Il 10 marzo 2020 è entrato in vigore il nuovo Decreto Legislativo n. 14/2020 recante “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza COVID-19” e relativo al trattamento dei dati personali particolari per finalità di emergenza sanitaria.

Entriamo dunque più nel dettaglio del decreto e vediamo cosa si intende per dati personali particolari.

 

Sommario:

Coronavirus e trattamento dati sanitari: le novità del nuovo D.L. 14/2020

Il punto di partenza: la definizione dei dati personali particolari

L’introduzione del nuovo D.L. n. 14/2020 a seguito dell’emergenza sanitaria

D.L. n. 14/2020: alcuni dettagli e limitazioni

 

 

Il punto di partenza: la definizione dei dati personali particolari

Il DGPR, ovvero il Regolamento dell’Unione Europea sulla Protezione dei Dati entrato in vigore il 25 maggio 2018, stabilisce che i dati relativi alla salute di una persona (in termini di salute fisica e mentale), insieme ai dati genetici e biometrici, siano inclusi tra i cosiddetti “dati particolari” per il cui trattamento valgono specifiche regole e limiti molto stringenti.

In linea generale, il trattamento dei dati sanitari è considerato lecito solo per finalità di:

  • medicina preventiva
  • diagnosi, assistenza o terapia sanitaria
  • motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, come la protezione da gravi minacce per la salute
  • archiviazione nel pubblico interesse, di ricerca scientifica, storica o ancora per fini statistici

In tutti gli altri casi, il trattamento dei dati sanitari deve sottostare al consenso dell’interessato previa idonea informativa. In caso di mancato rispetto delle condizioni appena elencate, la raccolta dei dati sanitari è considerata una violazione della privacy e quindi un illecito. Va da sé che i dati relativi alla salute non possono essere diffusi né pubblicati.

 

L’introduzione del nuovo D.L. n. 14/2020 a seguito dell’emergenza sanitaria

Con l’aggravarsi della situazione sanitaria, il Garante Privacy ha riconosciuto alle autorità, attualmente impegnate in prima linea nella prevenzione della diffusione del virus, un “ruolo speciale” per trattare i dati personali di coloro che lo contraggono.

Ecco dunque che il nuovo D.L. n.14/2020 ha sancito che:

  • Protezione Civile, Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, ospedali, possono raccogliere tutti i dati sanitari e personali che ritengono necessari a contrastare l’emergenza
  • la Protezione Civile può scambiare i dati raccolti con altri soggetti tra cui Forze dell’Ordine, Comuni, Enti e anche privati quali datori di lavoro, per motivi di interesse pubblico nel settore della sanità pubblica, come la protezione da gravi minacce per la salute

È ovviamente sempre richiesta l’autorizzazione al trattamento dei dati ai pazienti ma questa può essere espressa semplicemente a voce, omettendo – per questioni di tempo e di praticità – l’informativa sulla privacy o fornendone una semplificata.

 

D.L. n. 14/2020: alcuni dettagli e limitazioni

Il nuovo decreto n. 14/2020 contempla alcune limitazioni circostanziate all’attuale emergenza sanitaria, ad esempio:

  • il decreto circoscrive l’ambito temporale di applicazione delle nuove norme all’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del COVID-19
  • la comunicazione dei dati sanitari con soggetti privati tipo il datore di lavoro è ammessa solo ed esclusivamente se considerata indispensabile ai fini delle attività connesse alla gestione dell’emergenza sanitaria in atto
  • il mantenimento dei dati raccolti non è concesso per un periodo illimitato, bensì circoscritto con la fine del periodo di emergenza o, in alternativa, entro i 60 giorni successivi alla raccolta degli stessi