L’emergenza nazionale dei decessi sul lavoro per la mancata sicurezza non si ferma.

In Italia i morti sul lavoro non sono pochi, i dati basati su una recente indagine svolta da Mauro Rossato Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre hanno mostrato un aumento di decessi negli ultimi quattro anni non indifferente.

Per rendere maggiormente comprensibile il risultato della ricerca sono stati utilizzati gli stessi metodi della mappatura della penisola durante il periodo Covid: i colori.

Le fasce sono le stesse si passa dal rosso per le zone con i numeri di morti più alti, al bianco con le zone che sono considerate più sicure.

Ma prima di capire quali sono le Regioni dove si muore di più, è giusto comprendere al meglio la situazione con i risultati della ricerca.

 

Una tragedia in crescita: la falsa riduzione durante la pandemia

L’indagine condotta da Vega Engineering ha messo a confronto i dati del primo semestre 2019 al primo semestre di questo anno.

Nel 2019 i morti sul lavoro sono stati 482, nel 2020 (anno della pandemia) sono stati 570, l’anno scorso 538 e nel primo semestre di questo anno (gennaio – agosto) le vittime sono 463.

Come mai questo allarmismo se i numeri sono calati?

Per quanto i numeri siano scesi rispetto agli anni precedenti, si è scoperto che i dati sono stati narcotizzati dalla pandemia.

All’interno dell’indagine infatti, vi sono anche i morti da Covid che, nel 2021 sono stati 367, mentre nel 2022 sono diventanti 11 su 463 totali.

Questo dato è allarmante, perché significa che le morti dovute da infortuni sul lavoro nel primo semestre del 2021 sono state 171, mentre quest’anno sono state 452.
Un drammatico aumento del +164%.

Per identificare le aree a maggior rischio di morte dei lavoratori, l’Osservatorio ha calcolato il tasso di mortalità della popolazione attiva, ovvero il rischio di morte con una mappa che divide le regioni per colore.

 

Dal rosso al bianco: quali sono le regioni dove i lavoratori muoiono di più?

Negli ultimi 4 anni il Molise è sempre rimasto in zona rossa con un tasso d’incidenti e morti sul lavoro alto, a seguire si presentano il Trentino Alto Adige presente da due anni, e l’Abruzzo che è rimasto in zona rossa per due anni, fino a quest’anno che è diventato giallo.

In zona arancione troviamo il Veneto che ha abbandonato dopo due anni consecutivi la zona bianca nel 2020.

La regione che nei primi semestri degli ultimi 4 anni, è sempre rimasta in zona bianca è solo la Sardegna, la segue:

  • Friuli Venezia Giulia che attualmente si trova in zona bianca. Nel 2021 era in zona Arancione,
  • Liguria zona Gialla per i primi due anni per passare dal 2021 a questo semestre in zona bianca,

Ma quali sono invece gli indici d’infortuni denunciati negli ultimi 4 anni e che fascia d’età comprendono?

 

Indagine denunce d’infortunio e fasce di età per incidenti mortali

Dal primo semestre del 2019 al primo semestre 2022 le segnalazioni d’infortuni sui luoghi di lavoro sono aumentate vertiginosamente.

Infatti quest’anno ci sono state 58.457 segnalazioni in più rispetto al primo semestre del 2019.

I numeri parlano chiaro:

  • nel 2019, le denunce per infortunio sono state 323.831
  • nel primo semestre di quest’anno sono stati segnalati 382.288 infortuni.

L’incremento degli infortuni quest’anno è del 43,3% rispetto all’anno scorso e nel suo totale le denunce non Covid crescono del 41% passando da 213.853 a 301.294.

C’è da dire però che anche le segnalazioni Covid sono in aumento, passando da 52.951 a 80.994 soprattutto nei settori della Sanità, dei trasporti e nelle attività manifatturiere.

L’indagine però non si è fermata a questo, l’Osservatorio ha voluto anche indagare al rischio più elevato di morte sul lavoro per fasce di età.

I risultati della ricerca ha chiaramente riportato che:

  • le persone con più di 65 anni hanno avuto il più alto rischio di morte,
  • i giovani tra i 15 e i 24 anni hanno tassi di rischio di infortunio mortale più elevati

I dati raccolti fanno riflettere su due tematiche importanti.

La prima che riguarda gli over 65 in vista alla propensione dei legislatori nel ritardare il pensionamento, mentre la seconda, riguarda i giovanissimi (15-24) che durante stage o alternanza scuola lavoro hanno denunciato infortuni mortali e non, per almeno il doppio rispetto alle altre fasce di età.

Una rivelazione importante si è riscontrata nei lavoratori stranieri.

È stato confermato dall’Osservatorio Vega Engineering che nel 2019 l’indice di mortalità nei luoghi di lavoro e avvenuti in itinere per gli stranieri è del 25, quasi il doppio rispetto ai lavoratori italiani.

I dati che corrispondono al semestre di quest’anno confermano quanto appena detto: gli stranieri hanno un’incidenza di mortalità pari a 12. Gli italiani pari a 6.