Tra pochi giorni, il Decreto Ministeriale 10 marzo 1988 andrà definitivamente in pensione per lasciare spazio al nuovo Decreto Ministeriale del 3 settembre 2021. 

La pubblicazione ufficiale in Gazzetta è avvenuta il 29 ottobre scorso, dunque, sarà ufficialmente vigente a partire dal 29 ottobre di questo anno.  

Il nuovo Decreto è costituito da 5 articoli e da un allegato tecnico denominato Mini codice che utilizza il linguaggio e la metodologia del Codice Prevenzione Incendi. Lo scopo non è altro che la semplificazione della progettazione del codice prevenzioni incendi del 3/08/2015. 

Il nuovo Decreto, chiamato Mini Codice di prevenzione incendi, interessa tutte quelle attività definite a basso rischio d’incendio, ovvero quelle:  

  • Con meno di 100 dipendenti; 
  • Con la superficie inferiore o uguale ai 1000 metri quadrati; 
  •  Con i piani che variano tra i -5m e 24 m di quota; 

Con il nuovo DM il tema principale è la Valutazione del Rischio Incendio e sanziona i criteri di:  

  • Progettazione;  
  • Realizzazione; 
  • Esercizio della sicurezza antincendio negli ambienti di lavoro. 

Ma andiamo a capire nel dettaglio che cos’è il Decreto Mini codice così da capire anche quali sono le differenze con il Codice Antincendi. 

 

Mini Codice: misure di prevenzione e strategie antincendio 

A partire dal 29 ottobre, con l’entrata in vigore del nuovo DM, tutte le attività lavorative dovranno eseguire una nuova Valutazione dei Rischi di Incendio e non solo, dovrà essere redatta anche una relazione tecnica con grafici e disposizioni per poter controllare e garantire la sicurezza in caso emergenza.  

La Valutazione del Rischio con il nuovo Decreto dovrà comprendere: 

  • L’individuazione e descrizione di tutti gli ambienti nei quali c’è la possibilità di pericoli d’incendio; 
  • La definizione dei beni e della quantità degli occupanti che possono essere esposti al pericolo; 
  • Valutazione quantitativa e qualitativa delle conseguenze dell’emergenza definendo anche le strategie da attuare.  

 Per poter applicare il Mini codice oltre alle condizioni presentate pocanzi, ve ne sono altre che devono essere necessariamente verificate, quali: 

  • Attività che non rientrano in una specifica regola tecnica verticale; 
  • Che in deposito non siano presenti materiali o prodotti combustibili o infiammabili di grandi quantità, ovvero maggiori di 900MJ/ m2 ; 
  • Attività che non devono sottoporsi a controlli dei Vigili del Fuoco per la prevenzione agli incendi; 
  • Non vengono svolte attività pericolose o che possano causare il rischio di incendi. 

La struttura del Mini codice è composta da 

  • Scopo della progettazione; 
  • Obiettivi di sicurezza; 
  • Valutazione del rischio; 
  • Strategia antincendio su 8 misure;
  • Risultato della progettazione. 

Le 8 misure sul quale si basa la strategia antincendio sono le seguenti:

  1. Compartimentazione; 
  2. Esodo; 
  3. Gestione della Sicurezza Antincendio; 
  4. Controllo dell’incendio; 
  5. Rilevazione e allarme; 
  6. Controlli di fumi e calore; 
  7. Operatività antincendio; 
  8. Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio. 

 Ma vediamo quindi, nel prossimo paragrafo, quali sono le differenze tra i due decreti così da non avere più dubbi sul tema. 

  

Sicurezza antincendio: qual è la differenza dei due decreti?

Nonostante le svariate similitudini esistenti fra i due codici, vi sono comunque delle differenze tra i due decreti.  

La progettazione e gli obiettivi di sicurezza non cambiano tra i due codici, infatti i principi di progettazione antincendio del Codice vengono ripresi anche nel Mini codice.  

Le differenze tra i due si presentano nella struttura della strategia antincendio, in quanto nel Codice sono presenti 10 metodi mentre nel Mini Codice solo 8.  

Un’altra differenza la si riscontra nella Valutazione del Rischio in quanto, con il Mini codice, non sarà presente la valutazione tradizionale (Rischio incendio: basso, medio, alto) ma ci sarà solo la differenza tra: 

  • Rischio incendio basso: con applicazione di Mini codice; 
  • Rischio Incendio non basso: applicazione del Codice di Prevenzione Incendi.

Altri elementi non presenti all’interno del Mini codice sono la “Resistenza al fuoco” e la “Reazione al fuoco” in considerazione al basso affollamento e al basso rischio d’incendio.  

 

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