A seguito delle limitazioni imposte dai decreti ministeriali per contrastare la diffusione del Coronavirus, e nonostante le molteplici rassicurazioni del Presidente del Consiglio che ha confermato il regolare approvvigionamento delle merci, i supermercati di beni alimentari sono stati presi d’assalto nella maggior parte delle città italiane.

Ma quali sono i prodotti di cui gli italiani hanno fatto ingenti scorte?

Abbiamo letto e sentito di farine, di uova, di lievito e anche di carta igienica e disinfettanti per mani a riempire interi carrelli, ma quello che forse molti non si aspettano è stato il ritorno in auge di cibo semplice in scatola, pronto all’uso: dai legumi alle conserve di pomodoro e ai sughi pronti, senza dimenticare carne in scatola e pesce surgelato.

E il tonno? È proprio a questo che vogliamo dedicarci: l’acquisto del tonno in scatola ha subito un rialzo ai tempi del virus, come riscontrato dalle associazioni nazionali di categoria dell’Industria Alimentare.

A tal proposito Altroconsumo ha stilato una classifica delle scatolette di tonno sott’olio considerate di buona qualità. Oltre una serie di consigli da seguire nella scelta del tonno in scatola.

Vi abbiamo incuriosito abbastanza? Continuate a leggere.

 

Sommario:

Aumenta il consumo di tonno in scatola ai tempi del coronavirus

AsdoMar batte i concorrenti: è suo il miglior tonno in scatola

5 fattori da conoscere per scegliere consapevolmente il tonno in scatola

  1. La tipologia: pinne gialle o tonnetto striato?
  2. La zona di provenienza: quale zona di pesca FAO privilegiare?
  3. La pesca del tonno: meglio se a favore di metodi sostenibili
  4. Attenzione ai livelli di mercurio
  5. Meglio un uso consapevole, senza esagerare

 

 

AsdoMar batte i concorrenti: è suo il miglior tonno in scatola

Non tutte le scatolette di tonno sott’olio sono uguali: è stato proprio questo il punto di partenza della ricerca condotta da Altroconsumo per decretare il brand che offre la migliore qualità di tonno in scatola.

Vediamone tutti i dettagli.

Altroconsumo ha preso in esame 24 scatolette di tonno, sia di grandi marchi che di marche private delle catene di supermercati, per sottoporle a test di laboratori basati sulla raccolta e l’analisi di diversi parametri quali:

  • la completezza dei dati presenti in etichetta
  • la freschezza del prodotto
  • il peso sgocciolato al netto dell’acqua
  • la presenza di mercurio e sale

In linea generale, il test ha dato buoni risultati: ben 17 scatolette (su 24) hanno ottenuto un giudizio buono o ottimo, nessun prodotto è stato bocciato e contemporaneamente non è stata trovata alcuna traccia di frode.

A conquistare il primo posto in classifica, sbaragliando la concorrenza, è stato il tonno a trancio intero a marchio AsdoMar: a questo è stato infatti assegnato il titolo di “Migliore del Test” ricevendo punteggi eccellenti in quasi tutte le categorie sopra introdotte. L’unica nota dolente è l’alto contenuto di sale, fattore tuttavia comune nella maggior parte delle scatolette prese in esame.

Sul podio poi troviamo, sempre con il tonno all’olio d’oliva:

  • AsdoMar (di nuovo!) in seconda posizione
  • marchio Selex in terza posizione

A seguire:

  • tonno Callipo, in quarta posizione
  • tonno Fratelli Carli, in quinta posizione

 

5 fattori da conoscere per scegliere consapevolmente il tonno in scatola

Supponiamo di trovarci di fronte allo scaffale del tonno in scatola: come facciamo a scegliere il migliore? Possiamo controllare alcune informazioni che possono aiutarci nella scelta.

1.     La tipologia: pinne gialle o tonnetto striato?

Il tonno pinne gialle è un prodotto considerato di pregio, soprattutto dal punto di vista organolettico. Tuttavia è una specie che l’unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN) considera prossima alla minaccia. Una valida alternativa è allora rappresentata dal tonnetto striato, anche se in possesso di minori qualità organolettiche.

Di norma la tipologia di tonno dovrebbe essere indicata sull’etichetta apposta sulla scatoletta ma sappiamo anche che, purtroppo, non sempre è così e tale mancanza può complicare la scelta.

2.     La zona di provenienza: quale zona di pesca FAO privilegiare?

La zona di pesca è un altro fattore che incide sulla qualità del tonno, ma anche in questo caso non è un’indicazione obbligatoria. In linea generale, è preferibile scegliere un tonno dall’Oceano Pacifico occidentale e centrale che corrisponde alle zone FAO 61, 71, 81. Da evitare invece le zone FAO 31, 34, 41, 47 – corrispondenti all’Oceano Atlantico – e le zone FAO 51,57 – corrispondenti all’Oceano Indiano -.

3.     La pesca del tonno: meglio se a favore di metodi sostenibili

Anche questa è un’informazione utile da conoscere. Sarebbe auspicabile preferire metodi di pesca sostenibili come la pesca a canna. Ma sono pochi i brand che dichiarano esplicitamente quale metodo utilizzano.

4.     Attenzione ai livelli di mercurio

Si tratta di un metallo pesante tossico per il sistema nervoso, a cui devono prestare particolare attenzione soprattutto le donne in gravidanza e i bambini. È purtroppo presente all’interno del tonno in scatola, di norma entro i limiti consentiti dalla legge (1 mg/kg), ma non per questo è da sottovalutare nella scelta fatta dal consumatore.

5.     Meglio un uso consapevole, senza esagerare

Il tonno in scatola è largamente consumato grazie alle sue qualità di non deperibilità, versatilità in moltissime ricette e praticità nel poter essere mangiato così com’è. Tuttavia, le linee guida per una sana alimentazione consigliano di non abusare nel suo utilizzo: il suggerimento è infatti consumare al massimo una porzione di 50 grami di tonno sgocciolato nell’arco di una settimana.