Il ruolo del medico competente e la sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro

Tra le figure essenziali e obbligatorie in ogni azienda vi è quella del medico competente; questi è adibito a monitorare le condizioni di salute di tutti i dipendenti, effettuando visite personalizzate con cadenza periodica. Il ruolo del medico competente risulta fondamentale quando si tratta di problematiche inerenti all’uso di alcol e droghe nei luoghi di lavoro; si tratta, quindi, di un ruolo chiave nella sorveglianza sanitaria dei dipendenti.

Sommario:

Alcol e droghe: il ruolo del medico competente e la sorveglianza sanitaria

Il ruolo del medico competente e la sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro

Quali sono le normative cui il medico competente deve far fede?

Il lavoro del medico competente e gli accertamenti di assenza di tossicodipendenza

La visita medica preventiva e le cartelle sanitarie dei lavoratori

Giudizio di idoneità

Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

 

Quali sono le normative cui il medico competente deve far fede?

Il 26 Novembre 2016 il Ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza Unificata Stato-Regioni gli “Indirizzi per la prevenzione di infortuni gravi e mortali correlati all’assunzione di alcol e droghe, l’accertamento di condizioni di alcol dipendenza e di tossicodipendenza e il coordinamento delle azioni di vigilanza”.

L’ordinanza identifica le categorie di lavoratori che devono periodicamente essere sottoposti a controlli per abuso di alcol e droghe, nonché gli adempimenti del medico competente, ai sensi del combinato disposto degli articoli 25 e 41 del decreto legislativo n.81 del 9 aprile 2008.

Secondo tale disposizione giuridica, il datore di lavoro, previa valutazione dei rischi, individua quelle misure tutelative della sicurezza per gestire quei casi di alterazione delle condizioni psicofisiche di quei dipendenti che, tramite accettazione da parte del medico competente, risultano aver fatto uso di sostanze alcoliche o stupefacenti, che non consentono la prestazione di attività lavorative e la conseguente esclusione dal turno lavorativo.

Nella normativa sono, poi, favorite e consigliate quelle azioni preventive e deterrenti, volte alla lotta all’abuso di alcol e droghe, per far sì che ai dipendenti risulti chiaro il rischio che si corre circa l’uso di sostanze psicotrope come, ad esempio, la disposizione e attuazione di iniziative di sensibilizzazione finalizzate a una corretta percezione dei rischi o l’opportunità di rendere disponibili sul posto di lavoro test rapidi per l’autocontrollo del tasso alcolemico.

Il lavoro del medico competente e gli accertamenti di assenza di tossicodipendenza

Il medico competente mette a disposizione di tutti i lavoratori dei piani informativi così che possano essere consultati in qualsiasi momento; inoltre, viene fornita l’azienda di test rapidi da poter utilizzare alla bisogna.

Il medico ha anche il compito di fissare dei controlli periodici in azienda, in modo da poter monitorare la salute di tutti i dipendenti; tali controlli devono avvenire, per legge, almeno una volta ogni anno.

Qualora lo ritenga opportuno, il medico competente ha la facoltà di sottoporre ciascun lavoratore a ulteriori accertamenti per verificare l’eventuale stato di tossicodipendenza, qualora si rilevino casi di sospetta dipendenza da sostanze psicotrope. In queste situazioni, il dipendente verrà inviato al Servizio delle Tossicodipendenze della ASL competente del territorio; in questa situazione, possono configurarsi i seguenti scenari:

 

 

    • Nel caso in cui il lavoratore si rifiuti di sottoporsi ai dovuti accertamenti senza un giustificato motivo, potrà essere immediatamente sospeso dall’attività lavorativa fino a quando non verrà accertata l’assenza della sua tossicodipendenza;
    • Nel caso di sospetta dipendenza alcolica, possono essere prescritte analisi del sangue per valutare la funzionalità epatica;
    • Nel caso di sospetta dipendenza sia alcolica che di sostanze stupefacenti, possono essere richiesti test su capello o test a sorpresa in sede di visita sotto la supervisione diretta del medico competente;
    • Nel caso in cui risulti difficile effettuare test a sorpresa per le mansioni svolte dal lavoratore, è possibile effettuare un’analisi delle urine con un preavviso di 48 ore;
    • Nel caso di positività all’etilometro, il lavoratore viene sospeso dalle sue mansioni fino a che il tasso alcolemico torni pari a zero. La positività alle droghe comporta invece la sospensione immediata dall’attività lavorativa;

