Con la diffusione del Coronavirus, è emerso anche un altro problema, strettamente collegato al primo e che si è diffuso a macchia d’olio: stiamo parlando della legionellosi e di un rischioso aumento della sua proliferazione.

È stato proprio l’Istituto Superiore della Sanità, con il Rapporto COVID-19 n.21/2020, a catturare l’attenzione su questo fenomeno che stava interessando sempre più strutture recettive o edifici ad uso civile e industriale rimasti chiusi a causa della quarantena conseguente alla pandemia Covid-19.

Ciò che forse molti non si aspettano, è la proliferazione della legionella anche nel settore odontoiatrico. Vediamo dunque insieme di cosa si tratta e come comportarsi per scongiurare il pericolo di contrarre il batterio.

 

Sommario:

Covid-19, legionella, centri odontoiatrici: come comportarsi per proteggere la propria salute

I riuniti odontoiatrici sono le zone rosse da tenere sotto controllo

I punti chiave da monitorare per prevenire la contaminazione da legionella

Controlli ordinari e straordinari per abbattere il rischio di legionellosi

La riattivazione del riunito odontoiatrico dopo il fermo: cosa fare?

 

I riuniti odontoiatrici sono le zone rosse da tenere sotto controllo

È risaputo che la legionella è uno tra gli agenti patogeni più importanti trasmessi attraverso l’acqua. Non a caso, il rischio della sua proliferazione nel settore odontoiatrico interessa principalmente i cosiddetti riuniti odontoiatrici, ovvero l’insieme delle attrezzature utilizzate per l’erogazione delle prestazioni odontostomatologiche. Ci riferiamo quindi a:

  • lampada scialitica
  • poltrona con il poggiatesta
  • gruppo idrico
  • faretra con i moduli turbini
  • micromotore
  • ultrasuoni
  • siringa acqua aria
  • gruppo cannule
  • tavoletta operativa e assistente

Ci si potrebbe quindi chiedere: perché queste attrezzature possono essere interessate da una possibile proliferazione di legionella?

Molti studi hanno evidenziato come i circuiti odontoiatrici risultino contaminati da patogeni idro-trasmissibili, tra cui la legionella. Il problema principale risiede nei ristagni di acqua, dovuti al non utilizzo degli strumenti durante la pandemia, che creano un ambiente favorevole alla proliferazione dei microorganismi batterici, innalzando di conseguenza il rischio di infezione da legionella.

 

I punti chiave da monitorare per prevenire la contaminazione da legionella

Nella prevenzione e nel controllo della contaminazione da legionella, possiamo individuare alcuni punti cruciali da monitorare che, se sottovalutati, possono contribuire alla diffusione della legionella:

  • i circuiti dei riuniti odontoiatrici non sottoposti a regolare manutenzione
  • la temperatura dell’acqua all’interno dei circuiti idrici, soprattutto se raggiunge valori superiori a 20°C
  • il flusso nel sistema idrico, soprattutto se scarso o assente
  • la conformazione dei materiali utilizzati per la costruzione della rete idrica interna al riunito e se questi causano la formazione di zone di ristagno durante un periodo di fermo
  • la qualità dell’acqua in ingresso e il suo flusso di erogazione, soprattutto se intermittente

 

Controlli ordinari e straordinari per abbattere il rischio di legionellosi

Quando si riattiva un’attrezzatura dopo un periodo di fermo più o meno lungo, è buona norma eseguire specifiche operazioni di disinfezioni, flussaggio e verifica di assenza di contaminazione da agenti patogeni come la legionella.

Questa buona prassi è valida in termini generali per quanto riguarda il settore odontoiatrico, ma acquisisce ancora più importanza in riferimento al periodo post Covid-19 che ha causato una ridotta se non totale assenza lavorativa.

L’ideale sarebbe quindi programmare un controllo straordinario che prenda in esame alcuni componenti specifici a carico dei quali eseguire interventi ad hoc, come:

  • lo svuotamento del riunito odontoiatrico e il suo distacco dalla rete idrica principale
  • la verifica di funzionalità delle valvole di sicurezza e di tutti gli altri dispositivi di limitazione della pressione
  • la dotazione di valvole di non ritorno, regolarmente manutenute, per i cordoni che alimentano la strumentazione rotante e ultrasonica
  • la rimozione dei serbatoi dell’alimentazione idrica indipendente del riunito e il loro lavaggio con acqua sterile o distillata o osmotizzata
  • lo svuotamento e la pulitura delle vasche a ultrasuoni e dei serbatoi delle autoclavi per la sterilizzazione

 

La riattivazione del riunito odontoiatrico dopo il fermo: cosa fare?

Per riattivare il riunito odontoiatrico dopo il periodo di fermo causato dalla quarantena legata al Covid-19, la prima cosa da fare è sicuramente procedere alla disinfezione dell’intero circuito idrico con ipoclorito di sodio o con un appropriato disinfettante che agisca nel rispetto delle indicazioni contenute nelle linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi.

Se ritenuto necessario, soprattutto per scongiurare qualsiasi conseguenze negativa, è meglio procedere con la sostituzione completa di quelle parti del circuito idrico in cui è più difficile ottenere una disinfezione sicura ed efficace a favore di componenti nuovi e quindi sterili.