Da luglio l’Europa ha sancito il divieto del biossido di titanio come additivo alimentare. 

Infatti, a seguito della richiesta da parte della Commissione europea risalente a marzo 2020 nel redigere una nuova valutazione sull’additivo, l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha stabilito che il biossido di titanio non può più essere considerato come additivo alimentare perché ritenuto nocivo. 

Ma andiamo a capire, nel prossimo paragrafo il motivo per il quale l’EFSA lo consideri un conservante alimentare nocivo per la salute e, in particolare, tutto ciò che c’è da sapere sul biossido di titanio.  

 

Che cos’è il biossido di titanio? A che cosa serve?  

Il biossido di titanio è una sostanza chiara di tipo minerale. L’indicazione E171 è una sigla utilizzata nell’etichettature degli alimenti per la sua identificazione. 

La sua funzione nell’alimentare è quella di colorante, con lo scopo rendere più piacevoli e attraenti gli alimenti, perché in grado anche di ravvivare e accentuare la colorazione bianca migliorandone l’aspetto.  

Il suo utilizzo non è impiegato solo negli alimenti ma anche nei: 

  • Farmaci;
  • Vernici;
  • Cosmetici; 
  • Dentifrici;
  • Creme per i neonati.

Ma quali sono gli alimenti composti dal biossido di titanio, categorizzato E171? 

 

In quali cibi è contenuto l’E171? 

L’additivo E171 è contenuto in diversi alimenti come:  

  • Prodotti da forno; 
  • Zuppe; 
  • Salse; 
  • Brodi; 
  • Insalate; 
  • Prodotti a base di pesce e formaggi; 
  • Creme spalmabili  

Ma in particolar modo è diffuso nei prodotti di largo consumo e di bassa qualità, come ad esempio:  

  • Chewing gum; 
  • Caramelle;  
  • Dolci. 

Le categorie di alimenti appena esposte, sono le più desiderate dai bambini e, se vengono consumati in quantità eccessive, come espone Floriana Cimmarusti segretaria generale di SAFE e membro di EFSA, comportano iperattività e mancanza di concertazione.  

A fronte di quanto appena detto, è normale chiedersi: se è sempre stato utilizzato come additivo, perché adesso è diventato nocivo? 

La risposta la fornisce Sabine Juelicher, direttrice per la Sicurezza alimentare e dei mangimi che sottolinea il dovere dell’UE di esaminare gli alimenti ogni qualvolta emergono nuovi elementi di prova. Per questo motivo il biossido di titanio è stato riesaminato ed oggi ufficializzato come nocivo e quindi vietato.  

Infatti, durante il riesame dello stesso, l’EFSA ha riscontrato nei dati alcune incertezze riguardanti in particolar modo la dimensione delle particelle che possono incidere sulle proprietà tossicologiche. 

Ma quali sono state le scoperte dell’EFSA? Per quale motivo l’additivo è considerato nocivo? Vediamolo nel prossimo paragrafo.  

 

Le analisi dell’EFSA sul titanio 

L’EFSA già due anni fa a seguito della richiesta da parte della Commissione europea aveva deciso di aggiornare la valutazione di questo additivo e l’anno seguente il presidente dell’EFSA aveva annunciato che il biossido di titanio non poteva più essere considerato un additivo alimentare sicuro.   

L’EFSA infatti, ha stabilito l’additivo E171 che un è prodotto genotossico.  

Quando un prodotto viene definito genotossico, significa che ha la capacità di danneggiare il DNA, o i cromosomi e, dunque, di avere effetti cancerogeni. 

Le particelle a seguito dell’ingestione e del loro assorbimento sono in grado di accumularsi all’interno dell’organismo anche se vengono ingerite in poche quantità.  

Infatti dopo l’ingestione, normalmente l’assorbimento di particelle è basso ma nonostante questo come già detto sono in grado di accumularsi, per questo motivo è richiesta la prudenza e l’attenzione da parte di tutti.  

Adesso che ti è chiaro, il motivo per il quale l’E171 considerato un additivo alimentare nocivo per la salute, e quali sono le conseguenze che si possono riscontrare, andiamo a capire in quali altri prodotti è facile riscontrarlo.  

 

Nonostante il divieto in quali alimenti è ancora presente l’E171?  

Negli alimenti come sancito dall’EFSA e dall’UE non vi sarà più contenuto l’additivo E171, il problema persiste sugli alimenti a lunga conservazione che si possono trovare ancora oggi negli scaffali, per questo motivo come detto pocanzi, è importante che i cittadini per primi facciano attenzione agli alimenti che acquistano.  

Il divieto come già detto, si riferisce solo per gli alimentari, dunque, il biossido di titanio sarà ancora presente nell’industria e, nello specifico, nei cosmetici, nelle creme solari, nei dentifrici e nei farmaci soprattutto nelle medicine in compresse.  

Dunque, avendo capito il motivo per il quale l’additivo alimentare viene considerato come nocivo per il nostro organismo, a prescindere dall’annuncio ufficiale da parte dell’UE, siamo noi cittadini a dover prevenire la nostra salute e fare attenzione agli alimenti che acquistiamo e con cui ci nutriamo leggendo e prestando attenzione all’etichettature.