori.

L’utilizzo di esoscheletri deve quindi inserirsi all’interno di un sistema più ampio di prevenzione e protezione, integrandosi con la valutazione dei rischi già presente in azienda.

Valutazione del rischio, formazione e monitoraggio

Prima di introdurre esoscheletri in azienda è necessario effettuare una valutazione specifica delle attività lavorative interessate. Occorre infatti verificare:

  • tipologia di movimentazione effettuata;
  • frequenza dei movimenti;
  • peso dei carichi;
  • durata dell’esposizione;
  • compatibilità con le procedure operative esistenti;
  • eventuali effetti su altri distretti corporei.

Anche la formazione assume un ruolo centrale. I lavoratori devono conoscere le corrette modalità di indossamento, i limiti di utilizzo e le condizioni in cui il dispositivo può risultare efficace o non adeguato.

Nel tempo, è inoltre importante monitorare l’effettivo beneficio ergonomico ottenuto e verificare che il dispositivo contribuisca realmente alla riduzione del rischio biomeccanico.

Innovazione tecnologica e sicurezza sul lavoro

L’evoluzione delle tecnologie indossabili sta aprendo nuove prospettive nella prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici correlati al lavoro. Gli esoscheletri industriali rappresentano oggi una soluzione concreta per migliorare la sostenibilità di alcune attività operative particolarmente gravose, soprattutto nei contesti ad alta intensità fisica.

Tuttavia, l’introduzione di queste tecnologie richiede un approccio tecnico e strutturato, fondato su valutazioni ergonomiche, procedure corrette e formazione degli operatori. La tecnologia può supportare la prevenzione, ma non sostituisce la necessità di una corretta organizzazione del lavoro e di una gestione completa della sicurezza aziendale.

SQ+ supporta aziende e professionisti nella valutazione del rischio biomeccanico, nell’aggiornamento del DVR e nell’individuazione delle misure ergonomiche e organizzative più adatte ai diversi contesti lavorativi.

Articoli che potrebbero interessarti