10 alimenti ad alto rischio microbiologico: cosa sapere
Quando si parla di sicurezza alimentare si tende spesso a pensare soltanto alla pulizia degli ambienti o alla corretta conservazione degli alimenti. In realtà esistono alcune categorie di prodotti che, per loro natura, presentano un rischio microbiologico maggiore e richiedono particolari attenzioni durante produzione, trasporto, conservazione e somministrazione.
Questo non significa che siano alimenti da evitare, ma che devono essere gestiti correttamente secondo i principi dell’HACCP per ridurre il rischio di contaminazioni e tossinfezioni alimentari.
Vediamo quali sono gli alimenti considerati più delicati e perché.
Cosa significa alimento ad alto rischio microbiologico?
Un alimento viene definito ad alto rischio quando rappresenta un ambiente favorevole alla crescita di batteri, virus o parassiti in grado di provocare malattie trasmesse dagli alimenti.
Le condizioni che aumentano il rischio sono principalmente:
- elevato contenuto di acqua;
- presenza di proteine;
- pH favorevole;
- conservazione a temperature non corrette;
- consumo senza adeguata cottura.
Per questo motivo la gestione della temperatura e della contaminazione crociata rappresenta uno dei punti fondamentali di qualsiasi piano HACCP.
1. Carne macinata e hamburger
La carne macinata presenta una superficie di esposizione molto superiore rispetto a un taglio intero.
Durante la macinazione eventuali batteri presenti sulla superficie vengono distribuiti all’interno del prodotto, motivo per cui hamburger e preparazioni simili devono essere completamente cotti.
Tra i principali microrganismi coinvolti troviamo Escherichia coli STEC e Salmonella.
2. Uova crude
Le uova crude possono rappresentare un veicolo di Salmonella, soprattutto nelle preparazioni che non prevedono cottura.
Tra queste troviamo:
- tiramisù;
- maionese artigianale;
- mousse;
- creme fredde.
Nella ristorazione professionale è buona pratica utilizzare ovoprodotti pastorizzati quando possibile.
3. Molluschi bivalvi
Ostriche, cozze e vongole filtrano grandi quantità di acqua e possono accumulare batteri, virus e contaminanti presenti nell’ambiente marino.
Per questo motivo devono provenire esclusivamente da filiere autorizzate e accompagnate dalla relativa documentazione di tracciabilità.
4. Pesce destinato al consumo crudo
Sushi, carpacci e tartare richiedono particolare attenzione.
Il principale pericolo è rappresentato dal parassita Anisakis, eliminabile attraverso gli specifici trattamenti di abbattimento previsti dalla normativa.
Per le attività di ristorazione questo rappresenta un punto critico del sistema HACCP.
5. Latte crudo
Il latte non pastorizzato può contenere diversi microrganismi patogeni.
Per questo motivo è consigliato prestare particolare attenzione soprattutto nel consumo da parte di bambini, anziani, donne in gravidanza e soggetti immunodepressi.
6. Germogli
I germogli rappresentano uno degli alimenti microbiologicamente più delicati.
L’umidità e le temperature utilizzate durante la germinazione favoriscono infatti lo sviluppo batterico qualora il seme risulti contaminato.
7. Frutta già tagliata
Una volta eliminata la buccia, la superficie della frutta diventa più esposta alla contaminazione.
Se lasciata a temperatura ambiente per molte ore può favorire la proliferazione di batteri, soprattutto durante il periodo estivo.
8. Verdure a foglia consumate crude
Insalate, spinaci e altre verdure crude richiedono un accurato lavaggio e un’attenta gestione durante la preparazione.
La contaminazione può avvenire durante coltivazione, raccolta, trasporto oppure manipolazione.
9. Formaggi a latte crudo
Alcuni formaggi prodotti con latte non pastorizzato possono rappresentare un rischio maggiore rispetto a quelli ottenuti con latte pastorizzato.
Il pericolo riguarda soprattutto le persone appartenenti alle categorie più vulnerabili.
10. Alimenti lasciati troppo a temperatura ambiente
Più che un singolo alimento, rappresentano una delle cause più frequenti di tossinfezione alimentare.
Riso, pasta, carne, pesce, creme e altri piatti pronti non dovrebbero rimanere per lungo tempo nella cosiddetta zona di pericolo, dove i batteri possono moltiplicarsi rapidamente.
Durante buffet, catering e servizi di ristorazione la gestione delle temperature rappresenta quindi uno degli aspetti più importanti.
Il ruolo dell’HACCP nella prevenzione
L’HACCP nasce proprio con l’obiettivo di prevenire questi rischi.
Attraverso l’analisi dei pericoli e l’individuazione dei punti critici di controllo, ogni operatore del settore alimentare deve adottare procedure che garantiscano la sicurezza dei prodotti durante tutte le fasi della lavorazione.
Tra gli aspetti più importanti rientrano:
- controllo delle temperature;
- corretta conservazione;
- separazione tra alimenti crudi e cotti;
- prevenzione delle contaminazioni crociate;
- pulizia e sanificazione;
- formazione del personale;
- tracciabilità delle materie prime.
Non sono alimenti da evitare, ma da gestire correttamente
Definire questi prodotti “pericolosi” sarebbe improprio.
Nella maggior parte dei casi il rischio deriva da una conservazione scorretta, da una manipolazione non igienica o da una preparazione non conforme.
Quando vengono rispettate le corrette procedure previste dal sistema HACCP, questi alimenti possono essere consumati in sicurezza.
Per questo motivo le aziende del settore alimentare dovrebbero verificare periodicamente che il proprio manuale HACCP sia aggiornato e coerente con le lavorazioni realmente svolte.
SQ+ supporta le aziende nella sicurezza alimentare
SQ+ affianca ristoranti, bar, gastronomie, laboratori alimentari, mense e attività del settore food nella predisposizione e nell’aggiornamento dei manuali HACCP, nella formazione del personale e nella verifica delle procedure operative.
Un sistema di autocontrollo aggiornato rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di contaminazioni alimentari e affrontare con maggiore serenità eventuali controlli delle autorità competenti.
