Ultimamente ci sono stati diversi dibattiti dovuti alle modifiche del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 per quanto riguarda le novità sul ruolo del preposto.

E così ancora una volta si torna a parlare di colui che sovrintende l’attività lavorativa e ne controlla l’esecuzione corretta da parte dei lavoratori: il preposto, una figura molto importante per la sicurezza aziendale.

Nei prossimi paragrafi andiamo ad analizzare quali sono gli aspetti più riguardanti le modifiche del D.lgs. 81/2008, quali sono le conseguenze e quali saranno gli effetti veri e propri nelle realtà lavorative.

 

Sommario:

Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008: importanti novità sul ruolo del preposto

Quali sono gli aspetti più innovativi inerenti alle modifiche?

Le responsabilità del nuovo ruolo del preposto

Le nuove funzioni più significative del preposto

Le modifiche al D.lgs. 81/2008 necessari per ridurre infortuni e malattie professionali? Le conclusioni

 

Quali sono gli aspetti più innovativi inerenti alle modifiche?

Tra le modifiche presentate e accettate, una che avrà maggiori effetti nella realtà lavorativa è sicuramente l’introduzione dell’obbligo di individuazione del preposto a carico del datore di lavoro. La modifica in realtà fa discutere perché introdotta tra gli obblighi sanzionati a carico del datore di lavoro e del dirigente.

Difatti l’obbligo di individuazione a carico del datore di lavoro ora è sanzionato portando così una giusta evidenza nella rilevanza che ha la costruzione di un organigramma aziendale funzionale e corretto.

L’obbligo introdotto non è di certo un aggravio sul piano organizzativo-gestionale, ma una conseguenza all’organizzazione e sui ruoli presunti e operativi nelle realtà lavorative.

Le responsabilità del nuovo ruolo del preposto

Le modifiche introdotte hanno caricato dirigente e datore di lavoro di una responsabilità ben specifica, offrendo al preposto la garanzia di avere delle procedure e delle misure adeguate in modo da poter rilevare comportamenti errati da parte dei lavoratori.

È un rafforzamento della responsabilità a carico di questa figura intermedia nell’azienda che deve ottenere istruzioni e disposizioni ben precise per garantire sicurezza sia collettiva che individuale all’interno dell’azienda.

La responsabilità sia del preposto che dei dirigenti ruota intorno alle disposizioni e istruzioni fornite in modo appropriato.

Inoltre non ci saranno più situazioni in cui il preposto si ritrovi a controllare l’operato di un numero smisurato di dipendenti o al contrario gestire periodi con una mancanza di risorse umane.

 

Le nuove funzioni più significative del preposto

Se con le vecchie modalità il preposto poteva valutare se segnalare tempestivamente ed eventualmente valutare se interrompere l’attività lavorativa in caso di comportamenti errati o resistenti dei lavoratori, adesso con le nuove modifiche al preposto è stato attribuito il potere di interrompere temporaneamente le attività.

Sicuramente un peso significativo sulle spalle di una persona intermedia nella scala gerarchica della prevenzione aziendale che finora doveva solo ”segnalare”.

È evidente che una decisione simile rafforza la responsabilità sia a livello etico che produttivo, contrattuale e soprattutto penale.

Il preposto deve prendere la decisione di sospendere l’attività lavorativa secondo le disposizioni al fine di tutelare e garantire la sicurezza dei lavoratori, sicuramente dirlo non è come farlo, poiché questa figura che come già detto è solo intermedia gerarchicamente, può non essere compresa e soprattutto accettata da parte degli altri lavoratori e subire ripercussioni soffrendo di vulnerabilità e di solitudine.

Da qui nasce l’esigenza da parte del legislatore di introdurre una garanzia a tutela del preposto che non potrà “subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività”.

Inutile poi aggiungere che considerando il ruolo ricoperto il preposto dovrà avere un adeguato ritorno economico.

 

Le modifiche al D.lgs. 81/2008 necessari per ridurre infortuni e malattie professionali? Le conclusioni

Di certo le modifiche introdotte sono state fatte tenendo conto dell’impennata degli eventi mortali sul lavoro e del numero in costante crescita di infortuni.

Il nostro Paese sembra essere dotato dunque di una strategia nazionale di prevenzione pluriennale, ma a dire il vero non si può far finta di niente tralasciando i ritardi nell’azione di decretazione mai giunta a compimento dove si registra la mancanza di un sistema di qualificazione delle imprese per i settori più a rischio. In tema di prevenzione sarebbe uno strumento che va sicuramente ad incrementare il livello della qualità del lavoro, garantendo criteri e regole di tutela vincolanti per le realtà lavorative.

Se è evidente che l’insieme dei provvedimenti introdotti dall’obbligo della formazione per i datori di lavoro da oltre due mesi richiedono del tempo per poterne valutare gli effetti, aspettiamo di registrare prossimamente modifiche radicali nel sistema di vigilanza e nell’aumento di risorse umane, con la speranza che tali modifiche non vengano applicate solo per la paura di subire controlli, ma nel pieno della consapevolezza in tema di sicurezza sul lavoro.