Il risultato degli accertamenti, eseguiti secondo il protocollo sanitario aziendale, fornirà il giudizio di idoneità finale. In caso di esito positivo, il lavoratore verrà immediatamente sospeso dalla sua mansione fino a che venga accertata l’assenza di tossicodipendenza.

La visita medica preventiva e le cartelle sanitarie dei lavoratori

Tra le attività di sorveglianza sanitaria vi è l’esecuzione di test antidroga per i lavoratori. Il medico dispone i controlli con cadenza annuale come previsto dalla normativa vigente, oppure su richiesta del datore di lavoro in caso di sospetto abuso di alcolici e/o sostanze stupefacenti.

Gli accertamenti sanitari di controllo vengono disposti anche in fase preassuntiva: il datore di lavoro richiede al medico competente tutti i test e le analisi sanitarie del caso.

Secondo l’intesa Stato/Regioni con il Provvedimento del 30 ottobre 2007, il datore di lavoro, prima di adibire il lavoratore all’espletamento di una delle mansioni riportate nell’Allegato I della Normativa, attiva il medico competente per la visita preventiva.

Il medico competente all’atto di assunzione, e con cadenza periodica, effettua tutti i controlli per valutare le condizioni di salute di ciascun lavoratore in relazione alle mansioni svolte e verifica l’assenza di assunzione di sostanze stupefacenti mediante specifici test.

In tal modo l’azienda raccoglierà tutte le informazioni sanitarie dei propri dipendenti che verranno archiviate in specifiche cartelle sanitarie, messe ad esclusiva disposizione del medico in caso di necessità.

Giudizio di idoneità

Per esprimere l’idoneità lavorativa alla specifica mansione, il medico deve:

    • possedere una buona conoscenza della mansione che il lavoratore andrà a svolgere e dei possibili rischi ad essa connessi;
    • aver fatto un’attenta valutazione dello stato di salute del soggetto dopo una visita scrupolosa ed accurata.

Il giudizio di idoneità da parte del medico competente serve a garantire l’idoneità psico-fisica del soggetto nel poter svolgere la specifica mansione, nonché a tutelare lo stato di salute del singolo e della collettività.

Nel caso in cui il lavoratore venga adibito ad una mansione che comporta dei rischi anche per terzi, sarà sottoposto a controlli ancor più rigidi e stringenti. Tra essi compaiono, appunto, i test antidroga e di valutazione sull’abuso di alcol.

Visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro

La visita medica è importante per la sorveglianza sanitaria non solo in fase preassuntiva, ma anche al termine di un rapporto di lavoro.

Per alcune categorie di lavoratori è addirittura obbligatoria per il corretto svolgimento delle mansioni del medico competente poiché serve a monitorare la salute dei lavoratori adibiti a una specifica mansione e tutti i rischi che la stessa comporta.

La visita medica deve comprendere, dunque, tutte le analisi necessarie a constatare la salute del lavoratore in relazione al lavoro svolto in maniera continuativa; inoltre, questa diventa obbligatoria per tutti i lavoratori che siano stati esposti a rischio chimico per le mansioni svolte.

L’inserimento della visita medica di fine rapporto è importante per valutare la salute fisica e psichica del lavoratore dopo tutto il periodo in cui è stato impegnato a svolgere le proprie mansioni aziendali.

Tale attenzione è orientata alla verifica della presenza di danni alla salute derivati dall’attività lavorativa ed eventuali nessi tra i danni e la mansione svolta dal dipendente. In tal modo la medicina del lavoro può predisporre per il futuro nuove misure di prevenzione per migliorare la qualità del lavoro e, al tempo stesso, preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori.